Villaggio Bitcoin



Settembre 24, 2022

LAURA, IL VALORE DI BITCOIN CRESCERÀ PER SEMPRE!

Il tema di questa analisi si ispira alla celebre esclamazione di Michael Saylor: “It’s going up forever Laura”, pronunciata durante un’intervista nella quale la giornalista pareva perplessa di fronte alle considerazioni del CEO di Microstrategy relative al valore di Bitcoin.

Questa esclamazione è tutt’altro che sensazionalistica e per essere compresa richiede una profonda conoscenza di svariati argomenti. Senza contesto (approfondimento) questa frase potrebbe apparire incomprensibile a chi non è abituato a guardare anche oltre agli schemi mentali in cui vive.

Facciamo quindi una scomposizione dell’affermazione in singoli temi semplici, definiamo i parametri, e analizziamo le implicazioni, possibilmente senza prerogative e con un grado di apertura mentale che lasci spazio a nuove conclusioni.

 

PREMESSA

Se la prima cosa che ti è venuta in mente leggendo il titolo di questo articolo è il valore espresso in euro (€) o dollari ($) di Bitcoin probabilmente con un’affermazione inglese direi: “You are missing the point”, e stai cercando di comprendere una tecnologia nuova guardandola attraverso le consuete lenti con cui sei abituato ad interpretare i temi economici, cercando di inquadrarla nel paradigma in cui vivi senza permetterti di metterlo in discussione.

 

IL VALORE

Prima di entrare nel vivo del tema proposto da questo titolo suggerisco di ragionare in modo estensivo sui vari significati del termine “valore” in quanto si tratta di un concetto che rischia di essere molto fuorviante se si fa riferimento solo al “prezzo” espresso in € o $.

Definizione: valóre s. m. [dal lat. tardo (in glosse) valor -oris, der. di valere: v. valere]. 2. a. Nell’economia politica classica, con riferimento a un bene, si distingue tra il v. d’uso, cioè la capacità del bene di soddisfare un bisogno, e il v. di scambio, la proprietà del bene di acquistare altri beni, cioè il suo «prezzo relativo»

Per prima cosa quindi ti chiedo di riflettere sul termine “valore” in quanto scavando appena sotto la superficie, dove si identifica “il valore” come il prezzo di un bene, ci si rende immediatamente conto che il valore non è universale ma è soggettivo (dipende dal contesto), relativo (dipende da cosa uso per misurarlo) e variabile nel tempo.

Senza perdersi in filosofie complesse immaginiamo un bicchiere d’acqua. Quando siamo a casa, questi ha un valore estremamente trascurabile che in modo asintotico tendente al valore di una frazione di bottiglia d’acqua assumendo che viviamo in una zona densamente urbanizzata. Tuttavia, cambiando poche condizioni al contorno, ed immaginando di trovarci in un territorio sperduto dopo una lunga camminata sotto il sole probabilmente, il medesimo bicchiere d’acqua assume un valore per noi completamente differente, pur avendo un costo di produzione identico al precedente bicchiere d’acqua al netto dei costi di trasporto nella zona in cui ci troviamo. Se in questa remota zona ci fosse quindi un venditore d’acqua che ha trasportato quel bicchiere nel momento in cui abbiamo bisogno, quale ritenete possa essere (per voi) il valore di quel bicchiere? Probabilmente se abbiamo veramente sete qualunque cosa il venditore ci chieda per remunerare il suo sforzo di aver reso disponibile un bicchiere d’acqua dove nessun altro offre questo servizio.

E in aggiunta, anche qui ho volutamente trascurato di quotare il valore di quel bicchiere in termini di euro o dollari (valuta FIAT). Infatti, se questa zona remota si trovasse in Italia, il venditore sarebbe vincolato ad accettare la valuta euro in corso legale per la vendita. Tuttavia, se tale zona remota si trovasse al di fuori dei confini dell’unione europea, quel venditore potrebbe non riconoscere il valore dell’euro e chiedere in cambio del suo servizio un’altra valuta fiat o un altro bene reale per lo scambio, per esempio 5 grammi di oro.

