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	<title>Informatica e Crittografia - Villaggio Bitcoin</title>
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	<description>Riprendi il controllo del tuo futuro</description>
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	<title>Informatica e Crittografia - Villaggio Bitcoin</title>
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	<item>
		<title>SOFTWAR #4 &#8211; Gli albori di un nuovo Protocollo</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/17/softwar-4-gli-albori-di-un-nuovo-protocollo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mateusz Riva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2024 14:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h5></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quarto e ultimo articolo della miniserie <em>SOFTWAR: UN NUOVO PROTOCOLLO</em>, a cura di <a href="https://twitter.com/mateuszriva">Mateusz Riva</a>.</strong></p>
<p><strong>Un’analisi di alcuni temi (ancora) poco dibattuti all’interno della comunità di bitcoiner: la sicurezza fisica, il ruolo fondamentale che ricopre la “proiezione di potenza” (intesa come imposizione di forza da un soggetto ad un altro), il ruolo delle guerre nella nostra società e di come tecnologie basate sulla POW (Proof of Work) come Bitcoin si inseriscano in questo contesto.</strong></p>
<p><strong>Leggi qui il primo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-un-nuovo-protocollo-1/">SOFTWAR #1 &#8211; Un nuovo Protocollo</a><br /></strong></p>
<p><strong>Leggi qui il secondo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale-2/">SOFTWAR #2 &#8211; Il dominio nel mondo digitale</a><br /></strong></p>
<p><strong>Leggi qui il terzo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/03/softwar-3-guerre-digitali/" target="_blank" rel="noopener">SOFTWAR #3 &#8211; Guerre digitali</a><br /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>UN CAMBIO DI PARADIGMA<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo visto nell’articolo precedente che, con l’introduzione della tecnologia Bitcoin, abbiamo ora una sorta di “Bits di informazioni finanziarie” che esistono solo nel mondo digitale e che derivano dalla trasformazione di energia elettrica prodotta nel mondo fisico dando vita, nei fatti, a un nuovo tipo di Protocollo.</p>
<p>Quello finanziario è in effetti un plausibile utilizzo di questi Bits sicuri e affidabili, ma non limitiamoci a solo questo aspetto. Ricordiamo <strong>per analogia il protocollo TCP/IP</strong> che veniva inizialmente utilizzato per l’invio di messaggi di testo e che venne denominato ARPA-Net. Con il passare del tempo, l’adozione e i sempre nuovi casi d’uso inizialmente non prevedibili ci si è resi conto che era meglio rinominarlo in modo più generico: Internet.</p>
<p>Immaginate di tornare indietro nel tempo e spiegare cosa è Internet oggi a chi nei centri di ricerca effettuava i primi scambi di messaggi di testo tra quei pochi punti connessi che si contavano su una mano.</p>
<p>E se allo stesso modo Bit-Coin (ovvero l’utilizzo finanziario) fosse solo il primo applicativo che siamo stati in grado di concepire per questo protocollo? Forse meglio evitare la <strong>presunzione di attribuire un unico scopo</strong> a questa tecnologia, lasciando che con il passare del tempo si estenda a tutti gli usi che applicazioni future ci consentiranno di sfruttare e valorizzare.</p>
<p>Forse davvero il termine più corretto e generico per indicare questo protocollo potrebbe essere <em>Bit-Power</em> visto che non fa altro che convertire energia elettrica in Bits, <strong>trasformando Watt del mondo fisico in informazione del mondo digitale</strong> e trasmettendoli istantaneamente attraverso internet.</p>
<p>In ogni caso, indipendente dal nome, se questa tesi è corretta riferendoci solo alla funzione Bit-Coin, quindi alla sola valorizzazione dal punto di vista finanziario di questi bits estremamente sicuri e affidabili, l’intero protocollo potrebbe essere <strong>ordini di grandezza sottostimato nell’impatto che può avere sulla società</strong>, in particolare se si guarda allo sviluppo futuro dove la presenza digitale è sempre maggiore e la protezione e il controllo dei dati è di fondamentale importanza.</p>
<p>Questo protocollo potrebbe quindi essere molto più importante che solo Bit-Coin, che “solo” (passatemi il termine) un “<em>electronic cash system</em>” in quanto potrebbe <strong>trasformare il modo in cui l’umanità si organizza</strong>, fa affari e combatte guerre per il controllo delle risorse.</p>
<p>Ad un certo punto della storia, gli esseri umani hanno iniziato a collaborare in numeri sempre più grandi, che trascendevano quelli degli abitanti di un singolo villaggio dove quindi non era più possibile conoscere di persona tutti i membri di questa comunità estesa: maggiore era il numero delle persone, maggiore era la differenziazione dei lavori che era possibile avere in quel gruppo, maggiore era il numero di idee ed innovazioni che potevano avvenire e che facevano avanzare l’intera civiltà.</p>
<p>Per accelerare ulteriormente il progresso tecnologico, potrebbe quindi essere interessante aumentare il grado di cooperazione a livello planetario rafforzando le motivazioni che spinsero i primi esseri umani a cooperare su scala sempre più ampia. Sebbene vi sia bisogno di molteplici fattori per cui ciò avvenga, uno in particolare balza subito all’occhio come condizione indispensabile: la presenza di un sistema di credenze condiviso che consenta di superare l’ostacolo del non conoscere personalmente tutti i membri della comunità.</p>
<p>Bitcoin potrebbe essere l’inizio di un sistema planetario che trascende i confini fisici delle nazioni e gli interessi locali e che consente lo <strong>scambio di valore di beni e servizi in modo egalitario</strong>, dove chi produce valore è premiato in modo meritocratico, senza che nessuno possa derubarlo del frutto del proprio lavoro.</p>
<p>Durante lo scambio di messaggi di testo mediante questo protocollo o, detta diversamente, durante una transazione a cui viene attribuito un determinato valore economico, una fee viene ceduta a chi converte energia elettrica in bits <strong>proteggendo l’intero sistema</strong> garantendone l’indipendenza, imparzialità, trasparenza, e la sicurezza.</p>
<p><u>Potremmo anche immaginare questi convertitori di energia elettrica in bits l’equivalente dell’esercito che protegge i confini nazionali. Essi pur non conoscendosi tra di loro operano mediante un sistema di credenze condiviso (protocollo), possono risiedere in qualsiasi parte della terra ove vi sia energia non sfruttata. Siccome l’energia è presente ovunque in varie forme (sole, vento, fonti fossili, nucleare, ecc.), tale sistema è egalitario e consente a chiunque voglia proteggere il protocollo di “combattere” essendo remunerato per il proprio servizio.</u></p>
<p>Se quindi abbiamo scoperto un nuovo fondamento su cui Internet può appoggiarsi trovando un punto di contatto con il mondo fisico, che consente la costruzione di barriere digitali di energia fisica che non possono essere abbattute da una combinazione hacker ma che, come nel mondo fisico, richiedono l’impiego di immani quantità di energia per far breccia in quel muro, ovviamente… il primo utilizzo che possiamo farne è quello di proteggere le nostre informazioni finanziarie, utilizzandolo (provvisoriamente) solo come “Coin”.</p>
<p>Per questo motivo bandire il mining di Bitcoin potrebbe quindi essere un <strong>errore strategico a livello di sicurezza nazionale</strong>, come fece l’impero Cinese circa 500 anni fa quando bruciò letteralmente la propria flotta di navi militari al fine di “non turbare” lo status quo dell’equilibrio di poteri che si era stabilito, di fatto auto lesionandosi.</p>
<p>L’equivalente potrebbe essere quello della <strong>classe dirigente finanziaria attuale</strong>, che per paura di cambiamenti dello status quo, “teme” Bitcoin e pensa che, sbarazzandosene, i problemi svaniranno, senza pensare ai danni sul lungo periodo.</p>
<p>Inoltre, va ricordato che possedere bitcoin equivale a ricordare 12 parole che custodiscono la chiave privata in grado di firmare in modo univoco un messaggio di testo a cui poi come applicativo abbiamo decido di attribuire un determinato valore in virtù del fatto che questi bits sono unici e non possono essere creati con un copia incolla.</p>
<p>In particolare il secondo emendamento degli Stati Uniti garantisce ai propri cittadini il diritto di difendere anche con la forza (armi) la loro proprietà. A maggior ragione, qualsiasi ipotetico tentativo da parte del legislatore di limitarne l’uso da parte dei suoi cittadini è da considerarsi anticostituzionale dato che bitcoin consente di difendere la proprietà mediante il solo utilizzo di energia elettrica, eliminando quindi anche la necessità di un confronto fisico diretto per la protezione delle proprie risorse o valori.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">«Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero, una ben organizzata Milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare Armi, non potrà essere violato»</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Emendamento 2</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se tutto quanto descritto fin qui è vero, vedremo inevitabilmente questo protocollo utilizzato per molti altri impieghi oltre al settore finanziario. Consideriamo per un attimo quello militare legato alle guerre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>CHI HA IL CONTROLLO?</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ bene evidenziare che questi soldati/convertitori di energia elettrica, pur svolgendo un ruolo fondamentale, non hanno il controllo del protocollo. Essi infatti essendo remunerati per il loro servizio esclusivamente tramite una piccola fetta di questi bits sono costretti ad operare secondo le regole, pena l’aver sprecato inutilmente energia elettrica.</p>
<p>Appare quindi evidente che il controllo è controbilanciato dai diretti utilizzatori di questi bits (nodi), che senza alcuno sforzo verificano istantaneamente e validano il lavoro svolto dai convertitori: se questi non è conforme alle regole semplicemente lo rigettano, premiando solo il lavoro di chi opera in modo onesto. Quindi il semplice utilizzare questi bits, e quindi “assegnare valore” al lavoro svolto dai convertitori, consente di far si che <strong>il controllo sia prevalentemente nelle mani degli utilizzatori</strong>.</p>
<p>Il fatto che questa sottile quanto vincolante azione di controllo sia raramente esercitata è uno dei motivi per cui pur essendo fondamentale si tende a non darle importanza.</p>
<p>Un’analogia potrebbe essere quello di un branco di lupi che ha catturato una preda: è l’intero branco che assegna valore a quella preda, validando il lavoro dei cacciatori. Tuttavia, è probabile che smettano di assegnargli valore visto che nutrirsi non è un’opzione?</p>
<p>Probabilmente no, ma questa analogia è utile ad analizzare il medesimo meccanismo di controllo all’interno della specie umana che a volte assegna valore anche a cose di non vitale importanza e dal <strong>valore soggettivo</strong>.</p>
<p>Pensiamo ad esempio al valore delle varie valute dove per definizione non vi è garanzia di nessun bene sottostante a vincolarne il potere di acquisto, ma esclusivamente il riconoscimento degli utilizzatori che ad ogni unità di valuta associano (per obbligo legislativo ad accettarle come pagamento) un preciso corrispondere di beni reali (mercato).</p>
<p>Tale valore è quindi strettamente legato a quello assegnato nella media dai singoli utilizzatori, che hanno quindi il <strong>potere indiretto di rifiutarla portandola al suo valore intrinseco</strong> (ovvero zero) mentre acquisiscono altri beni o asset che reputino avere maggiore valore (in quanto magari più stabili nel tempo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>BITCOIN È UN IMPERATIVO<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi c’è ancora chi pensa di avere la facoltà di scegliere se Bitcoin sia o non sia una scoperta utile e pensa di poter valutare se opportuno adottarlo o rifiutarlo. Così come la battuta del comandante Foch relativa agli aeroplani, la storia è piena di episodi che dovrebbero insegnarci che l’adozione di nuove tecnologie in campo militare non è un’opzione negoziabile, ma è un imperativo: <strong>o la adotti, o vieni sopraffatto</strong>.</p>
<p>Troviamo un altro caso di studio interessante tornando alla <strong>caduta di Costantinopoli</strong> del 1453 per mano degli ottomani.</p>
<p>L’ingegnere Ungherese Urban, ideatore dei cannoni ad uso militare, offri la sua invenzione all’imperatore bizantino Costantino XI, che viste le difficoltà economiche causate anche dagli assedi ottomani, la sensazione di sicurezza che gli offrivano le mura Teodosiane che avevano da sempre protetto la città rifiutò di adottare la tecnologia dei cannoni. Tale tecnologia, mai vista prima probabilmente non fu compresa: a cosa servono i cannoni se ci sono già solide mura che hanno sempre svolto egregiamente il loro compito?</p>
<p>Visto che l’invenzione era stata rifiutata dai bizantini, Urban portò il suo progetto al sultano che fu più perspicace nel coglierne le potenzialità e non badando a spese fece costruire un parco di artiglieria all’avanguardia. Nel giro di poco tempo fu evidente a tutti il vantaggio tattico nel possedere armi di quel calibro, che erano in grado di sbriciolare da lontano mura che fino al giorno prima erano considerate indistruttibili, inviolabili.</p>
<p>Questo esempio relativo a nuove tecnologie sviluppate dall’umanità non è che uno degli <strong>infiniti esempi che possiamo trovare anche nella natura e nella storia dell’evoluzione</strong>. Pensiamo alla competizione tra i primi organismi pluricellulari: se uno di questi si dota di bulbi oculari che gli consentono di predare meglio e l’altro non lo fa, non avrà speranze nel confronto di quello meglio equipaggiato.</p>
<p>La “corsa all’oro” è iniziata e <strong>chi adotterà per primo questa nuova tecnologia avrà i benefici maggiori</strong>. Dal punto di vista della <strong>teoria dei giochi</strong>, per via degli incentivi e delle probabilità, non è irrazionale immaginare che uno stato sovrano (anche chi possiede la riserva di valuta mondiale) decida di stampare dal nulla della valuta per acquisire Bitcoin e garantirsi una posizione dominante nel nuovo sistema di riferimento, possibilmente senza farlo sapere a nessuno per non perdere il vantaggio competitivo.</p>
<p>O ancora, sempre dal punto di vista degli incentivi, non è irrazionale immaginare che uno stato sovrano con abbondanti risorse energetiche naturali, che magari viene pure tagliato fuori dal proprietario della riserva di valore mondiale (escluso dal circuito SWIFT) e quindi bandito dall’uso del dollaro, acquisti dei convertitori di energia elettrica in bits e proteggendo bitcoin venga ricompensato con preziosi bits.</p>
<p>L’incremento del costo di attacco da parte di un organismo o di un gruppo, consente di ridurre BRCa, <strong>aumentandone le probabilità di sopravvivenza</strong> con un vantaggio competitivo verso chi non fa altrettanto.</p>
<p>Se quindi Bitcoin o Bitpower è SoftWar, allora non vi è scelta.</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/17/softwar-4-gli-albori-di-un-nuovo-protocollo/">SOFTWAR #4 – Gli albori di un nuovo Protocollo</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SOFTWAR #3 &#8211; Guerre digitali</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/03/softwar-3-guerre-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mateusz Riva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 14:33:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h5></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Terzo articolo della miniserie <em>SOFTWAR: UN NUOVO PROTOCOLLO</em>, a cura di <a href="https://twitter.com/mateuszriva">Mateusz Riva</a>.</strong></p>
