SENTINELLE AL CONTRARIO

da | Ago 5, 2023

 

In un recente sondaggio pubblicato da una nota testata giornalistica italiana si chiedeva agli intervistati di indicare chi fossero, secondo loro, i responsabili dell’inflazione, fornendo varie opzioni di risposta. Inspiegabilmente, mancava la sola e unica causa di questo fenomeno. Cogliamo l’occasione per considerare brevemente il ruolo della (dis)informazione di massa da parte dei media mainstream, in questo caso sul sistema monetario.

 

PARTECIPAZIONE AL SONDAGGIO

 

Partiamo dal sondaggio in questione, disponibile sul sito stesso della testata.

 

Questa iniziativa mirava a chiedere agli italiani chi siano, a detta loro, i responsabili del forte aumento dei prezzi di beni e servizi dell’ultimo periodo. Mettiamoci nei panni di un povero malcapitato, al quale viene sottoposta la questione da parte dell’improbabile sondaggista di turno.

  • «Speculatori finanziari» Beh, questa opzione non c’entra nulla con l’inflazione. Ma proprio nulla. Tutti noi siamo speculatori. Tutti noi facciamo i nostri conti in tasca, sia ad esempio quando vogliamo ottimizzare le risorse della nostra impresa, sia quando pianifichiamo qualche investimento, sia quando gestiamo le finanze della nostra famiglia o dei nostri risparmi privati. Chiunque è, nel suo piccolo, uno speculatore. Di cosa stiamo parlando?
  • «Imprese che hanno alzato troppo i prezzi» Questa è una castroneria. Le imprese si sono semplicemente dovute adattare all’aumento dei prezzi, se non volevano chiudere l’attività! Questa è una conseguenza, non certo la causa. Andiamo comunque avanti, ci sarà sicuramente un’opzione credibile per rispondere correttamente alla domanda sui responsabili dell’inflazione.
  • «Guerra in Ucraina» Non scherziamo. Nessun economista serio prenderebbe in considerazione una situazione per cui, non appena scoppia una guerra in paesi esteri (e addirittura fuori dall’Unione Europea), i prezzi di tutti i beni e servizi aumentano improvvisamente. Non vi è alcun rapporto di causa-effetto. Cerchiamo quindi altre opzioni.
  • «Prezzo del carburante» Ma davvero questa sarebbe un’opzione? Tutta l’economia europea ruoterebbe intorno al solo settore legato al carburante? Siamo chiaramente fuori strada.
  • «Scarsità di materie prime» Ma esattamente… Quali materie prime? Tutte le materie prime in un colpo solo? In modo generalizzato? Improvvisamente tutte sarebbero diminuite come quantità, scomparendo magicamente e diventando così scarse? Ci vuole solo un po’ di buon senso per rendere quasi surreale questa opzione proposta dai sondaggisti.
  • «Non so» Non ci sono altre possibilità? Quindi saremmo costretti a indicare come risposta uno degli ambiti che abbiamo già scartato sopra?

 

CONFONDERE LE IDEE

 

La causa dell’inflazione è una sola: la creazione di nuovo denaro dal nulla. Questo avviene sia direttamente da parte della Banca Centrale Europea, sia a seguito della pratica bancaria della riserva frazionaria, legalizzata dai governi e regolata dalla stessa BCE.

La colpa è chiaramente, in sostanza, della Banca Centrale Europea che stampa arbitrariamente nuovi soldi e li immette nell’economia. È successo nel 2020 e in misura spropositata con il pretesto dell’emergenza Covid-19, mediante lo strumento del Quantitative Easing. Ne avevamo già parlato in un altro articolo. I responsabili dell’inflazione sono chiaramente gli amministratori della BCE. Stiamo parlando, in ogni caso, di basi elementari di moneta ed economia.

Una testata giornalistica che si pone l’obiettivo (a parole) di rimanere neutrale, seria e professionale dovrebbe conoscere almeno le basi di queste dinamiche monetarie ed economiche. Nei patetici salotti in cui questi giornalisti ospitano esperti, ministri ed economisti vari, non si parla mai della causa radice dell’inflazione, ossia la Banca Centrale Europea.

Davvero incredibile la disinformazione di massa da parte del giornalismo italiano, oltre ogni limite. Nei fatti, le principali testate mainstream stanno occultando le cause e i veri responsabili di fenomeni sociali ed economici fortemente impattanti sulle nostre vite come l’inflazione. Non solo confondendo terribilmente le idee in merito, ma anche e soprattutto aizzando addirittura tra loro imprese, famiglie e risparmiatori, istigandoli ad additarsi l’uno con l’altro come responsabili delle proprie disgrazie sociali.

 

GIORNALISTI FIAT

 

I giornalisti oggi somigliano un po’ a delle sentinelle che, durante la ronda notturna di vigilanza nel quartiere, si imbattono in una rapina presso un’abitazione per mano di una ben nota banda criminale locale. Anziché ricostruire i fatti, descrivere l’accaduto ed informare correttamente tutti i residenti, come il loro ruolo dovrebbe richiedere, queste sentinelle chiedono ai passanti, mediante un fantomatico sondaggione cittadino, quali siano state secondo loro le cause di tale rapina, inserendo opzioni sconclusionate come qualcosa dei tipo: «strade dissestate», «mancanza di acqua», «avvistamento di qualche orso in montagna», «crisi climatica» (va sempre bene per tutte le salse) oppure come ultima opzione: «non so».

Il tutto – sia beninteso – senza mai citare minimamente la banda di criminali in questione circa la rapina appena avvenuta. Con questo sondaggio, stanno ricoprendo in un certo senso il ruolo del palo durante le rapine. Una sorta di sentinelle al contrario.

Il Giornalismo con la “g” maiuscola dovrebbe avere l’importante compito di effettuare indagini, condurre ricerche ed approfondimenti, ricostruire i fatti, porre domande scomode, ricercare la verità, dedurre le cause, descrivere le conseguenze, pubblicare evidenze e rendere informati e coscienti gli individui su tutti i temi che li riguardano, anche delicati e spinosi.

Un giornalista non deve certo interrogare in un sondaggio i lettori o i telespettatori su quali siano le cause di un fenomeno economico, quanto semmai il contrario: dovrebbero essere i giornalisti a individuare e ricostruire le cause, riportando poi il tutto ai lettori o ai telespettatori. In altri termini, un giornalista serio non dovrebbe affatto porre domande su chi siano i responsabili dell’inflazione: dovrebbe essere lui a fornire le risposte!

Non vi sono molti altri commenti da fare su questi emblematici e patetici sondaggi e, più in generale, sul ruolo decisivo e meditato dell’informazione mainstream nel confondere le idee alle persone, nascondendo le malefatte dei veri responsabili.

La verità è che stiamo parlando di giornalisti fiat, un termine eloquente ispirato al libro Il Fiat Standard e che sintetizza al meglio un intero sistema drogato fino al midollo da una moneta “facile” e corrotta (easy money) come l’euro, a maggior ragione nel settore dell’informazione.

Il consiglio è quello di spegnere la TV, di smettere di dare ascolto alle testate mainstream, cessando una volta per tutte di porre fiducia verso autorità, giornalisti o finti esperti.

E iniziare seriamente, soprattutto, a studiare Bitcoin.

VALERIO DALLA COSTA

Bitcoin Ambassador, educator e speaker. Founder di Villaggio Bitcoin, autore del libro Villaggio Bitcoin.

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