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HODL VS “SPEND & REPLACE”

Manuel Gatti
29 Luglio 2023

 

 

ESISTE DAVVERO UN’OPZIONE MIGLIORE?

 

Sento e leggo sempre più spesso di bitcoiner particolarmente critici con la filosofia dell’Hodl – cioè quella di non vendere, da un errato spell della parola inglese “hold”, i propri bitcoin ma tenerli ad oltranza e spendere nel frattempo la moneta fiat – e che propongono come metodologia alternativa quella di spendere e rimpiazzare i propri satoshi.

Il razionale di queste persone, di solito, è che non spendendo bitcoin non si sta facendo nulla per incentivare l’utilizzo del network di pagamento ma anzi si starebbe incentivando quello “nemico” fiat e che si starebbe soltanto attendendo che gli altri – cioè quelli che li spendono – facciano il lavoro. Questa visione è secondo me quantomeno parziale e in parte fallace e proverò a dimostrarlo di seguito.

 

Definizione del contesto

Come prima cosa, vale la pena chiarire i termini e il contesto in cui si pone la questione: per il fatto stesso che ci si pone il dubbio tra le due cose, è evidente che l’unica situazione in cui ci si possa trovare sia quella in cui l’acquirente possegga sia fiat che bitcoin e in cui il venditore accetti a sua volta entrambe le opzioni – altrimenti il problema nemmeno si porrebbe.
I due scenari sono quindi i seguenti:

  • Scenario Hodl: l’acquirente decide di spendere fiat e di tenere i propri satoshi
  • Scenario Spend & Replace: l’acquirente decide di utilizzare satoshi per pagare il bene/servizio e di riacquistarli successivamente tramite una transazione fiat

Potere d’acquisto

Analizziamo in primis gli effetti dei due scenari sul potere d’acquisto di bitcoin rispetto a quello fiat, dato che questo è il parametro indubbiamente più rilevante per stimolare l’adozione e rafforzare il significato di riserva di valore di bitcoin. In entrambi questi scenari, è chiaro che l’acquirente deterrà lo stesso ammontare di satoshi, il che significa che non ha un effetto netto sul potere d’acquisto di bitcoin – se ad esempio l’acquirente li spendesse senza rimpiazzarli, invece, l’effetto economico sarebbe di sfavorirne il potere d’acquisto, visto che li si starebbe vendendo in cambio di un bene o servizio invece di vendere fiat.

Cosa dire invece del venditore? Possiamo davvero assumere che nello scenario “Spend & Replace” il suo stack di satoshi aumenterebbe della cifra corrispondente? Sebbene sia una possibilità in caso ad esempio di pigrizia del negoziante, ritengo sia un’assunzione molto debole, dato che la decisione su quanto allocare in fiat e quanto in bitcoin – visto che il “replace” è possibile anche per il venditore e in entrambe le direzioni – è razionalmente indipendente dalla valuta in cui si ricevono i pagamenti.

Se invece non fosse una scelta razionale – oltre ad essere per definizione quindi imprevedibile – staremmo parlando comunque di mani molto poco “affidabili” e probabilmente pronte a vendere al primo spauracchio. L’effetto netto in termini di potere d’acquisto ne risulta quindi decisamente trascurabile, con un sostanziale pareggio tra le due opzioni

Effetto Network

Il fattore che maggiormente è avvantaggiato nello scenario “Spend & Replace” è sicuramente l’effetto network, inteso come il beneficio dato dal pagare il bene/servizio in bitcoin per incentivarne l’adozione.

Non voglio negare che questo effetto esista, ma per il fatto che l’unico scenario in cui la scelta tra “Hodl” e “Spend & Replace”, come detto, sia quello in cui la scelta tra spendere in satoshi e fiat sia effettivamente già presente, credo che questo sia sopravvalutato, soprattutto quando lo si fa passare come il vero aspetto determinante per l’adozione.

Il grosso dell’effetto network, secondo il mio modesto parere, non è dato dal pagare in bitcoin chi già li accetta – seppure lo ritenga io stesso utile in tal senso – ma nel convincere nuove attività ad accettarlo. In questa prospettiva, non si può sottovalutare l’effetto dell’azione e del meme “Hodl” nell’affermare bitcoin come riserva di valore nel lungo periodo, indubbiamente il principale fattore nell’incentivare qualcuno a voler possedere, e quindi accettare, bitcoin.

Costi

E’ evidente che, nel contesto di tale scelta, gli incentivi individuali, come in tutto il protocollo Bitcoin, siano fondamentali e non possano essere ignorati. E’ quindi interessante provare a capire quali sono gli effetti delle due scelte sui costi totali di transazione.

Sebbene sia vero che utilizzando Lightning Network le fee siano risibili, è altrettanto vero che per la parte “Replace” – sia dalla parte dell’acquirente che del venditore – una soluzione che vada a tutelare minimamente la privacy prevede un costo di almeno il 2%. Possiamo quindi analizzare i costi nelle due diverse situazioni in cui ci troviamo a seconda di ciò che il venditore vuole detenere:

  • Possibilità 1: Il venditore, indipendentemente dal mezzo di pagamento, vuole detenere fiat:
    • Costi dello scenario “Hodl”: nessun costo aggiuntivo (quello eventuale di transazione fiat sarebbe già incluso nel prezzo del bene/servizio che dobbiamo assumere uguale nei due scenari per consistenza, vedi nota 1 in fondo all’articolo).
    • Costi dello scenario “Spend & Replace”: 2% per il “replace” lato acquirente + 2% (o la corrispettiva fee di conversione da satoshi in fiat) di quello lato venditore.
  • Possibilità 2: Il venditore, indipendentemente dal mezzo di pagamento, vuole detenere satoshi:
    • Costi dello scenario “Hodl”: 2% per la conversione da fiat a sats per il venditore
    • Costi dello scenario “Spend & Replace”: 2% per il “replace” lato acquirente

Come si può vedere, guardando i costi aggregati, il risultato è il medesimo nell’ipotesi in cui il venditore tenga i satoshi, vantaggioso per lo scenario “Hodl” altrimenti. Lo scenario Spend & Replace non ha quindi nessun vantaggio – e anzi può essere peggio – in quanto a costi.