<p><strong>Un’analisi di alcuni temi (ancora) poco dibattuti all’interno della comunità di bitcoiner: la sicurezza fisica, il ruolo fondamentale che ricopre la “proiezione di potenza” (intesa come imposizione di forza da un soggetto ad un altro), il ruolo delle guerre nella nostra società e di come tecnologie basate sulla POW (Proof of Work) come Bitcoin si inseriscano in questo contesto.</strong></p>
<p><strong>Trovi qui il primo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-un-nuovo-protocollo-1/" target="_blank" rel="noopener">SOFTWAR #1: un nuovo Protocollo</a><br /></strong></p>
<p><strong>Trovi qui il secondo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale-2/" target="_blank" rel="noopener">SOFTWAR #2: il dominio nel mondo digitale</a><br /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>DECENTRALIZZAZIONE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora trattiamo dell’importanza della <em>decentralizzazione</em>: come si raggiunge la decentralizzazione e che cosa è importante decentralizzare.</p>
<p>Questo protocollo ponte tra mondo digitale e fisico poggia le proprie fondamenta su:</p>
<ul>
<li>consumo di energia elettrica, <strong>prevedendo un incentivo ad operare in modo onesto</strong> (pena la perdita di tutta l’energia utilizzata se i nodi con verifica istantanea e senza costi rigettano le informazioni elaborate);</li>
<li>presenza distribuita sull’intero globo di questi <strong>convertitori di energia elettrica in bits</strong>, in modo che non vi sia un unico punto “fisicamente attaccabile” che rischierebbe di compromettere sia l’esistenza del sistema stesso sia la sua indipendenza.</li>
</ul>
<p><u>Risulta quindi fondamentale decentralizzare i convertitori di energia elettrica in bits o, meglio, il privilegio di poter “scrivere” all’interno di questo ledger (registro).</u></p>
<p>Prendiamo ad esempio la Terra. Come fanno gli esseri umani a determinare i confini di controllo di ciascuna giurisdizione? Avrete notato che la terra non ha precisi confini, ma vista dall’alto la terra emersa è un “tutt’uno”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-52515 aligncenter size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-softwar-3-1.jpg" alt="" width="583" height="282" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il controllo della superficie terrestre è decentralizzato e ciò è dovuto anche al fatto che gli esseri umani hanno perpetuato fin dall’origine della specie l’abitudine a “confrontarsi” in una <strong>competizione su scala</strong>, prima locale e poi globale, su chi sia il “più potente” per determinare a chi spetti il controllo di quale porzione di terra.</p>
<p>Tale competizione, pur poco desiderabile che sia, è <strong>nota come guerra</strong>, e non è per nulla differente da quello che fanno due branchi di lupi che si contendono un territorio di caccia.</p>
<p><u>Ciò che ne scaturisce è quindi la decentralizzazione del controllo delle risorse naturali. </u></p>
<p>Infatti, non a caso ad oggi non è ancora emerso un unico governo per tutta l’umanità. Ogni volta che un impero o un regime ha cercato di acquisire il controllo su tutte le terre emerse, sono sempre spuntati oppositori interni ed esterni che <strong>sfidavano tale potere crescente</strong>.</p>
<p>Vale la medesima argomentazione fatta relativamente per l’accesso e il controllo del mare, del cielo, dello spazio, e quindi ritorna la domanda: <em>perché dovrebbe essere diverso il metodo per garantirsi il diritto di accesso e di controllo del mondo digitale</em>?</p>
<p>Perché non dovremmo ingaggiare una competizione globale nel mondo fisico confrontandoci su chi ha la maggiore potenza per assicurarsi il libero ed egalitario accesso al mondo digitale per il controllo dei propri dati e il diritto di scambiarsi liberamente informazioni? (Ricordo che il protocollo Bitcoin non è altro che un <strong>sistema di scambio di messaggi di testo</strong> registrati su un database).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>GUERRA NON LETALE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se trasferiamo tutti i concetti connessi al controllo delle risorse del mondo fisico al mondo digitale, dove per definizione non vi è massa, per la prima volta abbiamo <strong>inventato una forma di “guerra non letale”</strong>, una forma di confronto basato su regole del mondo fisico (per chiarirci, ove il copia e incolla non funziona…) ma dove non è necessario togliere la vita a nessuno.</p>
<p><u>Quindi se Bitcoin è “Softwar” abbiamo trovato il modo per decentralizzare il controllo su preziose risorse del mondo digitale, usando la stessa funzione della guerra, ma senza causare né vittime né danni.</u></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-52516 aligncenter size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-softwar-3-2.jpg" alt="" width="294" height="432" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partendo quindi da energia elettrica del mondo fisico e trasformandola in bits di informazioni digitali, sta poi a ciascuno di noi <strong>decidere come utilizzare i propri bits</strong>. Questi bits di informazioni possono rappresentare qualsiasi cosa, includendo ma non limitandosi a: “bits di informazioni finanziarie”.</p>
<p>Se vuoi chiamare questi bits “informazione finanziaria” e dare il nome a questo protocollo in onore del primo suo utilizzo concreto, certo puoi farlo, chiamalo <em>Bit-Coin</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco una citazione curiosa:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em>Gli aeroplani sono dei giocattoli interessanti, ma di nessun valore dal punto di vista militare.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ferdinand Foch (comandante WWI)</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con il “<em>senno del poi”</em>, 100 anni dopo, possiamo farci una risata e renderci conto di quanto pessime possano essere valutazioni affrettate e sommarie su nuove tecnologie e sul loro potenziale impiego in campo militare. E se oggi ci fossero già presenti intorno a noi tecnologie a cui noi ci approcciamo con il medesimo erroneo presupposto?</p>
<p>E se anche commettessimo il medesimo errore del Gen. Foch nel valutare la criticità di nuove tecnologie dal punto di vista della sicurezza militare nazionale?</p>
<p>È proprio quello che ci suggerisce il Maggiore Lowery nei confronti di Bitcoin dove, al posto di considerarlo come “solo” una nuova forma di denaro, sarebbe più corretto descriverlo in termini di una <strong>nuova tecnologia per la guerra cibernetica</strong> con un ruolo critico dal punto di vista della Sicurezza Nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52517 aligncenter size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-softwar-3-3.jpg" alt="" width="597" height="335" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembra una pazzia vero?</p>
<p>Bitcoin è una tecnologia interessante, ma senza nessun valore dal punto di vista militare, corretto? Suona familiare?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>IL PROTOCOLLO GUERRA E LE SUE REGOLE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il protocollo prescelto dalla Natura per determinare a chi spetti il controllo delle risorse, le gerarchie organizzative inter e intra specie è il confronto basato sulla potenza fisica, intesa come W (Watt) di potenza che ciascun organismo è in grado di sprigionare. Questo confronto <strong>determina la sopravvivenza degli individui</strong> che hanno maggiori probabilità di dare continuità alla specie, pregiandosi quindi del diritto (auto acquisito) di “prendersi con la forza” ciò che reputano abbia per loro valore.</p>
<p>Ci si rende subito conto di un potenziale rischio nell’esercizio di tale protocollo.</p>
<p>Se infatti ogni confronto/conflitto per determinare a chi spetti il controllo delle risorse &#8211; sia interno a ciascun gruppo di individui che esterno verso altri individui della medesima specie &#8211; si trasformasse in un duello all’ultimo sangue, la medesima specie rischierebbe di auto estinguersi.</p>
<p>Deve esserci in altre parole un certo “equilibrio”, ovvero il confronto non deve essere eccessivamente letale per <strong>non compromettere la sopravvivenza della specie</strong>, pena l’estinzione.</p>
<p>L’esercizio di questo protocollo per determinare a chi spetti il controllo delle risorse è <strong>faticoso ed estenuante</strong>.</p>
<p>Facile pensare ad un branco di lupi, costantemente in tensione interna con sfide al capobranco da parte dei nuovi giovani, e sfide da parte di branchi esterni che magari vogliono un terreno di caccia più ampio per avere maggiore disponibilità di cibo.</p>
<p>Tali confronti possono avvenire a distanza, ovvero mettendo in mostra le caratteristiche fisiche, e la potenza degli ululati come “deterrenti” o avvenire come diretto scontro fisico tra due individui o due gruppi di individui.</p>
<p>Solitamente tali scontri fisici portano ferite, ma gli incidenti mortali tendono ad essere più rari, come se lo “scontro” servisse solo a dimostrare chi è il più forte, e la morte dell’avversario fosse in effetti solamente un danno (pur spiacevole) collaterale.</p>
<p>Le corna di camosci e stambecchi o ai palchi dei cervi potrebbero essere un evidente <strong>manifestazione fisica di tale protocollo</strong> che consente di determinare in modo non letale a chi spetti il controllo delle risorse. Tali strumenti, infatti, oltre che per difesa personale nei confronti di predatori, non sono altro che uno strumento utilizzato per <strong>dirimere i conflitti e le dispute</strong> all’interno della medesima specie, determinando sia il diritto sul controllo del territorio che per l’accoppiamento.</p>
<p>Le corna, costituite di dura cheratina, e i crani rinforzati degli stambecchi sono perfetti per darsi poderose testate “in tutta sicurezza”, determinando <strong>in modo non letale</strong> il più potente dei contendenti. Chiaro, incidenti possono capitare, cadere in un dirupo dopo un colpo non letale è un effetto collaterale.</p>
<p>I palchi dei cervi costituiti da tessuto osseo sono sia ottimi per essere utilizzati come arma contro potenziali predatori di specie differenti, sia perfetti per intricarsi l’un l’altro al fine di determinare l’ordine gerarchico all’interno della stessa specie in modo non letale (o comunque molto meno letale rispetto a quando utilizzati contro altre specie). Agganciarsi tramite i palchi consente ai cervi maschi di risolvere le proprie dispute verificando chi è più potente, spingendo all’indietro l’avversario. Da notare che non sono taglienti ma arrotondati (se la Natura avesse voluto che questi fossero taglienti probabilmente lo sarebbero stati).</p>
<p>Chiaro, qualcosa può sempre andare storto: se i palchi si serrano eccessivamente, i due contendenti non riescono più a divincolarsi l’un l’alto e finiscono per morire entrambe di stenti, un evidente <strong>danno collaterale dell’utilizzo di questo protocollo</strong> non letale.</p>
<p>Senza queste considerazioni a primo impatto i palchi dei cervi potrebbero sembrare un enorme spreco di energia: perché sprecare così tanta energia per crescerli? Perché sprecare così tanta energia nel portarsi dietro una struttura così pesante? Qual è il motivo che ha spinto l’evoluzione a realizzare un “prodotto così energeticamente inefficiente”?</p>
<p>Sarebbe davvero un peccato condannare i cervi per questo spreco energetico.</p>
<p><u>I cervi ci mostrano una possibile strada per continuare ad ingaggiare in confronti basati sulla potenza fisica, ma nel modo più sicuro e meno letale possibile: l’utilizzo di energia per fini nobili come prevenire l’uccisione di individui all’interno della stessa specie e preservare di conseguenza la vita.</u></p>
<p>Non a caso, la copertina del libro Softwar di Jason Lowery riporta l’immagine di un palco di un cervo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52518 aligncenter size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-softwar-3-4.jpg" alt="" width="399" height="497" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche gli esseri umani hanno da sempre utilizzato il protocollo del confronto basato sulla potenza fisica come algoritmo per dirimere contenziosi non appianabili diversamente o, nel peggiore dei casi, utilizzando il <strong>confronto fisico per depredare altri gruppi di individui</strong> delle proprie risorse mediante veri e propri atti di guerra mirati alla conquista.</p>
<p>L’evoluzione tecnologica non ha fatto altro che incrementare la potenza che ciascun individuo era in grado di esercitare sull’altro. Partendo dalle armi bianche, la cui potenza è direttamente connessa a quella dell’uomo che le maneggia, passando poi all’utilizzo della polvere da sparo, l’invenzione di macchine da guerra, fino ad arrivare ai moderni sistemi missilistici e alle armi atomiche.</p>
<p>L’esercito e gli armamenti non sono altro che un’esternalizzazione e potenziamento degli artigli e dei canini di un lupo. Sono in primo luogo <strong>strumenti di deterrenza</strong>, che segnalano ad un potenziale aggressore che nel caso si avvicini per depredarlo vi è un significativo/proibitivo costo che dovrà sostenere prima di potersi appropriare dei propri beni.</p>
<p>Da questo punto di vista anche le <strong>armi atomiche</strong> sono tanto efficienti nell’aumentare la potenza che possiamo proiettare (piccolo volume ma grandissima potenza liberata), quanto sono altrettanto inefficienti per dirimere contenziosi sul controllo delle risorse. Infatti, non sono altro che un potentissimo quanto pericolosissimo (per entrambe le parti) deterrente che costringe i contendenti ad una pace forzosa sotto la <strong>minaccia di un’autodistruzione reciproca</strong>.</p>
<p>Visto che un attacco porterebbe all’annientamento di entrambe i contendenti (proibitivo costo di attacco), dal punto di vista degli incentivi è meglio cooperare, o al limite evitare ogni interazione: esattamente all’inverso rispetto alla cooperazione dove entrambe le parti ne hanno un beneficio, con un olocausto atomico i contendenti hanno tutto da perdere.</p>
<p>La specie umana è diventata quella potenzialmente più distruttiva di tutte le altre specie nello stabilire a chi spetti il controllo delle risorse esattamente allo stesso tempo in cui ambisce ad eliminare la competizione basata sul confronto fisico.</p>
<p>E se bitcoin fosse la versione umana dei palchi dei cervi che ci consente di competere (almeno in parte) per il controllo delle risorse utilizzando potenza fisica ma allo stesso tempo riducendo la necessità di scontri fisici diretti e possibilmente allontanando il rischio di auto annientamento reciproco?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>UN ESEMPIO ATTUALE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lascio una domanda per stimolare la riflessione.</p>
<p>La Russia avrebbe invaso l’Ucraina se questa avesse avuto le armi atomiche?</p>
<p><em>NOTA: a valle dello scioglimento dell’Unione Sovietica, l’Ucraina era uno degli stati con il maggior numero di armi atomiche, subito dopo Russia e Stati Uniti. Tali armi, con l’accordo internazionale “Memorandum di Budapest“ del 1994 sono state cedute alla Russia, in cambio di garanzia di protezione da parte degli USA, Inghilterra e perfino dalla stessa Russia. </em></p>