Estendendo ulteriormente, sappiamo tutti che l’unità di misura e il mezzo di scambio del “valore” nell’Unione Europea è la valuta in corso legale: l’euro. Tuttavia, tale valuta, pur rappresentando un comodo e diffuso mezzo di scambio tra i cittadini, rappresenta un povero strumento di “riserva di valore” (capacità di preservare nel tempo il proprio potere d’acquisto) poiché la quantità complessivamente in circolazione di tali unità, ovvero gli euro, non è fissa e può essere arbitrariamente cambiata a seconda delle varie ”emergenze del momento” stampando banconote fisiche o introducendo in modo digitale nuove unità nel sistema bancario “creando” così valore dal nulla. Ma attenzione: “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma…”. Quindi nella realtà semplicemente viene diluito il potere d’acquisto delle unità già presenti sul mercato andando a svalutarle. Fenomeno ben noto agli italiani con la vecchia Lira.

Quindi di fatto nessun valore è stato creato, ma è stato semplicemente sottratto alle unità già in circolazione per darlo a quelle “fresche di stampa”.

La quantità di euro in circolazione in particolare dal 2008 è cresciuta sempre più rapidamente, e con un certo ritardo solo ora cominciano a farsi sentire i pesanti effetti di un’inflazione a doppia cifra. Tutto ciò non è per nulla una sorpresa.

Ritornando al nostro bicchiere d’acqua, non è detto che tra un anno e l’altro il controvalore in euro richiesto dal venditore sia il medesimo, in quanto questi tenderà ad aumentare il prezzo per compensare la diluizione del potere d’acquisto della valuta in circolazione.

Ecco che con un semplice bicchiere d’acqua abbiamo visto che non è banale definirne universalmente il valore di un bene se non si conoscono le condizioni al contorno: Città VS Deserto (Posizione) e Europa VS Mondo (confini nazionali entro cui sono accettate le valute in corso legale), durata temporale considerata Giorni VS Anni, e così via…

Il valore quindi è variabile a seconda delle specifiche situazioni, relativo nella sua quantità dato che è possibile utilizzare differenti unità di misura per quantificarlo, e variabile nel tempo se l’unità di misura non è fissa ed immutabile.

 

L’ORO

Riprendendo l’esempio del bicchiere d’acqua, i 5 grammi di oro citati hanno un valore unitario determinato dal libero mercato. La quantità di queste unità in circolazione (grammi di oro), pur avendo un trend inflazionistico in quanto i minatori possono cercarne e produrne sempre di più, rappresenta una migliore riserva di valore in quanto questa inflazione storicamente si attesta tra l’1 e il 3% annuo (ovvero, ogni anno viene estratta una quantità di oro pari all’1-3% di tutto l’oro complessivamente già disponibile sotto forma di gioielli o lingotti)

Si tratta comunque di uno scenario migliore di quello rappresentato dalle valute che possono essere inflazionate con un “click” senza nessun costo, mentre per inflazionare l’oro è necessario compiere del lavoro e spendere energia nel processo di estrazione e raffinazione.

In aggiunta l’oro è considerato come un bene dotato di valore da quasi tutta l’umanità a differenza delle valute che hanno corso legale in territori ben definiti e a volte sono addirittura proibite/limitate in determinati altri territori (esempio il dollaro in Argentina o Turchia) come meccanismo di difesa del governo locale che emette tale valuta e vuole evitare che la popolazione cerchi rifugio dall’inflazione proteggendosi con una valuta estera.

Tuttavia, riguardo all’oro bisogna riconoscere che oggi non si configura come una pratica unità di conto (in quanto normalmente non vediamo beni prezzati in grammi di oro) né un pratico mezzo di scambio per il fatto che questi debba essere trasportato fisicamente ovunque si vada (con rischio di perdita, furti ecc..).

