OTEC E BITCOIN: UNA SFIDA INNOVATIVA

da | Nov 18, 2023

 

Oggi, nel settore energetico, esistono molteplici risorse di energia rinnovabile presenti in natura, costantemente a disposizione e inesauribili.

Attualmente le principali fonti di energia rinnovabili sono l’energia solare, l’energia eolica, l’energia idroelettrica, l’energia geotermica, l’energia delle biomasse e l’energia marina.

Tra tutte le fonti di energia rinnovabili, ne esiste una, meno conosciuta, concepita nel 1881, che potrebbe tornare in voga grazie al processo di mining di bitcoin. Stiamo parlando dell’energia generata dall’oceano, più precisamente l’energia talassotermica, derivante dal calore del sole.

Gli oceani coprono oltre il 70% della superficie terrestre, rendendoli i più grandi “pannelli solari” del mondo. Il calore del sole riscalda le acque superficiali molto più delle acque in profondità e questa differenza di temperatura può essere sfruttata per creare energia.

La tecnologia OTEC, cioè Ocean Thermal Energy Conversion, in italiano conversione dell’energia termica oceanica, fornisce una fonte di energia pulita e rinnovabile in maniera costante durante tutto l’anno.

Questo tipo di energia sfrutta la differenza di temperature tra la parte più profonda dell’oceano, cioè le acque più fredde, che non superano i 6-7°C, e le acque più calde, meno profonde, che possono raggiungere i 25-28°C, per alimentare un generatore elettrico che produce energia sotto forma di corrente elettrica. Maggiore è la differenza di temperatura, maggiore è il potenziale per la produzione di energia.

Impianti che sfruttano questo principio esistono già da diverso tempo, ma il loro punto debole è sempre stato il fatto di non essere mai stati profittevoli. Producendo una grande quantità di energia elettrica, il risultato finale è quello di non riuscire a vendere tutta la corrente prodotta, che finisce per essere sprecata.

Inoltre, il costo iniziale per costruire questo tipo di strutture è molto elevato.

Un esempio di impianto che sfrutta l’energia talassotermica si trova alle Hawaii. L’impianto OTEC della Makai Ocean Engineering presso il Natural Energy Laboratory of Hawaii Authority (NELHA) è stato inaugurato il 21 agosto 2015. Ha una potenza di 100 kWp, sufficiente a soddisfare le esigenze di un centinaio di abitazioni.

 

OTEC: il funzionamento

L’OTEC è una tecnologia energetica pulita e sostenibile che sfrutta la differenza di temperatura tra l’acqua calda in superficie dell’oceano e l’acqua fredda in profondità, per generare elettricità. Il processo è simile a quello di una centrale termoelettrica a vapore e coinvolge i seguenti passaggi:

  1. Acqua calda in superficie: l’acqua calda in superficie viene utilizzata per vaporizzare un fluido di lavoro (solitamente ammoniaca);
  2. Vaporizzazione: il fluido di lavoro si vaporizza quando entra in contatto con l’acqua calda in superficie, creando vapore ad alta pressione;
  3. Conversione dell’energia: il vapore ad alta pressione viene poi utilizzato per azionare una turbina collegata a un generatore elettrico (alternatore) che produce corrente elettrica;
  4. Acqua fredda in profondità: dopo esser passato attraverso la turbina, il vapore viene condensato, utilizzando l’acqua fredda dell’oceano, tornando così allo stato liquido;
  5. Ciclo di ritorno: il fluido di lavoro condensato viene quindi riportato nell’acqua calda in superficie per avviare nuovamente il ciclo.

 

 

I vantaggi dell’OTEC

L’OTEC ha diversi vantaggi come fonte di energia rinnovabile:

  1. Sostenibilità: i sistemi OTEC possono funzionare in modo continuo finché esiste una differenza di temperatura tra l’acqua in superficie e quella in profondità, rendendolo una fonte di energia affidabile e costante;
  2. Emissioni minime di gas serra: l’OTEC produce emissioni molto basse di gas serra, il che lo rende ecologico;
  3. Diversificazione energetica: l’OTEC riduce la dipendenza dai combustibili fossili;
  4. Potenziale per altri usi: oltre alla generazione di energia elettrica, la tecnologia OTEC può essere utilizzata anche per la desalinizzazione dell’acqua, l’acquacoltura e il condizionamento dell’aria.

 

 

Il legame tra OTEC e Bitcoin

Negli ultimi anni, alcune aziende, come ad esempio Blockchain Solutions Hawaii e OceanBit Energy hanno iniziato a esplorare la possibile sinergia tra la tecnologia OTEC e il mining di bitcoin.

Il mining di bitcoin è un processo notoriamente energivoro.

Dati questi presupposti, alcuni imprenditori hanno pensato che il mining di bitcoin potesse assumere il ruolo di acquirente di corrente elettrica di ultima istanza per questo genere di impianti.

Difatti, gli ASIC, i macchinari per fare mining di bitcoin, si collegano direttamente a qualsiasi fonte di energia, in qualsiasi luogo, anche il più remoto.

Vediamo quali potrebbero essere i vantaggi di questo tipo di soluzione:

  1. Energia abbondante: l’OTEC può fornire una fonte di energia rinnovabile e costante che può essere utilizzata per le operazioni di mining di bitcoin. La sua capacità di generare energia 24/7 può garantire operazioni di mining ininterrotte;
  2. Profittabilità dell’impianto OTEC: grazie al mining di bitcoin che assume il ruolo di acquirente di corrente elettrica di ultima istanza, l’azienda che si occupa dell’impianto avrebbe sempre qualcuno a cui poter vendere l’energia elettrica prodotta;
  3. Mining sostenibile di bitcoin: integrando la tecnologia OTEC, i miner di bitcoin possono ridurre significativamente il loro impatto ambientale e la dipendenza dai combustibili fossili;
  4. Luoghi di mining remoti: la tecnologia OTEC è particolarmente interessante per creare postazioni di mining remote vicino all’oceano, dove l’accesso alle fonti di energia tradizionali potrebbe essere limitato.

 

otec e bitcoin mining

 

 

Sfide e considerazioni

Nonostante l’integrazione del mining di bitcoin con la tecnologia OTEC offra dei risultati interessanti, comporta anche alcune sfide da risolvere:

  1. Elevati investimenti iniziali: la tecnologia OTEC richiede un significativo investimento iniziale, il che potrebbe scoraggiare potenziali investitori;
  2. Complessità tecnica: implementare la tecnologia OTEC per il mining di bitcoin richiede competenze sia nel settore energetico che in ambito Bitcoin;
  3. Limitazioni geografiche: la tecnologia OTEC è realizzabile nelle località con una differenza di temperatura adatta tra l’acqua in superficie e quella in profondità (almeno 20°C di differenza).

 

 

Conclusione

L’integrazione del mining di bitcoin in impianti OTEC renderebbe profittevole per la prima volta nella storia una tecnologia che esiste da quasi 150 anni e che non si è mai diffusa su larga scala.

Un impiego esteso di questa tecnologia potrebbe portare a una significativa riduzione dei costi, tanto da rendere queste centrali convenienti, specie nelle piccole isole del Pacifico e della fascia tropicale.

Inoltre, l’esplorazione della tecnologia OTEC come fonte di energia per il mining di bitcoin rappresenta uno sviluppo affascinante nel mondo delle energie rinnovabili.

 

 

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DAVIDE COLTRO

Appassionato di Bitcoin, Linux e open source.

Autore del blog Bitcoin For Freedom

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