<p>Probabilmente la minaccia di un olocausto nucleare non avrebbe portato alla guerra in corso. Si tratta solo di una supposizione, ma gli incentivi per entrambe le parti sarebbero stati quelli di mantenere una pace forzata pena l’autoannientamento di entrambe i contendenti.</p>
<p>Da notare anche che nessuna delle due parti (alleati compresi) utilizza le armi atomiche in modo attivo, ma come per convenzione, o forse per implicita convenienza reciproca, si combatte una guerra utilizzando armi che arrivano solo ad una certa soglia di potenza, ed in prevalenza, si combatte praticamente corpo a corpo, scavando trincee nel fango. Se aggiungessimo i droni allo scenario della prima guerra mondiale di 100 anni fa non andremmo lontano da quanto stà avvenendo oggi: ogni metro di terra è pagato con una vita.</p>
<p>Le armi atomiche hanno creato uno stallo tale per cui per risolvere i contenziosi è ancora necessario tornare allo scontro corpo a corpo.</p>
<p>Quanto discusso potrebbe indurre a pensare che ora tutti i conflitti possano essere combattuti virtualmente mediante competizione sulla potenza elettrica per il controllo delle risorse, ma purtroppo non è così. Tale competizione elettrica è riservata al controllo del dominio digitale e dovremo comunque <strong>continuare a preoccuparci anche di sicurezza fisica</strong>.</p>
<p>La Russia non aveva promesso di proteggere l’indipendenza e la sovranità dell’Ucraina?</p>
<p><u>Collaborare e negoziare si fondano sulla fiducia che tutte le parti rispettino gli accordi presi. Tuttavia, se anche uno solo dei tanti partecipanti, anche in futuro decidesse di non operare secondo le regole e di presentarsi armato ai confini del territorio sovrano, cosa succederebbe? La storia insegna.</u></p>
<p>Quindi, pur non potendo rinunciare completamente a mantenere un elevato Ca, in un mondo dove il denaro non è controllato da nessun ente centrale e viene incentivata la cooperazione onesta, <strong>gli atti ostili dovrebbero tendenzialmente ridursi, </strong>anche tenendo conto del fatto che almeno il valore protetto da questo muro inviolabile di energia crittografata non potrà essere depredato (a differenza dei beni materiali). Certamente l’aggressore non potrebbe prendersi con la forza i bitcoin accumulati da una popolazione. Quelli sono inconfiscabili, ma potrebbe sempre prendersi il territorio e tutte le risorse che esso contiene se non venisse protetto e difeso da un alto costo di attacco in campo militare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono le caratteristiche e le novità introdotte da un protocollo di questo tipo?</p>
<p>Ne parliamo meglio nel prossimo e ultimo articolo.</p>
<p>Stay Tuned!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>[To be continued&#8230;]</strong></p></div>
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			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/03/softwar-3-guerre-digitali/">SOFTWAR #3 – Guerre digitali</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>SOFTWAR #2 &#8211; Il dominio nel mondo digitale</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mateusz Riva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2024 14:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=54032</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><h5></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Secondo articolo della miniserie <em>SOFTWAR: UN NUOVO PROTOCOLLO</em>, a cura di <a href="https://twitter.com/mateuszriva">Mateusz Riva</a>.</strong></p>
<p><strong>Un’analisi di alcuni temi (ancora) poco dibattuti all’interno della comunità di bitcoiner: la sicurezza fisica, il ruolo fondamentale che ricopre la “proiezione di potenza” (intesa come imposizione di forza da un soggetto ad un altro), il ruolo delle guerre nella nostra società e di come tecnologie basate sulla POW (Proof of Work) come Bitcoin si inseriscano in questo contesto.</strong></p>
<p><strong>Leggi qui il primo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-un-nuovo-protocollo-1/">SOFTWAR #1 &#8211; Un nuovo Protocollo</a><br /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA POTENZA NEL CYBERSPAZIO<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa succede ora se la civiltà <strong>espande il proprio dominio nel mondo digitale</strong>? Cosa succede se la civilizzazione crea una nuova risorsa che chiameremo “dati” o “controllo sui dati”, che consente di scambiarci denaro/valore in cambio di beni e servizi in questo mondo digitale? Come ci si assicura l’accesso a questo dominio digitale? Come si mantengono al sicuro i propri dati? Sempre senza dover chiedere permesso a nessuno e senza dover fare riferimento a soggetti terzi, in modo diretto ed egalitario agli altri partecipanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_52359" style="width: 1053px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52359" class="wp-image-52359 size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-software-2.1.jpg" alt="La società si accura le risorse mediante la potenza fisica sulla terra, per mare, nell’aria e nello spazio. E nel cyberspazio?" width="1043" height="356" /><p id="caption-attachment-52359" class="wp-caption-text">La società si accura le risorse mediante la potenza fisica sulla terra, per mare, nell’aria e nello spazio. E nel cyberspazio?</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pensaci per un secondo. Come avviene in tutti gli altri domini? È ragionevole ipotizzare che per qualche strana ragione il dominio digitale sia un’eccezione rispetto a tutti gli altri?</p>
<p><em><u>NOTA</u>: solo perché ti sembra che il mondo digitale ad oggi sia completamente intangibile, senza vincoli fisici e senza unicità (visto che tutto può essere copiato all’infinito), non escludere a priori la possibilità che ci possa essere un ponte in grado di consentirci di proiettare brutale potenza fisica all’interno di questo nuovo dominio.</em></p>
<p>Forse è presuntuoso da parte degli informatici pensare che una sequenza per quanto lunga di “if/then/else” possa garantire la sicurezza nel mondo digitale proteggendo i dati da attacchi finalizzati a rubare l’oggetto protetto da questa sequenza di parole.</p>
<p>Per qualche ragione quindi ci aspettiamo che l’unico modo per difendersi nel mondo digitale sia solo tramite <strong>la codifica e la logica</strong>, magari in quanto fino ad oggi era l’unico modo per poterlo fare.</p>
<p>E se si potesse proiettare la propria potenza fisica anche nel mondo digitale? Questo potrebbe essere usato per aumentare il proprio costo di attacco al fine di proteggersi e scoraggiare potenziali aggressori.</p>
<p>Se tale sistema esistesse già, <strong>saremmo in grado di riconoscerlo</strong>? Visto che ad oggi una cosa di questo tipo non si è mai vista, non rischieremmo di scambiarla per un “semplice” (<em>termine provocatorio</em>) <em>sistema “peer to peer electronic cash system”</em>?</p>
<p><u>Jason Lowery ci suggerisce che forse bitcoin è molto più che solo Bit“Coin” (ovvero un sistema per scambiarci valore senza far riferimento a soggetti terzi), e che forse sarebbe più opportuno denominarlo “BitPower” (potenza fisica digitale) visto che si tratta di una tecnologia che ci consente di esercitare brutale potenza fisica nel mondo digitale.</u></p>
<p>WOW.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong> MURI DI ENERGIA FISICA DIGITALIZZATA</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’idea è quindi quella di proiettare la propria potenza e <strong>imporre “limiti fisici” in questo nuovo mondo digitale</strong>. Analizziamo come metterla in pratica.</p>
<p>Negli altri scenari (terra, mare, aria, spazio) dominano le leggi della fisica: è sufficiente applicare una forza ad una massa per ottenere come risultato uno spostamento dell’oggetto: una lancia, un proiettile, un missile. Come possiamo quindi operare in questo dominio astratto privo di massa dove le informazioni circolano senza che queste siano “tangibili”?</p>
<p><u>Un modo per farlo potrebbe essere quello di individuare una sorgente di energia, ad esempio la rete elettrica e applicarvi un “convertitore” che prelevi energia dalla rete elettrica e come output produca “bits” unici.</u></p>
<p>Nel mondo reale in cui viviamo vi sono leggi della fisica egalitarie ed inviolabili come ad esempio la forza di gravità, mentre nel mondo digitale per definizione vi sono regole differenti: assenza di tempo, assenza di massa, assenza di unicità solo per citarne alcune. Rispetto alla nostra esperienza quotidiana tali regole sono paragonabili a quelle di un sogno, dove tutto ciò che può essere pensato può essere fatto senza nessun costo.</p>
<p><u>Questi bits unici, nativi del mondo digitale consentono quindi di ancorare la dimensione digitale a quella reale grazie all’utilizzo di energia elettrica e sono paragonabili ad un pizzicotto durante un sogno che ci sveglia bruscamente e ci consente di capire cosa è vero e cosa no.</u></p>
<p>Da un punto di vista informatico convertire energia elettrica in bits è un <strong>processo banale</strong>, messo in pratica da tutta l’elettronica oggi in circolazione, già addirittura a partire dai primi transistor che convertono energia elettrica in impulsi, zero e uno.</p>
<p><u>La potenza fisica sotto forma di energia elettrica viene trasformata in “bits” (ovvero dati).</u></p>
<p>Fino ad oggi gli ingegneri hanno ottimizzato questo processo creando <strong>hardware che consumavano sempre meno energia</strong> per produrre questi bits, cercando soluzioni sempre più efficienti dal punto di vista energetico. I microprocessori di oggi sono il risultato di decenni di ricerca al fine di ridurre i consumi a parità di dati prodotti.</p>
<p>Tuttavia, se dobbiamo aumentare Ca (costo di attacco per l’aggressore), dobbiamo ottimizzare la funzione esattamente nel verso opposto. Al posto di produrre hardware sempre più efficienti, dobbiamo <strong>produrre hardware che consumino più energia possibile</strong> a parità di bits prodotti in quanto proprio l’utilizzo di grandi quantità di energia trasmutata nel dominio digitale sarà la struttura portante del muro protettivo che garantirà l’inviolabilità e la proprietà dei dati sottesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_52360" style="width: 1172px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52360" class="wp-image-52360 size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-software-2.2.jpg" alt="" width="1162" height="445" /><p id="caption-attachment-52360" class="wp-caption-text">Come imporre fisicamente dei costi proibitivi nel mondo digitale?</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto questo è indispensabile al fine di <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-un-nuovo-protocollo-1/" target="_blank" rel="noopener">ridurre il BCRa</a>, riducendo così il beneficio che l’aggressore avrebbe dall’attacco nel tentativo di depredare il valore sotteso a quei particolari bits che si vuole custodire.</p>
<p>Grazie a questo speciale hardware ora possiamo proteggere i dati mediante <strong>muri di energia fisica digitalizzata</strong>, garantendo una sicurezza che fa impallidire quella utilizzata fino ad oggi, basata sulla logica umana con una complessa serie di “if/then/else” che abbiamo visto più volte essere hackerata applicando la giusta sequenza logica di queste combinazioni.</p>
<p><em><u>NOTA</u>: un hacker opera tramite le regole del sistema che attacca. Con una logica astuta, sfrutta le falle della logica di chi ha messo in essere le protezioni, aggirandole e ingannando il sistema ad operare a suo vantaggio. Se invece questi deve attaccare questo muro virtuale di energia deve spendere energia fisica che ha un costo, e quindi se l’attacco andasse a vuoto si troverebbe ad aver speso immense risorse senza beneficio.</em></p>
<h3></h3>
<h3><strong>ENERGIA E SICUREZZA<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se a primo impatto l’energia dedicata a questo scopo ti sembra sprecata ti chiedo di fare una <strong>riflessione sull’attuale sistema che utilizza la nostra civiltà</strong> per determinare a chi spetti il controllo delle risorse e come venga preservato il diritto alla proprietà.</p>
<p>Tutta la proprietà di cui possiamo godere oggi (es. il pezzo di terra su cui è costruita la tua casa) è stata <strong>oggetto di guerre</strong> <strong>e qualcuno si è sporcato le mani di sangue</strong> per essa nel corso del tempo. Quella terra o è stata presa originariamente dalla natura se disabitata, o è stata sottratta a qualche altro popolo precedente e sono state combattute guerre nel tempo per ribadire a tutti chi ne fosse il vero proprietario.</p>
<p>Tante persone sono morte nel tempo per permetterci di acquistare oggi in tutta sicurezza quel pezzo di terra.</p>
<p>Il sistema in uso è lungi dall’essere perfetto, ma a quanto pare al momento non possiamo farne a meno nemmeno oggi. Che ci piaccia o meno, come cittadini di uno stato tuttora oggi abbiamo un esercito che ci protegge dal rischio che qualche nostro vicino male intenzionato possa venire a prendersi le nostre proprietà.</p>
<p>Tale funzione viene svolta da personale che impiega energia per mantenere calde le caserme, per rinnovare costantemente gli armamenti, per alimentare le macchine da guerra dalle navi agli aerei che devono essere costantemente pronti ad intervenire in caso di necessità.</p>
<p>Ti sei mai posto la domanda <strong>da dove derivi la “sicurezza” nell’utilizzo del dollaro americano</strong>, di fatto valuta di riserva mondiale?</p>
<p>Anche in questo caso vi è un enorme dispendio di risorse per mantenere un esercito, armi ed energia per alimentare aerei e navi da combattimento con basi militari in tutto il mondo che ricordino a tutti: se non ubbidisci alle regole o se metti in discussione la mia valuta, ti restano ben poche speranze visto che dispongo di un enorme potenza (di fuoco)!</p>
<p><u>Oltre a vite umane quindi, viene costantemente utilizzata energia per mantenere attivo questo apparato militare che non è altro che il Costo di attacco Ca percepito da parte di un potenziale invasore. </u></p>
<p>Se l’utilizzo di energia elettrica consentisse quindi di risparmiare vite umane, la riterresti ancor uno spreco?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel prossimo articolo ripartiremo proprio da qui e dalle dirompenti novità introdotte da Bitcoin.</p>
<p>Stay Tuned!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>[To be continued&#8230;]</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Vai al terzo articolo della miniserie: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/03/softwar-3-guerre-digitali/"><strong>SOFTWAR #3 – Guerre digitali</strong></a></p></div>
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			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale/">SOFTWAR #2 – Il dominio nel mondo digitale</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>SOFTWAR #1 &#8211; Un nuovo Protocollo</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-1-un-nuovo-protocollo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mateusz Riva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 14:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=54020</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_3 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><h5></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pubblichiamo oggi il primo articolo della miniserie di 4 puntate di <em>SOFTWAR: UN NUOVO PROTOCOLLO</em>, a cura di <a href="https://twitter.com/mateuszriva">Mateusz Riva</a>.</strong></p>