 

CRESCITA DI VALORE

Se quindi il mio sistema di riferimento, la mia unità di conto(o meglio, la mia unità di misura con cui cerco di determinare il valore di una cosa) si dilata nel tempo, come posso sapere esattamente se una cosa è aumentata di valore o no semplicemente guardando il fatto che i numeri che rappresentano quel sistema di riferimento sono aumentati?

Detto in parole semplici, se il mio appartamento che ho comprato 20 anni fa “valeva” 100.000 € e oggi ne vale 230.000 €, come faccio a sapere se è aumentato di valore o semplicemente se la mia unità di misura è stata inflazionata e quindi ho solo l’illusione che questo appartamento sia aumentato veramente di valore?

La risposta non è per nulla banale. Il paradigma in cui viviamo prevede che il valore di riferimento di tutti i beni sia determinato da valute fiat, e se non ci si prende il tempo per riflettere e fare un passo indietro per vedere questo sistema da una differente angolazione (o meglio, da una distanza maggiore) si corre il rischio di non farci caso e cadere in questo inganno.

Un semplice rimedio consiste nel cambiare il sistema di riferimento ed utilizzarne uno più stabile, affidabile e prevedibile. L’oro per l’appunto potrebbe fare il caso nostro in questa prima analisi in quanto ha un grado di inflazione annua tutto sommato contenuto e prevedibile nel tempo. Anziché prezzare la tua casa in valuta fiat potrebbe essere più ragionevole prezzarla in grammi di oro. Con questa semplice operazione (ovvero andando a valutare con quanti grammi di oro avresti potuto scambiare la tua casa nel momento in cui la l’hai acquistata e con quanti grammi di oro potresti scambiarla oggi) avrai un’idea più chiara di come è cambiato il valore del tuo appartamento in quanto il tasso di inflazione con il sistema riferimento oro è più contenuto, e non è arbitrariamente modificabile mediante l’iniezione di nuove unità create dal nulla.

Se questo concetto per quanto semplice viene compreso nel suo profondo, possiamo adesso apprezzare il fatto che un sistema di riferimento fisso e immutabile nel tempo ci consentirebbe di determinare il valore delle cose con un grado di precisione assoluto.

Proviamo a pensare all’introduzione del Sistema Metrico Internazionale. Questi non è altro che una convenzione tra esseri umani che si sono accordati su quale sia la lunghezza o meglio lo spazio rappresentato da un metro. La rappresentazione fisica del metro standard è conservata nei musei di Parigi ed è costituita da una lega di metalli con un bassissimo coefficiente di dilatazione al variare della temperatura proprio per la sua necessità di essere il più stabile possibile.

Come sarebbe possibile infatti costruire un ponte che richiede anni di lavoro se lo strumento con cui i costruttori misurano lo spazio varia nel tempo dilatandosi o contraendosi arbitrariamente?

Allo stesso modo com’è possibile per un libero mercato determinare il valore di un investimento che perdura negli anni e nei decenni con unità di misura che varia nel tempo in modo imprevedibile?

Visto che il denaro, o meglio il mezzo di scambio e l’unità di conto che utilizziamo rappresenta una componente così importante e critica nella nostra società, non sarebbe ideale che questa unità di misura fosse costante nel tempo, fissa ed immutabile?

 

LA TECNOLOGIA È DEFLAZIONISTICA

Se proviamo a definire cosa sia la tecnologia partendo dalla nostra esperienza quotidiana, credo che quasi tutti potremmo arrivare a definirla come la scienza del “fare sempre più con meno”.

Gli esseri umani da millenni concentrano i propri sforzi verso lo studio di nuovi sistemi per aumentare la quantità e qualità dei beni prodotti, riducendo il consumo di risorse.