 

Privacy

Una delle value proposition fondamentali di Bitcoin e della filosofia cypherpunk è quella di permettere lo scambio di valore mantenendo il più possibile la privacy – sebbene questo richieda delle azioni preventive individuali.

Ogni transazione, però, indipendentemente dal mezzo, comporta un’inevitabile perdita di privacy verso qualcuno. Diverse soluzioni hanno diversi gradi di perdita di anonimità. Per entrambe le soluzioni (transazione fiat e bitcoin), per poter effettuare un confronto equo, assumeremo venga utilizzato il mezzo con miglior privacy possibile. Avremo quindi:

  • Pagamento fiat: il pagamento di un bene/servizio lo assumeremo effettuato in contanti in quanto è ancora la migliore opzione in assoluto in termini di privacy; siccome è praticamente impossibile convertire in satoshi senza usare un bonifico o un pagamento che riveli ad un’ente terzo l’entità e la destinazione del pagamento, la conversione la assumeremo avvenire tramite pagamento elettronico, il peggiore in assoluto in questo senso.
  • Pagamento bitcoin: il pagamento di un bene/servizio lo assumeremo effettuato usando Lightning Network, tramite cui si ha una privacy peggiore del contante ma decisamente migliore di un bonifico. Nella conversione in fiat, essendo di solito cumulativa di più transazioni in entrata e quindi di un’entità maggiore rispetto al pagamento singolo, potrebbe essere più verosimile assumere una transazione on-chain con privacy un po’ peggiore di lightning, ma in entrambi i casi si tratta di una soluzione sempre migliore del pagamento elettronico fiat dal punto di vista di un bitcoiner

 

Analizziamo ora gli effetti sulla privacy delle possibilità elencate sopra:

  • Possibilità 1: Il venditore, indipendentemente dal mezzo di pagamento, vuole detenere fiat:
    • Transazioni nello scenario “Hodl”: una transazione in contanti
    • Transazioni nello scenario “Spend & Replace”: una transazione LN da acquirente a venditore + una transazione di Replace dell’acquirente (pagamento elettronico fiat) + una transazione di conversione da satoshi a fiat del venditore (pagamento on-chain/LN)
  • Possibilità 2: Il venditore, indipendentemente dal mezzo di pagamento, vuole detenere satoshi:
    • Transazioni nello scenario “Hodl”: una transazione in contanti + una transazione di conversione da fiat a satoshi del venditore (pagamento elettronico fiat)
    • Transazioni nello scenario “Spend & Replace”: una transazione LN da acquirente a venditore + una transazione di Replace dell’acquirente (pagamento elettronico fiat)

Nella possibilità 1, lo scenario “Spend & Replace” si comporta decisamente peggio in termini di privacy, nella 2 solo leggermente – ma possiamo assumere siano sostanzialmente equivalenti.
Anche in questo ambito, l’Hodl non sembra essere una così pessima idea.

 

Conclusione

Come sappiamo, Bitcoin è regolato dagli incentivi individuali e la scelta di spenderli o meno deve essere giocoforza analizzata alla luce di questi. Guardando ai vari fattori, sebbene sia impossibile tracciare un vincitore matematico ed oggettivo, risulta abbastanza evidente che l’affermazione secondo cui lo “Spend & Replace” sia ovviamente la scelta più sensata per favorire l’adozione sia quantomeno discutibile.

Questo implica anche la necessità di alleviare la recente demonizzazione della pratica dell’Hodl: mantenere i propri satoshi saldi, specie in tempi turbolenti, è lungi dall’essere una scelta passiva ed attendista.

Hodlare significa decidere ogni giorno di tenere i propri satoshi, una scelta consapevole che aiuta il network e indebolisce il nemico fiat quanto lo è cercare di incentivare l’effetto network spendendoli.

Ogni individuo decide lecitamente quale sia la modalità migliore a seconda della propria situazione e della condizione di contorno, ma definire lo scenario “Hodl” come puramente derivato da incentivi individuali – cosa su cui tra l’altro bitcoin è fondato e quindi non condannabile anche fosse vero – mentre lo “Spend & Replace” come atto altruistico per incentivare l’adozione in assoluto dipinge una visione limitata e parziale della realtà.

Invece di focalizzarci su queste diatribe, dovremmo secondo me continuare a lavorare, come molti stanno già facendo, verso la transizione dalla Legge di Gresham a quella di Thiers, in cui possederemo e/o accetteremo soltanto i nostri amati satoshi.

 

NOTA 1. Le condizioni a contorno, come ad esempio il prezzo in fiat e in satoshi, devono essere le stesse per poter effettuare un confronto consistente. Le casistiche di sconti per pagamenti in satoshi non possono che essere escluse da questo ragionamento per lo stesso motivo, dato che gli incentivi individuali sarebbero alterati. Ho inoltre ipotizzato si tratti di spese limitate, di tutti i giorni. Nel caso invece di grossissime spese il costo della transazione fiat non sarebbe più trascurabile rispetto a quello di una transazione on-chain, ma credo sia lo scenario di gran lunga meno frequente dei due.

 

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Manuel Gatti

Appassionato di Bitcoin, filosofia libertaria ed economia austriaca.

Autore newsletter Orange Is The New Cash e co-host Libertucce show su Radio Liberland

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