<p><strong>Un’analisi di alcuni temi (ancora) poco dibattuti all’interno della comunità di bitcoiner: la sicurezza fisica, il ruolo fondamentale che ricopre la “proiezione di potenza” (intesa come imposizione di forza da un soggetto ad un altro), il ruolo delle guerre nella nostra società e di come tecnologie basate sulla POW (Proof of Work) come Bitcoin si inseriscano in questo contesto.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>PREMESSA</strong></h3>
<p><em>Il Maggiore Americano Jason Lowery ha scritto un libro dal titolo “Softwar” dove espone la sua tesi relativa alla proiezione di potenza e a all’importanza strategica di Bitcoin nei confronti si Sicurezza Nazionale. Questa, prima in vendita su Amazon è stata ritirata, ma fortunatamente <a href="https://dspace.mit.edu/bitstream/handle/1721.1/153030/lowery-jplowery-sm-sdm-2023-thesis.pdf?sequence=1" target="_blank" rel="noopener">può essere ancora visionata qui</a>.</em></p>
<p><em>Mi piace pensare che il ritiro dalla vendita non sia stato casuale, in quanto gli argomenti trattati hanno <strong>notevole impatto sulla sicurezza nazionale</strong> degli USA, dei vari stati e forse anche sul modo con cui verranno affrontate le future guerre, in particolare quelle per il controllo della dimensione digitale.</em></p>
<p><em>Non ho la pretesa di riproporre in modo esaustivo tutti gli argomenti trattati nella sua tesi. Voglio semplicemente <strong>sensibilizzarti su questi temi</strong>, dandoti spunti di riflessione che ti facciano apprezzare ancora di più questa nuova tecnologia che connette in modo indissolubile il mondo fisico al mondo digitale ed evidenziare come questa, a partire dalla sua scoperta, abbia già sconvolto e sempre di più <strong>sconvolgerà il paradigma esistente</strong>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA SICUREZZA FISICA: BENEFIT TO COST RATIO<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se studierete la natura, noterete che tutte le forme di vita (<em>vedere nota sotto</em>) proteggono le proprie risorse con la medesima strategia seppur con modalità differenti: utilizzando <strong>brutale potenza fisica</strong> (ciascuna in base alle specificità dell’habitat in cui vive).</p>
<p>Sia che difendano il proprio territorio, il cibo o la prole, lo fanno imponendo la propria potenza (muscolare, degli artigli o del veleno che producono) al fine di prosperare e <strong>limitare le capacità di azione</strong> di altre forme di vita che potrebbero ostacolarle.</p>
<p><em>NOTA: anche se a primo impatto può sembrare controintuitivo, tutte le forme di vita proiettano la propria potenza verso il mondo circostante e verso altre forme di vita sia della medesima specie che no; alcune lo fanno in modo più attivo tramite i propri denti aguzzi, altre in modo più passivo tramite i propri sistemi di difesa. </em></p>
<p>In particolare, anche le forme di vita più primordiali come gli organismi unicellulari grazie alla membrana cellulare esercitano una pressione verso l’ambiente circostante proiettando la propria potenza e delimitando di conseguenza un volume interno controllato con risorse organizzate da uno spazio esterno con un maggiore grado di entropia (in termini semplici, maggiore “disordine”).</p>
<p>Pensiamo quindi anche al guscio di una testuggine che richiede enorme potenza da parte di un predatore affinché lo rompa, o ai bufali che quando si muovono in branco proiettano su eventuali aggressori una potenza tale che singoli predatori non sono in grado di affrontare. Anche tali sistemi di difesa sono da considerarsi come forme di proiezione di potenza in quanto richiedono un considerevole dispendio di energia (potenza nel tempo) sia per essere messe in atto che viceversa per essere sopraffatti.</p>
<p>Quello che vediamo oggi non è altro che il frutto dell’incessante passare dei millenni che ha selezionato all’apice di ciascun habitat le specie che si sono meglio adattate nella proiezione della propria potenza nei confronti di altri soggetti.</p>
<p>Tutti gli organismi, gli esseri viventi in generale, ogni persona, le organizzazioni o gruppi di questi, possono essere attaccate fisicamente in quanto <strong>c’è sempre un beneficio nell’attaccare qualcuno</strong> al fine di appropriarsi di qualcosa che possiede (chiameremo “Ba”, ossia il <em>Beneficio dell’attacco</em>).</p>
<p>Pensiamo ad un alveare, non contiene forse delizioso miele?</p>
<p>Il “costo” di attaccare un alveare per prendersi il miele (<em>derubando le api del loro lavoro</em>) è quello di centinaia di pungiglioni che colpiscono infliggendo dolore. Per mantenersi al sicuro, molto semplicemente, è necessario <strong>imporre un costo elevato a chi attacca</strong> (chiameremo “Ca”, ossia il <em>Costo dell’attacco</em>).</p>
<p><u>La natura si ottimizza costantemente al fine di ridurre la propria vulnerabilità, ovvero proteggendosi imponendo un elevato/proibitivo costo fisico a chi attacca. Dividendo Ba per Ca, si ricava effettivamente l’IRR (<em>tasso di ritorno</em>) dell’investimento dell’attacco:</u></p>
<blockquote>
<h4 style="text-align: center;"><strong>BCRa = Ba/Ca</strong></h4>
<h4 style="text-align: center;">(Benefit to Cost Ratio of attack)</h4>
</blockquote>
<p>Per essere fisicamente al sicuro è necessario ridurre al minimo tale coefficiente BCRa facendo esattamente come la natura che iterando incessantemente secondo questo principio, impone un elevato/proibitivo costo fisico di attacco ad ogni minaccia.</p>
<p>Hai mai notato che tutte le creature all’apice dei propri habitat hanno grandi artigli, denti affilati e potenti muscoli oltre ad un aspetto generalmente “minaccioso”?</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_52299" style="width: 959px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52299" class="wp-image-52299" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-1-post-sicurezza-personale-MR.jpg" alt="Gli animali assicurano le proprie risorse mediante la potenza fisica." width="949" height="510" /><p id="caption-attachment-52299" class="wp-caption-text"><em>Gli animali si assicurano le risorse mediante la potenza fisica.</em></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se vuoi proteggere una risorsa, un territorio o il frutto del tuo lavoro devi trovare un modo<strong> per imporre un alto costo</strong> a chiunque possa desiderare attaccarti per depredarti.</p>
<p>A partire dai più semplici organismi viventi come i batteri, passando per branchi di lupi, fino ad arrivare ad intere nazioni nelle varie parti del mondo, tutti combattono per affermare e <strong>mantenere il proprio diritto accesso alle varie risorse</strong>.</p>
<p>Non ci sono legislatori in natura che scrivano leggi per determinare confini territoriali ai vari branchi, stabiliscano a chi spetti il diritto del controllo sulle risorse o che dirimano contenziosi mediante un meccanismo differente dallo scontro fisico.</p>
<p><u>Tutto deriva dalla potenza che ciascuno è in grado di proiettare, dal fatto che non ci sia bisogno di chiedere permesso a nessuno per poterlo fare e dal fatto che non ci sia bisogno di riporre la propria fiducia verso terzi per poter essere al sicuro: tutti hanno egalitario diritto di proiettare la propria potenza verso altri. </u></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>IL CONTROLLO DELLE RISORSE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella società civilizzata di oggi spesso questi temi non sono dibattuti in quanto <strong>deleghiamo questi compiti all’esercito</strong>, affinché proietti per noi la potenza, mostrando ad eventuali aggressori che in caso di attacco non avranno vita facile. Questa manifestazione di potenza (ovvero Ca, Costo dell’attacco), se sufficientemente grande<br />(rispetto a Ba, Beneficio dell’attacco), consente quindi di mantenere i nostri beni e risorse al sicuro.</p>
<p>Facendo un esempio semplice. Immagina di trovarti agli albori della civiltà e di aver appena scoperto come coltivare i cereali, vicino ad un fiume, su un territorio molto fertile. Come ti mantieni al sicuro?</p>
<p>Esattamente come fanno le api con i loro pungiglioni, infilzando con delle lance appuntite chiunque cerchi di venire a prendere con la forza <strong>il frutto del tuo lavoro</strong>. Imponendo quindi un elevato/proibitivo costo fisico all’attacco mediante un confronto corpo a corpo.</p>
<p>Immagina ora di scalare questa situazione a quella di vari <strong>stati separati da mari e oceani</strong> che desiderano scambiare i propri prodotti. Come fanno questi ad accertarsi di mantenere la libertà e il diritto incondizionato di accesso al mare al fine di poter scambiare tramite il commercio beni con altri stati?</p>
<p>Suggerimento: non tramite trattati e regole, ma grazie alla costituzione di una marina militare che conferisca egalitario diritto di accesso al mare, senza dover far riferimento a terzi che mantengano in essere accordi commerciali ed imponendo un elevato costo fisico di attacco a chi possa cercare di limitare l’accesso al mare e riducendo così anche il rapporto BCRa nel caso qualcuno ipotizzi di depredare tali beni.</p>
<p><em>NOTA: avrai notato che gli accordi, i trattati e le leggi internazionali sono quasi sempre stati redatti sotto la guida e supervisione (e aggiungerei a vantaggio) del soggetto che ha la forza in campo più potente.</em></p>
<p>Vediamo ora il dominio successivo: l’aria. Una volta che l’umanità ha sviluppato tecnologie che le consentono di volare, come si mantiene il <strong>controllo dello spazio aereo</strong>, sempre senza dover chiedere il permesso a nessuno, senza dover fare riferimento a terzi per mantenere tale diritto ed in modo egalitario agli altri partecipanti?</p>
<p>Tramite la costituzione dell’aeronautica militare che impone un elevato costo fisico di attacco, riducendo così ancora una volta il rapporto BCRa.</p>
<p>Cosa succede quando l’umanità espande i propri domini verso lo spazio? Come si preservano i medesimi principi che consentano accesso incondizionato a questo dominio? Ancora una volta mediante la costituzione di una forza militare aerospaziale che ne garantisca il presidio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_52300" style="width: 1037px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52300" class="wp-image-52300" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-2-post-sicurezza-personale-MR.jpg" alt="La società si accura le risorse mediante la potenza fisica sulla terra, per mare, nell'aria e nello spazio." width="1027" height="348" /><p id="caption-attachment-52300" class="wp-caption-text"><em>La società si accura le risorse mediante la potenza fisica sulla terra, per mare, nell&#8217;aria e nello spazio.</em></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto possa essere o sembrare brutale e primitivo, questo è quanto finora ha fatto la vita in tutte le sue forme per <strong>determinare a chi spetti il privilegio del controllo sulle risorse</strong>, sia tra specie diverse che tra soggetti della medesima specie.</p>
<p>Cosa succede quando la civiltà umana espande il proprio dominio <strong>nel mondo digitale</strong>?</p>
<p>Ne parliamo nel prossimo articolo.</p>
<p>Stay Tuned</p>
<p style="text-align: center;"><strong>[To be continued&#8230;]</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Vai al secondo articolo della miniserie: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale-2/"><strong>SOFTWAR &#8211; Il dominio nel mondo digitale</strong></a></p></div>
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			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-1-un-nuovo-protocollo/">SOFTWAR #1 – Un nuovo Protocollo</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>ENERGIA E BITCOIN: SPRECO O INNOVAZIONE?</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2023/09/09/energia-e-bitcoin-spreco-o-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Coltro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2023 12:20:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=53947</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il consumo di energia di Bitcoin è da tempo al centro di un acceso dibattito. Alcuni lo considerano un eccessivo spreco di risorse, quasi inutile, mentre altri vedono un potenziale enorme dietro questa tecnologia.</p>
<p>Quando parliamo di consumo energetico, la prima cosa importante da capire è che il problema non è quanta energia venga consumata, ma come essa venga prodotta.</p>
<p>Se l’obiettivo futuro è consumare meno energia, allora la società di oggi non sopravvivrebbe a lungo. Lo sviluppo e il progresso umano vanno di pari passo con un aumento del consumo di energia.</p>
<p>In questo articolo cerchiamo di comprendere quale impatto potrebbe avere il mining di bitcoin nel settore energetico di oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="bitcoin-e-il-suo-consumo-energetico" class="wp-block-heading">Perché Bitcoin consuma energia</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per comprendere a pieno l’utilizzo di energia in Bitcoin occorre capire che cos’è il <strong>mining</strong>.</p>
<p>Bitcoin si basa su un protocollo di consenso distribuito chiamato <strong>Proof of Work</strong> (PoW). Questo protocollo richiede che i miner risolvano problemi matematici per confermare le transazioni e aggiornare il registro contabile decentralizzato, noto come <a href="https://bitcoinforfreedom.it/riflessioni/perche-bitcoin-e-unico/" target="_blank" rel="noopener"><strong>blockchain</strong></a>. I miner svolgono questo lavoro per ottenere nuovi bitcoin come ricompensa. Questo processo richiede un notevole consumo di corrente elettrica, in quanto le macchine dei miner (note come <a href="https://en.bitcoin.it/wiki/ASIC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ASIC</a>), competono per risolvere questi puzzle crittografici, reiterando il procedimento più e più volte finché non trovano la soluzione corretta.</p>
<p>In sostanza, il consumo di corrente elettrica di Bitcoin viene criticato per due motivi principali:</p>
<ol>
<li><strong>Impatto ambientale:</strong> secondo gli “esperti”, gran parte dell’energia utilizzata per il mining di Bitcoin proviene da fonti fossili, come il carbone, che contribuiscono all’incremento delle emissioni di gas serra.</li>
<li><strong>Spreco di risorse:</strong> alcuni ritengono che l’energia utilizzata per l’estrazione di nuovi bitcoin potrebbe essere meglio impiegata per scopi più utili, come l’alimentazione delle case o delle industrie.</li>
</ol>
<p>Proviamo a smontare queste due affermazioni.</p>
<p>Per confutare la prima tesi servono dati statistici. Secondo i <a href="https://bitcoinminingcouncil.com/bitcoin-mining-council-survey-confirms-year-on-year-improvements-in-sustainable-power-and-technological-efficiency-in-h1-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati del Bitcoin Mining Council, associazione statunitense che raccoglie e rende pubblici dati di diverse mining farm, l’energia elettrica utilizzata per il mining di bitcoin <strong>deriva per il 59.9% da fonti rinnovabili</strong></a>. Questo rende l’industra Bitcoin la più pulita al mondo in termini di impatto ambientale.</p>
<p>Per quanto riguarda il secondo punto invece, bisognerebbe domandarsi: “Che cosa dà il diritto a qualcuno di giudicare se l’utilizzo di corrente elettrica in un determinato campo sia giusto o sbagliato?”</p>
<p>Utilizzare energia elettrica per far funzionare condizionatori, lavatrici, luci di natale è una cosa giusta o sbagliata? Non credo che spetti a qualcuno giudicarlo.</p>
<p>Inoltre, ricordiamo che il consumo di corrente elettrica per il mining di bitcoin permette:</p>
<ul>
<li>alle persone cosiddette “unbanked” di partecipare al commercio online globale;</li>
<li>agli individui che vivono sotto governi opprimenti e dittatoriali di proteggere il loro diritto alla proprietà privata;</li>
<li>alle persone che vivono in un paese in guerra di scappare con parte del loro patrimonio;</li>