Cito ad esempio, le innovazioni avvenute in campo agricolo dove partendo da lavorazioni svolte a mano si è continuamente incrementata la quantità di lavoro che una singola persona era in grado di svolgere in un giorno di lavoro grazie all’utilizzo dell’aratro. Tale produttività si è ulteriormente accresciuta alla produzione di mezzi meccanici sempre più complessi in grado di spingere ulteriormente in avanti l’automazione dalla produzione agricola richiedendo sempre meno tempo umano per quantità di bene prodotto.

Un altro esempio. Pensate al costo ed al tempo necessario per l’invio di un messaggio del testo quando l’unico mezzo per mandare un messaggio era per via fisica attraverso una lettera che doveva essere trasportata da un porta lettere a cavallo. E se il messaggio doveva andare da Londra a New York con quindi la necessità di attraversare l’oceano tramite una nave? Grazie allo sviluppo della tecnologia, con l’adozione del telegrafo tempi e costi per la trasmissione del medesimo messaggio si sono ridotti drasticamente, passando da settimane a ore. Facendo poi un salto ai giorni nostri con l’arrivo di Internet tempi e costi si sono azzerati. Oggi tutti possono comunicare da qualunque angolo del pianeta a costo zero.

Producendo macchine sempre più complesse (non destinate al consumo ma alla produzione) è possibile impiegare sempre meno attività umana in un determinato lavoro, liberando quindi “tempo” e risorse da dedicare ad altre attività produttive, spingendo in avanti lo sviluppo della civiltà.

Proviamo a pensare all’esigenza di consumo di pesce fresco di un villaggio e quantifichiamo in 100 kg la specifica richiesta. Se questa attività viene svolta a mani nude e ciascuno cattura 5 kg al giorno serviranno 20 pescatori. Se qualcuno invece dedica del tempo e delle risorse a costruire una canna da pesca e ne cattura 10 kg al giorno basteranno 10 pescatori. Se proseguendo qualcuno costruisce una piccola barca e una rete da pesca e ne cattura 20 kg al giorno basteranno 5 pescatori. Se successivamente grazie all’ulteriore sviluppo della tecnologia viene realizzata una barca a motore in grado di andare più a largo e catturare pesci di maggiore dimensione, probabilmente uno o due uomini saranno in grado di svolgere il compito per tutto il villaggio, lasciando che gli altri possano dedicarsi ad attività più produttive, per esempio coltivando campi o allevando bestiame.

Di conseguenza il mercato, o più in generale la produzione complessiva di quel villaggio composto da 20 persone, è cresciuto notevolmente in quanto partendo da una produzione di soli 100 kg di pesce, ora i medesi uomini sono in grado di produrre anche altri beni visto che gli uomini ora non necessari alla pesca si possono dedicare per esempio all’agricoltura e all’allevamento.

Immaginate ora che durante tutta questa evoluzione tecnologica sia sempre stata utilizzata una moneta la cui quantità in circolazione era fissa ed immutabile in quanto nessuno era in grado di produrne di più. Definiamo per questo esempio 100 monete disponibili per tutto il villaggio.

Se originariamente con una moneta era possibile comprare 1 kg di pesce, e ora la quantità di monete in circolazione è rimasta la medesima (o è decresciuta in quanto qualcuna è stata smarrita), essendoci più beni disponibili sul mercato con la medesima moneta è possibile comprare anche della verdura e della carne.

Se sul mercato sono disponibili sempre più beni e servizi è naturale che quella moneta sia in grado di acquistare una quantità sempre crescente di prodotti, aumentando continuamente il proprio valore mano a mano la tecnologia avanza ed è possibile produrre sempre più beni e servizi impegnando sempre meno persone nella produzione.

Questo esempio molto semplice penso possa mettere tutti d’accordo nell’affermare che la tecnologia è necessariamente deflazionistica, e di conseguenza se l’unità di conto che misura il valore in un mercato è fissa ed immutabile, questa continuerà a crescere di valore, per sempre.