<li>alle persone che inviano denaro ai propri familiari all’estero di risparmiare commissioni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="limpatto-del-mining-nel-settore-energetico" class="wp-block-heading">L’impatto del mining nel settore energetico</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni casi d’uso dimostrano come il mining di bitcoin potrebbe effettivamente risolvere alcuni problemi all’interno del settore energetico, più precisamente nella produzione di energia elettrica:</p>
<ol>
<li><strong>Stabilizzazione della produzione di energia:</strong> oggi le grandi centrali di produzione di corrente elettrica devono essere posizionate vicino a territori in cui c’è una grande domanda di energia elettrica, quindi zone residenziali o industrializzate.<br />Il minining di bitcoin, che ha l’obiettivo di trovare energia elettrica a basso costo per far funzionare le proprie macchine ed estrarre nuovi bitcoin, permette di compensare gli sbalzi di produzione di corrente, posizionandosi vicino alle centrali. Di fatto, oltre a produrre una moneta limitata, non corruttibile e spendibile, Bitcoin è riuscito anche a monetizzare la corrente elettrica.<br />Emblematico è quanto sta accadendo in Texas con l’azienda ERCOT, gestore della rete elettrica dello stato americano e Riot Platforms, azienda di mining di bitcoin.<br />Quando l’energia elettrica prodotta da ERCOT è in esubero, Riot la compra a un prezzo basso e la utilizza per minare bitcoin; al contrario, quando la domanda di corrente elettrica da parte della rete aumenta notevolmente, Riot vende l’energia elettrica a ERCOT, che riacquista la corrente a un prezzo più alto, riuscendo così a soddisfare l’intera domanda della rete, evitando blackout e sanzioni.<br />In questo modo il mining di bitcoin assume il ruolo di <strong>acquirente di energia elettrica di ultima istanza</strong>.</li>
<li><strong>Uso di energie rinnovabili:</strong> per sua natura il mining di bitcoin cerca fonti di energia a basso costo. Oggi, le fonti di energia più economiche sono l&#8217;energia in eccesso e le energie rinnovabili. Negli ultimi anni, molte aziende di mining di bitcoin si stanno spostando verso fonti di energia più sostenibili, come l’energia solare, eolica, geotermica o idroelettrica.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="conclusione" class="wp-block-heading">Conclusione</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il consumo di energia di Bitcoin è un argomento complesso che richiede continui studi e dati statistici per trarne una valutazione corretta e onesta.</p>
<p>Secondo le <a href="https://ccaf.io/cbnsi/cbeci" target="_blank" rel="noopener">stime dell&#8217;università di Cambridge</a>, oggi, il consumo di energia di Bitcoin è pari a 127.37 TWh all&#8217;anno. Nota che il consumo di energia elettrica non è equivalente all&#8217;emissione di CO2.</p>
<p>Inoltre, come abbiamo visto, il mining di bitcoin potrebbe risolvere alcuni problemi all’interno del settore energetico, come la stabilizzazione della produzione di energia elettrica.</p>
<p>Per di più, stiamo completamente trascurando un aspetto fondamentale di questa discussione: “<strong>Quanta energia è necessaria per mantenere l’attuale sistema finanziario e l’intero sistema del petrodollaro che Bitcoin può sostituire, disintermediando il sistema fiat?</strong>”</p>
<p>La risposta a questa domanda aprirebbe un lungo dibattito.</p>
<p><!-- /divi:table --></p></div>
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		<item>
		<title>PERCHÉ BITCOIN È UNICO</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2023/08/19/perche-bitcoin-e-unico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Coltro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Aug 2023 12:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=53932</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
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<div class="post-content entry-content" style="text-align: left;">
<div class="post-content entry-content">
<div class="post-content entry-content">
<p>&nbsp;</p>
<header class="page-header">
<h1 class="entry-title"></h1>
</header>
<div class="page-content">
<p id="6f13">L’insieme dei protocolli <a href="http://bitcoin.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bitcoin</a> &amp; Lightning Network (<strong>LNP/BP</strong>) è una tecnologia rivoluzionaria che ha bisogno di tempo per essere compresa e metabolizzata dal mondo di oggi.</p>
<p id="72fa">Bitcoin è un argomento <strong>multi-disciplinare</strong>, perciò per capirlo fino in fondo è necessario riuscire a comprendere un vasto numero di materie:<strong> storia</strong>, <strong>finanza</strong>, <strong>economia</strong>, <strong>informatica</strong>, <strong>matematica</strong>, <strong>filosofia, sociologia, geopolitica, energia</strong>, <strong>teoria dei giochi</strong>, <strong>diritti umani</strong>.</p>
<p id="6cc4">Bitcoin è un progetto unico al mondo da diversi punti di vista.</p>
<p id="9942">Ad alcuni, il suo funzionamento tecnico potrebbe sembrare banale rispetto ad altri progetti “crypto”; nonostante questo, Bitcoin rimane la moneta più importante per dominance di mercato, volumi di scambio, liquidità, network effect, decentralizzazione, hash rate e market cap.</p>
<p id="0c60">In fin dei conti, il protocollo Bitcoin svolge un solo compito: permette di <strong>inviare</strong>, <strong>ricevere</strong> e <strong>detenere</strong> valore nel mondo digitale, senza intermediari. E lo fa benissimo, da ormai oltre tredici anni.</p>
<p id="2866">Le caratteristiche principali del protocollo di base (layer 1) sono <strong>decentralizzazione</strong> e <strong>sicurezza</strong>.</p>
<p id="cd8a">La scalabilità viene raggiunta grazie a soluzioni di layer 2, come ad esempio <strong>Lightning</strong> <strong>Network</strong>, un protocollo che permette di effettuare milioni di transazioni al secondo con costi di commissione irrisori.</p>
<p id="ca35">Il progetto Bitcoin sembra ormai aver raggiunto un suo equilibrio tra innovazione e affidabilità.<br />Il protocollo continua a funzionare senza perdere un colpo, con un <a href="https://buybitcoinworldwide.com/bitcoin-uptime/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uptime</a> del 99.98% circa.<br />Eppure, molte persone si chiedono come mai Bitcoin sia ancora il progetto più importante nel settore “crypto”, nonostante sia lento nell’effettuare transazioni, privo di smart contract, troppo energivoro e così via.</p>
<p id="fcbb">Oggi vediamo perché Bitcoin è totalmente diverso dalle cosiddette “criptovalute” e per quale motivo rimane uno dei progetti più ambiziosi ed affascinanti del mondo di oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="9b42" class="wp-block-heading">Blockchain</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p id="48b4">Il problema principale è sorto con il termine “blockchain”. Dopo l’<strong>hype</strong> del 2017, molte aziende si sono lanciate nel realizzare blockchain aziendali totalmente inutili (es. <a href="https://www.hyperledger.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hyperledger</a>, <a href="https://www.r3.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">R3</a>), buttando via tempo, soldi e risorse umane.</p>
<p id="5d8b">Giusto per fare due esempi, <a href="https://www.infoq.com/news/2021/06/microsoft-drops-azure-blockchain/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Microsoft</a> ed <a href="https://www.coindesk.com/business/2021/02/01/ibm-blockchain-is-a-shell-of-its-former-self-after-revenue-misses-job-cuts-sources/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IBM</a> hanno tentato di cimentarsi su progetti “blockchain” con risultati pressoché nulli.<br />Non a caso recentemente entrambe le aziende hanno deciso di fermare i rispettivi progetti.</p>
<p id="bb8e">In poche parole, il termine “blockchain” è solo <strong>marketing</strong>. Sì, proprio così!</p>
<p id="4a28">Nel white paper di Bitcoin, Satoshi Nakamoto non ha mai menzionato la parola blockchain ma <strong>chain</strong> <strong>of</strong> <strong>blocks</strong>.</p>
<p id="adf7">L’<strong>incomprensione</strong> di base è credere che una blockchain sia una struttura scalabile. Se è decentralizzata, non è scalabile.</p>
<p id="0911">Questa teoria è stata confermata ormai più volte e in diversi episodi accaduti negli ultimi anni: tra il 2016 ed il 2017 con la <a href="https://blog.bitmex.com/the-blocksize-war-chapter-1-first-strike/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Blocksize War</a>; con la rete Ethereum che per diversi mesi ha avuto gas fee a livelli assurdi; con Solana, che prometteva 710000 transazioni al secondo ma poi si bloccava ogni settimana e con una moltitudine di altri progetti “crypto”.</p>
<p id="28b5">La blockchain è un sistema in cui tutti i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nodi</a> devono conservare per sempre tutte le transazioni di tutti gli utilizzatori della rete.</p>
<p id="fe3f">Una blockchain per essere decentralizzata deve avere molti nodi, ma soprattutto deve essere facile “tirarne su” uno.</p>
<p id="65c4">In fin dei conti, la blockchain non è altro che un <strong>database</strong>: nel caso di <a href="https://luke.dashjr.org/programs/bitcoin/files/charts/software.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bitcoin</a>, questo database è <strong>distribuito</strong> su migliaia di computer nel mondo, mentre nel caso delle “altcoin” (sì, anche <a href="https://www.ethernodes.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ethereum</a>), è condiviso solo su pochi computer (tralasciando il fatto che la maggior parte dei nodi Ethereum è controllata da aziende come <a href="https://infura.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Infura</a> ed <a href="https://www.alchemy.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alchemy</a> ed ospitata su <a href="https://aws.amazon.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Amazon Web Services</a>).</p>
<p id="3720">In realtà, qualsiasi progetto che utilizzi la blockchain risulta <strong>inefficiente</strong>, complesso e costoso rispetto alla controparte centralizzata, scalabile, efficiente ed affidabile.</p>
<p id="6209">Finora, l’unica problematica che la “blockchain” (quella di Bitcoin) è riuscita a risolvere è il problema della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Doppia_spesa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">doppia spesa</a> in ambito digitale.<br />La decentralizzazione è la caratteristica fondamentale per un sistema monetario alternativo per essere <strong>resistente alla censura</strong>.</p>
<p id="8f87">Tutti i tentativi prima di Bitcoin sono falliti per mancanza di decentralizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="a9c7" class="wp-block-heading">Crypto</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p id="6a9e">Dopo qualche anno dal fenomeno “blockchain”, è esploso il fenomeno “crypto”, inteso come nuova classe di investimento finanziario speculativa.</p>
<p id="56fd">In questo caso abbiamo assistito al lancio di diversi progetti, compresi di coin o token, da aziende, enti o fondazioni più o meno <strong>centralizzate</strong>.</p>
<p id="5507">Tutti i progetti “crypto”, da Ethereum in poi, sono centralizzati, poiché hanno alle spalle un fondatore con nome e cognome, una sede legale, una fondazione, un ufficio marketing ed un team di persone che vengono retribuite.</p>
<p id="faf7">Nessun progetto potrà mai avere quel concetto di <a href="https://twitter.com/danheld/status/1047884852454862849" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>immacolata</strong> <strong>concezione</strong></a> che caratterizza il protocollo Bitcoin.</p>
<p id="6324">A seguire il tweet, ormai eliminato, di Brian Armstrong, CEO e fondatore di <strong>Coinbase</strong>: in questo tweet l’attuale CEO di Coinbase sosteneva come le altcoin non fossero altro che una distrazione rispetto a Bitcoin e ricordava alla community di mantenere il focus sullo sviluppo del protocollo Bitcoin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image" style="text-align: center;">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://miro.medium.com/max/686/1*0sg4rZ3ofSoiOz9oAQogig.png" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<figcaption class="wp-element-caption"><em>Brian Armstrong tweet</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</figcaption>
</figure>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p id="768c">Invece, oggi, essendo il CEO di Coinbase e avendo altri incentivi, promuove le peggiori shitcoin e non si pone problemi nell’implementare tecniche di <a href="https://cointelegraph.com/news/coinbase-bought-neutrino-for-135-million-acquisition-contract-allegedly-shows" target="_blank" rel="noreferrer noopener">blockchain surveillance</a> per tracciare gli utenti.</p>
<p id="1ae3">Altro punto su cui spesso, nel confronto con altre “crypto”, Bitcoin viene criticato è la mancanza di <strong>innovazione</strong>.<br />Quello che non viene considerato però, è che Bitcoin è ormai un sistema monetario che muove miliardi di dollari l’anno e per questo motivo deve rimanere un qualcosa di affidabile su cui poter contare.<br />La funzione di moneta dovrebbe essere un qualcosa di <strong>noioso</strong>.</p>
<p id="6814">Se poi vogliamo parlare di innovazione, allora cerchiamo di chiarire alcuni punti.<br />Innanzitutto, tutte le cosiddette “<strong>innovazioni</strong>” che esistono ora su Ethereum ed altre shitcoin, sono tutte idee nate, sperimentate e successivamente scartate dalla comunità Bitcoin.<br />Alcuni esempi sono il consenso tramite <a href="https://www.semanticscholar.org/paper/Distributed-Consensus-from-Proof-of-Stake-is-Poelstra/9d1cb62f7fde9b03882567ee01adba31b7108276?p2df" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Proof of Stake</a>, il progetto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Colored_Coins" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coloured Coins</a>, le confidential transaction ed il progetto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Counterparty_(platform)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Counterparty</a>.<br />Se si vuole fare innovazione o creare un nuovo sistema finanziario su Bitcoin, vi sono molte altre possibilità, come ad esempio <a href="https://lightning.network/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Lightning</strong> <strong>Network</strong></a>, sidechain come <a href="https://liquid.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Liquid</strong></a><strong> </strong>o progetti come <a href="https://www.rgbfaq.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>RGB</strong></a>, <a href="https://bitcoindevkit.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>BDK</strong></a>, <a href="https://lightningdevkit.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>LDK</strong></a>, <a href="https://btcpayserver.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>BTCPay Server</strong></a>, <a href="https://github.com/JoinMarket-Org/joinmarket-clientserver" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>JoinMarket</strong></a>, <a href="https://lnbits.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>LNbits</strong></a>, <a href="http://mempool.space/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>mempool.space</strong></a><strong> </strong>o <a href="https://github.com/rootzoll/raspiblitz" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>RaspiBlitz</strong></a>.</p>
<p id="765d">Un concetto cruciale da comprendere, è che le persone vogliono effettuare transazioni e scambiare beni reali con una valuta di cui tutti ne riconoscono il valore.</p>
<p id="7c33">Lo standard monetario deve essere uno, i prezzi devono essere espressi in un’unica valuta su cui concordiamo il valore.</p>
<p id="9877"><strong>Ludwig von Mises</strong>, uno dei più rispettati leader del pensiero dell’economia austriaca, descrive brillantemente questo concetto nel suo famoso libro “<a href="https://mises.org/library/theory-money-and-credit" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>The Theory of Money &amp; Credit</strong></a>”, quando afferma quanto segue:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center">
<p style="text-align: center;">“Thus there would be an inevitable tendency for the less marketable of the series of goods<br />used as media of exchange to be one by one rejected until at last only a single commodity remained, which was universally employed as a medium of exchange; in a word, money.”</p>
<p style="text-align: center;"><cite>Ludwig von Mises</cite></p>
</blockquote>
<h2></h2>
<h2 id="996d" class="wp-block-heading">NFT</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p id="aa51">Gli NFT sono stati una delle mode del 2021. L’hype attorno agli NFT ha raggiunto livelli folli.<br />Per questo motivo vediamo che cosa sono effettivamente questi token NFT.</p>
<p id="d307">NFT sta per “<strong>non-fungible token</strong>”, ovvero token non fungibile.</p>
<p id="6d66">I token non fungibili si distinguono uno dall’altro poiché ogni token presenta caratteristiche <strong>diverse</strong> ed <strong>uniche</strong>.</p>
<p id="2c03">Il problema principale di tutti gli NFT che esistono oggi è che non sono decentralizzati, ma dipendono da una piattaforma centralizzata su cui vengono emessi.</p>
<p id="a3a6">In realtà, i primi token NFT sono nati su Bitcoin, grazie al protocollo chiamato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Counterparty_(platform)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Counterparty</a>.</p>
<p id="b1bc">Il problema degli NFT è che al loro interno non contengono l’immagine che rappresentano, ma soltanto un URL che punta ad un dato informatico.</p>
<p id="dcdc">L’immagine di un NFT può essere scaricata in modo tale da creare un altro NFT con la stessa identica immagine. Nulla impedisce di creare altri token NFT che rappresentano la stessa opera d’arte di un altro token.</p>
<p id="128c">Come se non bastasse, le piattaforme su cui vengono creati i token NFT, come Ethereum, Solana, Cardano o Algorand sono tutte assolutamente centralizzate.</p>
<p id="61a8">Dal punto di vista tecnico, per come vengono proposti e presentati gli NFT sono completamente inutili. Mi dispiace, ma è così.</p>
<p id="fd49">Sia chiaro, l’idea di avere un bene collezionabile digitale sicuramente può essere interessante, soprattutto in alcuni settori (nel gaming ad esempio), ma il modo in cui vengono creati e pubblicizzati oggi gli NFT è assolutamente sbagliato.</p>
<h2></h2>
<h2 id="c832" class="wp-block-heading">Web3</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p id="34f7">Il Web3 è la nuova <strong>buzzword</strong> nata tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022.</p>
<p id="75ad">Coloro che credono nel Web3, propongono un nuovo modello di Internet, decentralizzato, resiliente ed inclusivo dove i dati tornano ad essere in mano degli utenti e non delle big tech.</p>
<p id="390f">Il problema di questa idea è proprio alla base.<br />L’infrastruttura su cui queste persone vogliono costruire il Web3 è Ethereum: non poteva esser scelta infrastruttura peggiore.</p>
<p id="b7f5">In realtà, dopo aver svolto qualche ricerca, è facile intuire che attorno al Web3 ci sono pesanti investimenti di <strong>Venture</strong> <strong>Capitalist</strong> interessati soltanto a profitti futuri.<br />Uno dei fondi di investimento che <a href="https://www.forbes.com/sites/alexkonrad/2022/05/25/a16z-crypto-record-4th-fund-doubles-down-on-web3-amid-market-crash/?sh=658d23ce34ff" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crede</a> maggiormente in progetti legati al Web3 è <strong>Andreessen Horowitz</strong>, conosciuto come <a href="https://a16z.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a16z</a>, fondato nel 2009 in Silicon Valley da <strong>Marc Andressen</strong> e <strong>Ben Horowitz</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image" style="text-align: center;">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://miro.medium.com/max/582/1*VKMofbq-VASs7JxsTv66Ew.png" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<figcaption class="wp-element-caption">Portfolio crypto a16z</figcaption>
</figure>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p id="c901">Oggi il loro fondo investe <strong>miliardi</strong> di dollari in progetti legati al mondo crypto e Web3.</p>
<p id="f2c9">Ricordo però, che nel lontano 2015, Marc Andreessen dichiarava la seguente affermazione:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image" style="text-align: center;">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://miro.medium.com/max/700/1*1ofWRy03ZVfm4OwV9lVyRA.png" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<figcaption class="wp-element-caption"><em>Marc Andreessen tweet</em></figcaption>
</figure>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p id="38b2">Per non parlare dell’etica che contraddistingue questi progetti.<br />Normalmente, i team di queste “crypto-aziende” vendono una grossa fetta dei loro token ai Venture Capitalist, i quali, non appena il valore del token sale, sono pronti a liquidare sul mercato le loro posizioni, a discapito delle persone comuni che credono in questi progetti.</p>
<p id="17b3">Per approfondire questi temi o per avere un altro parere su NFT e Web3, consiglio questo <a href="https://moxie.org/2022/01/07/web3-first-impressions.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>articolo</strong></a> di Moxie Marlinspike, creatore della famosa app di messaggistica <a href="https://signal.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Signal</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="de27" class="wp-block-heading">Conclusione</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p id="d4e4">Checché se ne dica, Bitcoin è un progetto <strong>serio</strong>, <strong>etico</strong> e <strong>rivoluzionario</strong>.<br />In realtà, anche se molte persone non lo ammetteranno mai, Bitcoin ha già vinto sulla concorrenza.</p>
<p id="5389">Sebbene molti la pensino diversamente, ritengo il <strong><a href="http://bitcoinforfreedom.it/index.php/2022/11/08/massimalismo-bitcoin-i-9-principi-che-lo-caratterizzano/">Bitcoin Maximalism</a> </strong>l’unica via da seguire.</p>
<p id="8ddd">Alcuni diranno che i Bitcoin maximalist non hanno una mentalità aperta, altri che sono contrari all’innovazione, altri ancora diranno addirittura che fanno parte di una setta.</p>
<p id="5834">Ovviamente non è affatto così: anche i Bitcoin maximalist hanno perso tempo e soldi a studiare e a comprare shitcoin di vario genere. Tuttavia, dopo un periodo di approfondimento serio, hanno capito che Bitcoin è l’unica cosa su cui ha davvero senso concentrarsi. Non sono persone cattive o senza cuore, come qualcuno cerca di descriverle, anzi, molti di loro sono tra le persone più <strong>oneste</strong> che ci possano essere in questo settore.</p>
<p id="22f9">N.B.<br />A mio parere qualsiasi altro progetto “crypto” o “blockchain” diverso da Bitcoin rientra nella categoria scam.</p>
<p id="9840">“<strong>Bitcoin, not blockchain</strong>”.</p>
</div>
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<p><!-- /divi:table --></p></div>
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			</item>
		<item>
		<title>COSA CI PERMETTE DI FARE BITCOIN?</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2023/07/22/cosa-ci-permette-di-fare-bitcoin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Magrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2023 12:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=53916</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="article-main__content max-w-&#091;744px&#093;">
<p>Il protocollo Bitcoin nasce dalla semplice idea di creare un denaro nativo digitale funzionante, ed ha raggiunto la nascita di un ecosistema totalmente nuovo, introducendo nuove opportunità che prima su Internet non esistevano.</p>
<p>Il problema principale che ha risolto Bitcoin è stato quello della <em>doppia spesa</em>. Tramite la crittografia e la decentralizzazione non è possibile spendere due volte delle monete, o compiere altre manipolazioni.</p>
<p>Il risultato straordinario è che ora con Bitcoin, per la prima volta nella storia, possiamo effettivamente <strong>possedere i nostri risparmi digitalmente in maniera autonoma</strong>. Mi spiego meglio: con il denaro tradizionale ci dobbiamo affidare ad un intermediario per custodire i nostri fondi ed effettuare transazioni con essi, mentre con Bitcoin tramite il nostro portafoglio auto detentivo (chiamato <em>wallet non-custodial</em>) e le chiavi private dello stesso, ci è possibile custodire le nostre monete in autonomia ed effettuare transazioni con esse, sempre in autonomia <a title="RISPARMIARE SENZA IL PERMESSO" href="https://www.villaggiobitcoin.it/2023/04/08/risparmiare-senza-il-permesso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>senza dover chiedere il permesso a nessun intermediario</strong></a>.</p>
<p>Tramite un portafoglio Bitcoin non custodial open sorce, scaricabile da Internet, possiamo interagire direttamente con la rete alla base di Bitcoin e la sua Blockchain, la catena di blocchi dati che gestisce tutte le monete e l&#8217;ecosistema.</p>
<p>Nota bene: Se acquistiamo dei BTC su un exchange centralizzato (come per esempio su Binance o Coinbase) chi possiede l&#8217;effettivo controllo delle monete è l&#8217;azienda di scambio, non noi. Sono queste piattaforme che possono movimentare le monete che abbiamo acquistato. La maggior parte di questi scambi permettono anche il prelievo dei bitcoin su un nostro portafoglio personale. Esistono tuttavia anche scambi non custodial, dove le monete ci vengono inviate direttamente su un nostro wallet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tutta questa struttura cosa comporta?</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da qui in poi possiamo comprendere che Bitcoin riguarda un sistema monetario aperto e senza confini. Chiunque può sfruttarlo, da ogni parte del mondo!</p>
<p>Questo è davvero rivoluzionario se si considera che, dal punto di vista monetario, non esiste nulla di così accessibile ed economico al di fuori di questo ecosistema. Con Bitcoin possiamo inviare danaro dall&#8217;altra parte del mondo, affidandoci ad una rete completamente decentralizzata, immutabile e resistente alla censura, poiché <strong>nessuno può ostacolare una transazione Bitcoin</strong>.</p>
<p>Riguardo al costo per effettuare una transazione normale (una transazione<em> on-chain</em>, ovvero una transazione che si svolge sulla blockchain di Bitcoin) stiamo parlando di commissioni che possono variare in base all&#8217;affollamento della rete, che si aggira, di norma, tra qualche centesimo e qualcosa come due dollari.</p>
<p>Se invece utilizziamo il protocollo Lightning Network, la transazione avrà costi irrisori, anche minori di un centesimo. Quindi con Lightning Network è <strong>possibile anche effettuare i cosiddetti micropagamenti. </strong>Si tratta di un sistema complementare con Bitcoin, consente pagamenti istantanei e gratuiti ma non è molto idoneo, ad esempio, per le transazioni di elevato valore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La programmabilità di Bitcoin</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nascita di un denaro digitale ha aperto anche la strada alla programmabilità della gestione del denaro, ed in generale del &#8220;valore&#8221; su Internet. Il punto di partenza possono essere i <em>Multisig</em>, ovvero dei portafogli in cui è possibile gestire un unico fondo che però richiede più firme per essere speso, per poi arrivare agli <em>Smart Contrat</em> (Contratti Intelligenti).</p>
<p>Potremmo definire uno smart contract come un particolare insieme di istruzioni memorizzato sulla blockchain che un computer può eseguire in automatico in base ad una serie di parametri già programmati. Tutto questo in modo <strong>immutabile, trasparente e completamente sicuro</strong>. Tutte le transazioni di Bitcoin, ad esempio, sono proprio smart-conctract.</p>
<p>Gli Smart Contract sono molto popolari ad esempio anche nelle altcoin, utilizzati per la creazione di piattaforme di prestiti decentralizzate, in cui bloccare delle monete in cambio di un rendimento, oppure per la creazione degli NFT (Non Fungible Token), ovvero gettoni unici che rappresentano un bene reale o virtuale (spesso un&#8217;opera d&#8217;arte) e la loro proprietà, o meglio la possibilità di usufruirne, può essere trasferita da un indirizzo crittografico ad un altro.</p>
<p>In sintesi, Bitcoin ha introdotto nel mondo digitale un a sorta di &#8220;completamento&#8221; di Internet, consentendo alle persone di <strong>scambiarsi del valore online</strong>, senza passare attraverso il servizio di un intermediario. La crittografia unita alla decentralizzazione di Bitcoin la rendono una rete molto sicura ed affidabile, in funzione 24 ore su 24. <strong>Il suo <em>uptime</em></strong> (ossia l&#8217;intervallo di tempo in cui un intero sistema informatico è stato ininterrottamente acceso e correttamente funzionante) <strong>è del 99,985%</strong>, e attualmente la rete conta sul supporto di diverse decine di migliaia di nodi raggiungibili.</p>
<p>Bitcoin è effettivamente unico nel suo genere. Proprio come Internet, sta apportando <a title="LA SCOPERTA DELLA MONETA LIBERA" href="https://www.villaggiobitcoin.it/2023/06/10/la-scoperta-della-moneta-libera/" target="_blank" rel="noopener">una rivoluzione incredibile</a>, <strong>ancora poco appezzata o compresa dal mondo tradizionale</strong>. Ma, per diffondere la portata e le implicazioni di questa tecnologia, ci siamo appunto noi!</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione!</p>
</div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>FULMINI A CIEL SERENO ⚡</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2023/07/08/fulmini-a-ciel-sereno-%e2%9a%a1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Dalla Costa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2023 11:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sopra la Timechain di Bitcoin si stanno abbattendo lampi e tuoni, sempre più intensi e frequenti. Non sono di minaccia, anzi: riguardano una tempesta di innovazione davvero rivoluzionaria, scatenatasi da qualche anno con Lightning Network. Ancora pochi sono oggi a conoscenza di questo protocollo che consente a Bitcoin di scalare e effettuare pagamenti quotidiani frequenti, veloci e a costi irrisori. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>FASTER AND FASTER </strong><strong>⚡</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre da una parte il numero di persone e imprese che si avvicinano a Bitcoin continua a crescere (ancora) linearmente, non è così per il principale layer 2 dell’ecosistema. L’innovazione intorno al Lightning Network continua inesorabile, ad un <strong>ritmo continuamente accelerato</strong>, generando un gap sempre maggiore tra gli utenti finali – ancora ignari di questa rivoluzione &#8211; e gli addetti ai lavori che stanno portando avanti lo sviluppo di questo protocollo.</p>