Oggi sembra consolidato ritenere normale e quasi salutare un’inflazione annua di circa 2%, come se si tratti di una “prescrizione medica” che fa bene all’economia. In senso esteso questo assunto economico fa riferimento al fatto che: ”essendovi una crescente richiesta di beni e servizi è normale che i prezzi salgono in quanto rispecchiano un’economia dinamica ed in espansione”.

In realtà ritengo sia vero esattamente l’opposto, e molto probabilmente se ci pensi un attimo dovrebbe essere più che naturale. Dato che l’ingegno umano trova sempre nuovi modi di produrre beni e servizi di qualità/funzionalità maggiore con un consumo di risorse inferiore, perché il loro “prezzo” non dovrebbe calare?

Con un’unità di misura fissa e immutabile, visto il continuo progredire la tecnologia, è sempre possibile ottenere più beni e servizi per ciascuna unità, a differenza di un’unità di misura che si espande nel tempo e che quindi riduce il proprio potere di acquisto a parità di unità.

 

LA POLITICA MONETARIA DI BITCOIN

La tecnologia sottesa a Bitcoin consente di avere una politica monetaria già prestabilita e fissata nel tempo dove oggi sono in circolazione sul mercato poco più di 19 milioni di bitcoin. La produzione, o meglio il rilascio sul mercato di nuove unità, è costante nel tempo e attualmente pari a 6,25 bitcoin ogni 10 minuti. Questa produzione si dimezza ogni quattro anni in modo completamente asettico rispetto a quale sia il valore di un bitcoin. Nel 2140 quando la produzione si sarà azzerata ci saranno in circolazione un massimo di 21 milioni di bitcoin, non un satoshi di più.

Per analogia al mondo fisico, pensare ad un bitcoin equivale a pensare ad una tonnellata di oro, quindi per gli usi comuni si fa di consueto riferimento ad unità di misura più piccola, il satoshi, così come per l’oro comunemente parliamo di grammi e non di tonnellate.

1 bitcoin = 100.000.000 satoshi

Oggi l’inflazione di questo sistema di riferimento (Bitcoin) è pari a circa il 2% annuo, analogo a quello dell’oro, ma nel 2024 per via del meccanismo sopra descritto questi si ridurrà a circa l’1%, e così via ogni quattro anni.

Viene facile immaginare che nell’arco di qualche decennio per i fini pratici questo sarà un sistema di riferimento assoluto, l’unico asset la cui produzione e quantità finale disponibile è completamente inelastica rispetto al valore. A differenza di qualsiasi altro bene, dove se il prezzo sale i produttori sono più incentivati a produrlo innondando il mercato fino a sopprimerne il prezzo, la quantità annualmente prodotta di Bitcoin è già definita e immutabile, così come sarà la quantità massima disponibile in circolazione nel 2140 circa con 21 milioni di bitcoin.

 

VOLATILITA’

Qui viene la parte in cui quasi tutti inizialmente cadono in errore, ponendosi la domanda dalla prospettiva sbagliata: “com’è possibile misurare il valore di una cosa utilizzando bitcoin come sistema di riferimento se la volatilità del prezzo di bitcoin denominato in euro/dollari è così elevata?”

La risposta che voglio dare parte con una battuta ironica: “se il tuo orizzonte temporale nei confronti di questo asset emergente è pari all’orizzonte temporale che sta tra il pranzo e la cena, beh mi sembra evidente che qualsiasi cosa scriva non ti darà una risposta soddisfacente”.

Evidentemente Bitcoin è un asset emergente in quanto nasce solo dal 2009 ed è in piena fase di monetizzazione, e quindi più che con un’affermazione ti lascio con una domanda: come potrebbe un asset emergente monetizzarsi e quindi crescere di valore se non avesse volatilità (verso l’alto)?

La strepitosa volatilità verso l’alto che sta avendo con costanza Bitcoin dalla sua origine, in sintesi monetizzazione dell’asset, è legata al grado di adozione di questa tecnologia, direttamente correla alla quantità di valore che ciascuno di noi riversa in questo asset.