<p>Lightning avanza rapidissimo. Con tutta probabilità è la via principale che la community mondiale ha deciso di intraprendere per scalare Bitcoin, consentendo pagamenti quotidiani, veloci e confidenziali tra gli individui.</p>
<p>Sebbene non sia affatto detto che non possano esserci nei prossimi anni alcune importanti modifiche circa il suo funzionamento (pensiamo ad esempio a proposte come <em>eltoo</em>), oppure proposte simili e compatibili (come, ad esempio, altri layer di secondo livello), oggi l’impressione è che la direzione da intraprendere per favorire la diffusione di Bitcoin sia segnato. Lightning Network, e più in generale l’infrastruttura indicata dalla serie di protocolli LNP/BP, pare essere in posizione dominante in fatto di effetto network ed <strong>è qui per restare</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>SUPERIOR TECHNOLOGY </strong><strong>⚡</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’adozione di massa di Bitcoin deve partire sicuramente dall’educazione degli individui. Senza una sana consapevolezza, il processo avverrà molto lentamente. Illustrare agli individui e fare digerire loro le motivazioni per le quali questa transazione monetaria sia vantaggiosa per tutti è senz’altro importantissimo. Ma l’educazione, da sola, non basta.</p>
<p>Non possiamo pretendere che tutti vengano “orange-pillati”. Sarebbe del resto poco sensato e credibile pensare di riuscire a “convincere” ideologicamente tutti gli utenti generici ad utilizzare strumenti nuovi solo perché è stato loro suggerito. La maggior parte degli utenti accederà al mondo Bitcoin in quanto <strong>strumento utile e innovativo</strong>, in grado di migliorare ed efficientare i servizi di pagamento che oggi stiamo utilizzando.</p>
<p>Se ci pensiamo, in realtà, rispetto ai tradizionali sistemi di pagamento, <strong>Bitcoin e Lightning Network sono già, di fatto, una tecnologia superiore</strong>. Sia come strumento di risparmio, sia come metodo di pagamento. Non c’è proprio competizione. Consideriamo alcune caratteristiche di questo standard LNP/BP, considerato in modalità non custodial:</p>
<ul>
<li>I trasferimenti di grosse somme onchain sono molto <strong>più veloci, sicure e più economiche</strong> dei trasferimenti bancari;</li>
<li>I pagamenti giornalieri di piccole cifre effettuati tramite Lightning Network sono più veloci, economiche e snelle dei pagamenti con carte di credito;</li>
<li>Sono possibili i micropagamenti, anche al di sotto del centesimo di euro, rendendo convenienti casi d’uso che i sistemi di pagamento tradizionali non possono offrire;</li>
<li>I fondi trasferiti restano sempre di <strong>proprietà degli individui</strong> coinvolti nello scambio, senza mai transitare, nemmeno momentaneamente, da enti terzi;</li>
<li>È <strong>globale</strong>, senza confini;</li>
<li>È <strong>gratuito</strong>, non ha costi di servizio o di conto corrente;</li>
<li>È <strong>inclusivo</strong>, non richiede alcun requisito, nè alcuna barriera all’ingresso;</li>
<li>È <strong>resiliente</strong>: non ha alcun punto centrale di fallimento;</li>
<li><strong>Tutela la privacy</strong>: non sono richiesti dati né registrazioni, eliminando così il rischio di accentrare dati sensibili nelle mani di pochi.</li>
<li>Rimuove la necessità di intermediari e di frizioni burocratiche: nessun contratto da stipulare o scartoffie da compilare.</li>
<li>Nessuna fiducia da riporre: garantiscono la <strong>matematica e la crittografia</strong>.</li>
<li>I fondi con questa tecnologia sono <strong>inconfiscabili</strong> e <strong>non censurabili</strong>.</li>
</ul>
<p>Bitcoin ha già vinto, in realtà, la battaglia tecnologica. Ma per una rapida adozione di massa, ci vuole qualcos’altro.</p>
<h4></h4>
<h4><strong>LA CHIAVE È L&#8217;INTEGRAZIONE </strong><strong>⚡</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>La moneta è uno strumento che utilizziamo tutti i giorni e che partecipa per il 50% in tutte le interazioni con qualsiasi agente economico con cui interagiamo negli scambi, non solo commerciali. Quello di cui abbiamo bisogno è pertanto integrare Lightning Network come sistema di pagamento automatico in tutte le applicazioni, sui nostri smartphone e in tutti i servizi che oggi già utilizziamo.</p>
<p>Lo spiega magistralmente Roy Sheinfled, in <a href="https://medium.com/breez-technology/we-need-more-apps-with-lightning-not-more-lightning-apps-b5f37f9ac8bd" target="_blank" rel="noopener">un post visionario</a> più che condivisibile:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4 style="text-align: center;">Non abbiamo bisogno tanto di applicazioni Lightning.</h4>
<h4 style="text-align: center;">Abbiamo bisogno di applicazioni integrate <em>con</em> Lightning</h4>
<h4></h4>
<h6 style="text-align: center;">Roy Sheinfeld, Co-fondatore e CEO di Breez</h6>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno dei principali fattori di successo riguarda l’utilità: la maggior parte degli utenti finali non deciderà di adottare Bitcoin per ideali o per questioni filosofiche, ma in quanto strumento <i>utile</i> e conveniente per migliorare l’esperienza nell’uso degli strumenti tecnologica.</p>
<p>Centrale in questo senso è il ruolo degli sviluppatori: mai come in questi anni i <i>developers</i> da tutto il mondo saranno decisivi nel creare le infrastrutture tecnologiche di base per facilitare l’integrazione di Lightning nelle varie applicazioni esistenti ed utilizzate già oggi da miliardi di persone.</p>
<p>Sarà il lavoro degli sviluppatori, figure sempre più richieste, a rendere possibile tutto questo, portando automaticamente la maggior parte degli utenti a scegliere Bitcoin e Lightning Newtork, non tanto perché questi verranno convinti ideologicamente, quanto invece perché vengono offerti loro strumenti molto più convenienti e immediati.</p>
<p>Sempre Roy Sheinfeld:</p>
<blockquote>
<h4 style="text-align: center;">L&#8217;utilità è la chiave della scala.</h4>
<h4 style="text-align: center;">Le connessioni sono la chiave dell&#8217;utilità.</h4>
<h4 style="text-align: center;">Gli sviluppatori sono la chiave delle connessioni.</h4>
<h4 style="text-align: center;">Se conquistiamo gli sviluppatori, conquistiamo il mondo.</h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prepariamoci pertanto al prossimo arrivo di una tempesta. Una tempesta di innovazione che, guidata dagli sviluppatori, consentirà lo scatenarsi continuo di fulmini e saette in ogni scambio, in ogni settore: nello streaming online, nei podcast, negli eventi sportivi, nei videogiochi, negli e-commerce e più in generale in ogni interazione sociale che viviamo quotidianamente.</p>
<p>Bitcoin travolgerà presto con la sua tecnologia dirompente i metodi di pagamenti tradizionali, rendendo <strong>obsoleti e sconvenienti tutti gli altri sistemi privati</strong>, affossati da inutili vincoli normativi e zavorrati da crescenti e retrograde frizioni burocratiche.</p>
<p>I pagamenti tramite Lightning Network stanno arrivando prepotentemente. Prepariamoci a vivere uno dei più grandi ed improvvisi cambiamenti tecnologici mai sperimentati prima.</p>
<p>Per non dire fulminei. <strong>⚡</strong> <a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a></p></div>
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			</div>
				
				
			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2023/07/08/fulmini-a-ciel-sereno-%e2%9a%a1/">FULMINI A CIEL SERENO ⚡</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>THERE IS NO SECOND BEST: BITCOIN E NON &#8220;CRYPTO&#8221;</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2023/05/27/there-is-no-second-best-bitcoin-e-non-crypto/</link>
					<comments>https://www.villaggiobitcoin.it/2023/05/27/there-is-no-second-best-bitcoin-e-non-crypto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuel Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 May 2023 07:27:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=53877</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_8 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qualsiasi criptovaluta, indipendentemente dalle sue intenzioni esplicite, è il tentativo di introdurre un mezzo di intermediazione tra beni e/o servizi. In altre parole le criptovalute puntano ad assolvere ad una funzione monetaria &#8211; anche quando i loro proponenti affermano il contrario.<br />Come spiegato più nel dettaglio <a href="https://orangeisthenewcash.substack.com/p/bitcoin-ex-machina" rel="nofollow ugc noopener">in uno scorso articolo</a>, le caratteristiche evolutive ricercate in un bene usato come intermediario per gli scambi sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>“Spendibilità&#8221; (italianizzando il termine <em>salability</em>) nel tempo: una moneta deve garantire più degli altri beni di mantenere il suo valore nel tempo per poter essere usato come riserva di valore da scambiare in futuro. Questo si riflette sia nella durabilità fisica che soprattutto nella scarsità del bene monetario, caratteristica critica nel corso dell&#8217;evoluzione della storia della civiltà perché difficile da ottenere e mantenere e per gli effetti disastrosi di una perdita della stessa.</li>
<li>&#8220;Spendibilità&#8221; nello spazio e in termini di scala per gli aspetti pratici di dover passare di mano in mano tali beni e per poterlo rendere adatto a scambiare sia beni di grande che di piccolo valore e scala.</li>
</ul>
<p>I mezzi monetari contemporanei, cioè le monete di stato, sebbene abbiano superato le difficoltà di quelli precedentemente selezionati dal mercato in termini di spazio e scala, si basano su un modello altamente instabile perché fondato sulla fiducia in un ente centrale. Questa fiducia è stata storicamente &#8211; ed è tuttora &#8211; la fonte della progressiva perdita della caratteristica più importante di un mezzo monetario, ossia la scarsità di cui sopra. Ad esso si aggiunge il problema della censurabilità, intrinseco di un sistema centralizzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="header-with-anchor-widget">Come Bitcoin risolve il problema</h2>
<div id="§come-bitcoin-risolve-il-problema" class="header-anchor-widget offset-top">
<div class="header-anchor-widget-button-container">
<div class="header-anchor-widget-button"></div>
</div>
</div>
<p>Bitcoin è sostanzialmente una rete di computer distribuiti in tutto il mondo &#8211; e a cui chiunque può aderire &#8211; il cui scopo è quello di concordare sul possesso del mezzo monetario nativo del protocollo condiviso e sulla storia delle transazioni dello stesso. L&#8217;acquisizione del bene monetario &#8211; il bitcoin con la b minuscola o frazioni di esso &#8211; può avvenire sostanzialmente in due modi:</p>
<ul>
<li>Contribuendo alla sicurezza della rete e alla scrittura delle transazioni nella storia condivisa da tutti i partecipanti &#8211; la cosiddetta blockchain o timechain. Per fare ciò un partecipante &#8211; detto miner &#8211; deve sopportare il costo della spesa di energia tradotta in computazioni onerose da effettuare ma la cui validità è semplice da verificare dagli altri partecipanti della rete. In cambio di questo sforzo, il miner viene ricompensato con nuove monete secondo le regole stabilite e verificate dal consenso dei nodi partecipanti alla rete stessa secondo dei parametri inseriti nel software che essi stessi hanno istallato + una piccola &#8220;percentuale&#8221; del valore contenuto nelle transazioni che inseriscono nel registro.</li>
<li>Ricevendo il diritto alla spesa del bene monetario da un precedente proprietario dello stesso. La legittimità del possesso è protetta da un processo crittografico &#8211; e quindi dalla matematica &#8211; che rende praticamente impossibile spendere il bene altrui ma estremamente facile verificare che una spesa sia legittima. L&#8217;immutabilità della transazione &#8211; necessaria per garantire che il pagamento di un bene o servizio sia irreversibile e che una stessa quantità di moneta non sia spendibile due volte &#8211; è tanto più forte maggiore è il costo computazionale speso dai miner di cui al punto sopra per mettere in sicurezza il network dal momento dell&#8217;inserimento della transazione nella blockchain. Siccome questo diventa esponenzialmente più elevato con il passare dei minuti, l&#8217;immutabilità può essere intesa come una questione di tempo di attesa per la conferma di una transazione.</li>
</ul>
<p>Come si può già intuire dalle dinamiche di possesso e trasferimento, in Bitcoin le caratteristiche ricercate in un mezzo di scambio sono soddisfatte nel seguente modo:</p>
<ul>
<li><strong>&#8220;Spendibilità&#8221; nel tempo</strong>: in quanto rappresentato da un registro distribuito, la durabilità fisica di bitcoin corrisponde a quella di potersi passare un messaggio, cioè di comunicare &#8211; pertanto coincide verosimilmente con la durabilità della razza umana. Bitcoin è inoltre programmato nel codice del suo software per essere scarso, ovvero per essere emesso poco alla volta fino ad un massimo di 21 milioni di unità. La scarsità, però, non è garantita dai parametri di codice, ma dal fatto che ci sia una rete di computer che concordano consensualmente su questi parametri e ne verifichino la veridicità controllando che l&#8217;emissione di moneta da parte dei miner rispetti le regole stabilite.</li>
<li><strong>&#8220;Spendibilità&#8221; nello spazio e di scala</strong>: in quanto bene digitale, Bitcoin è facilmente trasportabile e divisibile e permette tutti i vantaggi dei moderni mezzi di comunicazione in questo senso (a differenza ad esempio dell&#8217;oro). Per poter essere effettivamente credibile, però, esso necessità che i trasferimenti siano immutabili e questo è garantito dall&#8217;energia spesa dai miner per mettere in sicurezza la storia delle transazioni passate. Anche questo aspetto, dunque, non è il frutto di un qualche parametro di codice, ma della realtà fisica con cui essi sono realizzati.</li>
</ul>
<p>Come risulta evidente, la bontà dei parametri di codice &#8211; come ad esempio il numero di bitcoin emessi per ogni blocco di transazioni, il massimo numero di bitcoin possibilmente circolabile, la dimensione di un blocco di transazioni e la difficoltà computazionale per aggiungerne uno alla blockchain che ne determina la frequenza di scrittura &#8211; è una condizione necessaria ma non sufficiente al raggiungimento del grado di buona moneta di cui gode al momento bitcoin. Questo è consistente con il fatto che, in quanto il codice di Bitcoin è aperto e noto a tutti, chiunque potrebbe modificare uno o più di questi parametri, far girare il nuovo software sul proprio computer e decretare la nascita di un Bitcoin 2.0, ma questo non gli garantirebbe minimamente i livelli di immutabilità, sicurezza e scarsità del Bitcoin originale anche qualora fosse ipoteticamente possibile dimostrare che i parametri della versione 2.0 fossero oggettivamente migliori.</p>
<p>In altre parole, data la bontà dei parametri di codice di bitcoin, le sue caratteristiche distintive sono dette &#8220;emergenti&#8221;, in quanto conseguenti a come essi vengono realizzati ed attualizzati nel mondo fisico reale. Il suo livello di distribuzione e l&#8217;energia spesa per la sua sicurezza sono caratteristiche del mondo fisico guidate da incentivi economici ben allineati che ne garantiscono il massimo grado di incensurabilità ed immutabilità delle caratteristiche che lo rendono una buona moneta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h2 class="header-with-anchor-widget">Il fallimento delle &#8220;Crypto&#8221;</h2>
<div id="§il-fallimento-delle-crypto" class="header-anchor-widget offset-top">
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<p>I proponenti delle cosiddette alt-coin partono sistematicamente dal presupposto di migliorare alcuni aspetti di Bitcoin, come ad esempio la scalabilità, velocità o altro &#8211; in modi già di per sé molto discutibili dato che la scelta dei parametri di base è stato frutto di un delicato equilibrio tra vari aspetti che invece sembrano magicamente risolti o ignorabili nelle promesse di questi nuovi proponenti &#8211; o aggiungere nuove funzionalità &#8211; &#8220;programmabilità&#8221;, maggiore privacy e chi più ne ha più ne metta &#8211; come se risolvere il problema monetario non fosse già abbastanza dirompente e rivoluzionario.</p>
<p>Come visto poco sopra, una tale proposta fallisce in primis nel non considerare che non è la bontà dei parametri in sè a definire la qualità di un bene monetario di questo tipo, quanto la loro realizzazione nel mondo fisico che ne conferisce le proprietà emergenti, cosa che ovviamente nessuna &#8220;alternativa&#8221; può raggiungere in modo anche solo lontanamente comparabile a Bitcoin per una serie di motivi, tra cui la longevità e il cosiddetto <em>track record</em> di quest&#8217;ultimo. In secondo luogo ignorano che aggiungere nuove funzionalità perdendo però di vista quello che era il problema principale da risolvere per i motivi di cui sopra rende del tutto vana la <em>value proposition</em> iniziale &#8211; un po&#8217; come successo con la nascita della moneta fiat, in cui aggiungere alcuni aspetti che hanno migliorato la portabilità e verificabilità dell&#8217;oro ha finito per far perdere quello fondamentale di scarsità e non necessità di fiducia. Sarebbe un po&#8217; come proporre un nuovo protocollo internet che non abbia la stessa capacità di garantire la sicurezza e affidabilità della navigazione web e del passaggio di informazioni, ma che in compenso sia in grado di preparare il caffè. Tale proposta verrebbe giustamente snobbata da chiunque abbia capito a cosa serve internet.</p>
<p>A questi fatti, già di per sé più che sufficienti a giustificare il declassamento di tutte le altre crypto ad una categoria ben distinta, si aggiungono una serie di altre considerazioni. Ad esempio, non potendo replicare l&#8217;irripetibile storia di un protocollo nato e cresciuto &#8220;organicamente&#8221;, sebbene con una struttura già consolidata dal suo creatore, seguendo l&#8217;adozione spontanea dei suoi partecipanti, con la definitiva perdita di un centro di comando &#8211; come dimostrato dalla famosa &#8220;block-size war&#8221; &#8211; un nuovo progetto crypto per essere notato ha bisogno per definizione di un team decisionale accentratore sia in termini di sviluppo che di marketing. Questo fatto lo rende molto più vicino alla stessa struttura fiat che bitcoin &#8211; e paradossalmente le stesse crypto &#8211; si propone di superare piuttosto che ad un progetto trustless e che quindi non dovrebbe basarsi sulla fiducia ma sulla verifica del consenso. Basti guardare ad Ethereum, l’alt-coin più conosciuta e diffusa, e al fatto che la sua immutabilità non sia storicamente affatto garantita &#8211; per usare un eufemismo &#8211; e in cui la presenza di un centro decisionale, con persino una chiara roadmap, sia chiara ed innegabile. Questi progetti sono un evidente temporaneo sfruttamento della confusione che cela intorno alla vera innovazione &#8211; Bitcoin &#8211; e del temporaneo buco regolamentativo con lo scopo di cavalcarne l&#8217;hype e stabilire software company centralizzate emettendone security sotto forma di token che non devono sottostare alla stringente regolamentazione del mercato tradizionale. Anche in questo caso si tratterebbe quindi di reintrodurre il problema cardine che Bitcoin punta a risolvere.</p>
<p>Un altro esempio è la narrativa secondo cui, così come l&#8217;oro era affiancato da pochi altri metalli come l&#8217;argento per i micropagamenti, così bitcoin debba essere accompagnato da altre crypto differenti. Questa narrazione ignora il fatto che la moneta tende naturalmente a convergere in un unico bene e che se così non avviene è per un&#8217;inefficienza necessaria, non perché sia meglio diversificare. La moneta, infatti, nasce proprio per eliminare il problema del baratto in modo da scambiare e prezzare tutti i beni di consumo per un unico bene di scambio. La presenza di più beni monetari è più inefficiente a questo scopo perché bisogna prezzare anche i beni di scambio tra loro e perché la scarsità generale peggiora &#8211; più beni uso e meno scarsità avrò, visto che la loro offerta diventa additivamente estendibile. Nel caso dell&#8217;oro, i suoi problemi in ambito di scala hanno necessitato l&#8217;utilizzo di beni meno scarsi e percepiti di più bassa densità di valore, con i relativi svantaggi del caso.</p>
<p>Per questo, dire che Bitcoin dovrà essere affiancato da altre crypto vuol dire minare la sua principale caratteristica distintiva, ossia la sua scarsità. E visto che per la sua natura digitale esso non presenta gli stessi limiti dell&#8217;oro, considerando anche il grado di innovazione presente nell&#8217;ambiente, un&#8217;analoga situazione di &#8220;inefficienza necessaria&#8221; evidentemente non si pone, invalidando l&#8217;ipotesi.</p>
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<h2 class="header-with-anchor-widget">Conclusione</h2>
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<div class="header-anchor-widget-button"></div>
</div>
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<p>In definitiva, Bitcoin risolve quello che può benissimo essere considerato il più grande problema che oggi affligge l&#8217;umanità riportando la moneta ad essere bene di mercato distaccato dal controllo centralizzato di un&#8217;autorità. Per farlo adotta sì dei parametri ben congegnati, ma soprattutto si fonda sulla loro attualizzazione nel mondo reale che deriva dall&#8217;allineamento degli incentivi dei vari attori in gioco. Ogni copia modificata del suo codice può replicare i parametri o modificarne alcune parti, ma finisce inevitabilmente per perdere quelle caratteristiche del mondo reale che lo rendono sicuro, immutabile, decentralizzato e incensurabile.</p>
<p>Bitcoin è benessere per l&#8217;umanità con una visione di lungo periodo, le crypto sono il gioco d&#8217;azzardo di chi non sa pazientare.</p>
<p>A voi la scelta su dove valga la pena spendere il vostro tempo e le vostre risorse.</p></div>
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			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2023/05/27/there-is-no-second-best-bitcoin-e-non-crypto/">THERE IS NO SECOND BEST: BITCOIN E NON “CRYPTO”</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>BITCOIN COME STILE DI VITA</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2023/05/20/bitcoin-come-stile-di-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Magrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2023 07:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_9 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, sto parlando proprio di quel Bitcoin, quella strana moneta elettronica “per smanettoni”. Perché parlo di Bitcoin come stile di vita? Poiché penso che Bitcoin abbia portato ad un <strong>cambio di paradigma</strong>. Stiamo parlando di una moneta globale non governativa, non gestita da nessuna entità o ente centrale, che ha portato di conseguenza a nuovi discorsi e dato concretezza anche a vecchie teorie ed interessanti filosofie.</p>
<p>Come quella, tra tutte, del <em>movimento</em> <em>cypherpunk</em>, che sostiene l&#8217;uso diffuso della crittografia e delle tecnologie che migliorano la privacy come <strong>percorso verso un cambiamento sociale e politico</strong>.</p>
<p>Fin dove vuole traghettarti questo articolo? Fin dove potrà arrivare la tua curiosità! Tramite questo articolo mi piacerebbe farti notare che, se seguirai con curiosità lo spazio Bitcoin stato dopo strato, potrai incappare in numerosi argomenti davvero interessanti.</p>
<p>Capire meglio Bitcoin dal punto di vista prettamente tecnico ti può aiutare a migliorare la gestione dei tuoi bitcoin ed avere una <strong>maggiore consapevolezza</strong> sui vari grandi di sicurezza delle diverse modalità di custodia. Su questo argomento penso nessuno abbia da obbiettare: meglio conosci Bitcoin dal punto di vista tecnico, meglio è per la tua sicurezza e la tua indipendenza.</p>
<p>In ogni caso con questo articolo vorrei spingerti a ragionare su Bitcoin come protocollo informatico e come moneta. Una moneta che puoi utilizzare per risparmiare, che puoi utilizzare per commerciare, per trasferire valore, per quello che vuoi!</p>
<p>Se ci pensiamo bene bitcoin è una moneta non governativa, <strong>slegata da qualsiasi logica di guerra/potere</strong>, a cui può accedervi chiunque senza bisogno di mostrare nessuna licenza o qualche tipo di autorizzazione.</p>
<p>Quello appena descritto sopra è forse lo strato più esterno, appena sotto alla coltre di nebbia della speculazione di chi vuol comprare basso e vendere in alto, salvo restare puntualmente con il cerino in mano. Mentre al di sotto di questa crosta ci sono innumerevoli altri stati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A SCUOLA DI ECONOMIA</strong></p>
<p>Per esempio, per partire possiamo dire che dal punto di vista economico Bitcoin viene spesso associato alla <strong>scuola austriaca di economia</strong>, una teoria che sembra calzargli proprio a pennello e che vede di buon occhio una libera concorrenza tra monete. In realtà non tutti i Bitcoiner sono concordi appieno su questo punto. Volendo, anche solo qui c&#8217;è molto da poter approfondire!</p>
<p>Alcuni Bitcoiner stanno adottando bitcoin come moneta semplicemente perché <strong>lo ritengono vantaggioso</strong>, pensano sia cioè vantaggioso un sistema che consente a tutti di detenere (ed a volte spendere) parte dei propri risparmi in satoshi. La considerano una buona moneta, sana ed onesta, proprio come lascia intendere il sottotitolo del <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/libro-villaggio-bitcoin/" target="_blank" rel="noopener">libro <em>Villaggio Bitcoin</em></a> di Valerio Dalla Costa!</p>
<p>Ancora oggi penso che Bitcoin si possa definire decisamente rivoluzionario: con una transazione di fatto tagliamo in un sol colpo banche commerciali e banche centrali, avendo la possibilità di <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2023/04/08/risparmiare-senza-il-permesso/" target="_blank" rel="noopener">risparmiare senza il permesso</a>. Conservando i nostri risparmi in satoshi stiamo anche nei fatti <strong>delegittimando le banche centrali e i governi</strong> che traggono svariati vantaggi a scapito dei risparmiatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SIAMO TUTTI SATOSHI</strong></p>
<p>&#8220;<em>Siamo tutti Satoshi!</em>&#8221; Mai sentito? È un modo di dire ricorrente nella community per sottolineare il fatto che Bitcoin, <strong>oltre ad essere per tutti</strong> (ed anche qui ci sarebbe da argomentare per ore), <strong>è anche di tutti</strong>! Poiché chiunque da qualsiasi parte del mondo può diventare una parte attiva del network Bitcoin, aprendosi un full node in locale e arrivando anche a minare. Questo in virtù del fatto che Bitcoin non ha un&#8217;azienda alle spalle, non ha un amministratore delegato o simile, non esistono voci ufficiali ma semplicemente esistono membri delle community Bitcoin che hanno dimostrato sul campo di saperne a pacchi, sia su questa tecnologia monetaria sia su qualche argomento ad esso collegato.</p>
<p>Tutti i Bitcoiner sono dei geni? Assolutamente no, o almeno non penso, ma alcuni di essi credo siano delle persone davvero interessanti. <strong>Prima di essere Bitcoiner sono anzitutto dei pensatori liberi</strong>, che spesso non faticano a ragionare fuori dagli schemi, ed alcuni sono anche degli ottimi comunicatori.</p>
<p>Altro aspetto che io trovo decisamente stimolante in questo periodo storico è la possibilità di assistere al suo sviluppo costante, seguendo anche i contributori più importanti come per esempio Adam Back.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DON’T TRUST, VERIFY</strong></p>
<p><em>Don&#8217;t Trust, Verify!</em> Questo motto ricorrente all’interno della community è spesso accompagnato anche dalla dicitura DYOR (<em>Do Your Own Research</em>). Un vero Bitcoiner non si fida neanche di sè stesso! In Bitcoin, non devi fidarti di nessuno in particolare. O meglio: teoricamente, affidandoti a Bitcoin ti stai affidando al protocollo ed alle sue &#8220;leggi&#8221;, che si basano sulla matematica e sulla crittografia! Naturalmente questo detto può anche essere traslato in altri ambiti e forse anche all&#8217;infuori di Bitcoin.</p>
<p>Un altro argomento che si trova spesso messo in relazione a Bitcoin è l’Anarchia, poiché stiamo parlando di una moneta libera e che punta a dare <strong>potere agli individui che la utilizzano</strong>. Naturalmente non è tutto oro ciò che luccica, ma io personalmente ho letto degli interessanti spunti in merito a questo argomento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PRENDERSI IL GIUSTO TEMPO</strong></p>
<p>Qual è una delle critiche più comuni ad un ipotetico Bitcoin standard, dove praticamente la maggior parte delle persone risparmia e spende in Bitcoin? &#8220;<em>Eh, ma con una moneta deflazionistica</em> (intendendo che il suo valore tende a crescere nel tempo)<em> non si hanno gli effetti dell&#8217;inflazione e verrebbe così disincentivato l&#8217;investimento!</em>&#8220;</p>
<p>In parte è una critica fondata: Bitcoin <strong>incentiverebbe maggiormente il risparmio</strong> a scapito degli investimenti. Cambierebbe qualcosa? 1) Le persone troverebbero più facile risparmiare anche piccole somme; 2) Forse non ci saranno più mari di soldi che scorrono a caso nel mercato degli investimenti, ma teoricamente le buone idee resteranno delle buone idee e saranno sempre in grado di raccogliere capitali, e qualsiasi domanda di mercato (ad es: domanda di carne nel sud Italia) potrà esser soddisfatta.</p>
<p>&#8220;<em>Eh no, i ricchi di turno si terranno i bitcoin in pancia e lasceranno la gente affamata di carne e senza lavoro!</em>&#8221; Oppure metteranno su un&#8217;impresa che vende carne in bitcoin e pagheranno i propri dipendenti in bitcoin?</p>
<p>Stiamo parlando di temi ancora poco diffusi e che richiedono il giusto tempo per essere assimilati. Chi si approccia a Bitcoin, <strong>immergendosi piano piano nelle sue logiche e implicazioni</strong>, è normale che inizialmente possa sentirsi disorientato. È inoltre molto facile perdersi anche nei vari stagni luccicanti delle altre &#8220;criptovalute&#8221;, ma Bitcoin è sempre qui per essere compreso!</p>
<p>Non stiamo facendo una gara a chi è più Bitcoiner, a chi detiene più bitcoin oppure a chi detiene la percentuale più alta del proprio capitale in Bitcoin. Siamo tutti qui per utilizzare questo protocollo in pace ed armonia!</p>
<p>Esperienza personale: molti degli argomenti che si possono <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2023/01/07/io-sono-bitcoin-1-siamo-tutti-matti/" target="_blank" rel="noopener">incappare nella tana del bianconiglio</a> hanno bisogno di tempo per esser compresi appieno ed esser poi metabolizzati. <strong>Prendetevi il vostro tempo</strong> ed immergetevi in questo fantastico mondo!</p>
<p>Non sapete da dove iniziare? Un consiglio potrebbe essere quello di recuperare qualche vecchio articolo di questo Blog&#8230;</p></div>
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			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2023/05/20/bitcoin-come-stile-di-vita/">BITCOIN COME STILE DI VITA</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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