Un grafico esplicativo di questa monetizzazione espresso in valuta fiat è per definizione non preciso per il grado di inflazione delle valute nel tempo, tuttavia può essere utile mostrarlo. Questo grafico (riferimento alla linea nera in grassetto) presenta il prezzo di bitcoin espresso in dollari mediato sui prezzi dei quattro anni precedenti, e rappresenta quindi l’andamento del prezzo che hanno sperimentato persone che lo adottano con un orizzonte temporale di quattro anni. Si tratta di un orizzonte temporale sicuramente breve nel mondo degli investimenti, ma sicuramente un po’ più lungo rispetto a quello di persone la cui lungimiranza spazia tra il pranzo e la cena.

Ti lascio con una domanda: “riesci a vedere volatilità verso il basso?” Immagino che questo grafico apra la tua mente ad una prospettiva differente rispetto al consueto sali e scendi che sicuramente avrai visto appena apri qualsiasi sito con le quotazioni espresse in euro.

In particolare ci tengo a precisare che cercare di comprendere il valore di bitcoin guardando il grafico sopra vuol dire farlo dalla prospettiva sbagliata, anche se mi rendo conto fa pienamente parte del paradigma in cui viviamo dove tutti i beni vengono prezzati in valuta fiat.

Quel grafico è infatti BTC/USD, dove il denominatore determina l’unità di misura con cui stiamo prezzando un bene. Facile cogliere l’ironia di prezzare un bene scarso e finito con un’unità di misura che si dilata, oggettivamente ha poco significato.

Utilizzereste mai un elastico con delle tacchette numerate per misurare le dimensioni di qualsiasi oggetto?

Il cambio di prospettiva di cui parlavo all’inizio di questa analisi consiste nel considerare bitcoin come metro di misura fisso ed immutabile, e di conseguenza questi deve essere necessariamente al denominatore, non al numeratore.

Il seguente grafico riporta quindi il valore dei dollari misurato in bitcoin (più precisamente satoshi, l’unità più piccola di bitcoin). Si vede l’attuale trend di monetizzazione di bitcoin, dove sono necessari sempre meno satoshi per comprare un dollaro, al momento circa 5.000 satoshi per ciascun dollaro.

In sintesi il valore del dollaro stà rapidamente crollando nei confronti di bitcoin.

E così via per qualsiasi bene.

Ormai avrai iniziato a cogliere il fatto che la vita per un Bitcoiner è deflazionistica, ovvero comprare beni e servizi richiede una quantità sempre minore di questa unità di misura.

Ti lascio con un esempio divertente che esprime questo concetto, da cui poi si estrapola la regola generale del mettere bitcoin a denominatore, e quindi utilizzarlo come metro standard per prezzare tutto ciò che ci circonda.

Qui sotto è espresso il costo di un iPhone nel tempo (susseguirsi di nuovi modelli). Espressi in valuta fiat i prezzi sarebbero sempre crescenti, ma espressi in bitcon sono in costante discesa, sia per via di fatto che siamo in piena attività di monetizzazione (ovvero crescita del valore complessivamente riposto dalle singole persone in Bitcoin e aumento del numero di persone che lo adottano come bene rifugio) sia per via del fatto che si tratta di un asset finito con un tetto massimo di 21 milioni di bitcoin.

 

 

Non posso prevedere il futuro estrapolando scenari dal trend presente, si tratterebbe solo di supposizioni.

Tuttavia se i ragionamenti espressi in questa analisi sono veri e continueranno ad esserlo, la direzione del trend è chiara e tracciata.

 

CONCLUSIONI

Se tu potessi vivere all’infinito e non avessi bisogno di nulla, nulla avrebbe valore per te in quanto potresti sempre rimandare l’agire al giorno seguente.” Knut Svanholm

Il tempo limitato che abbiamo a diposizione con le nostre vite è il presupposto che dà valore a tutto ciò che ci circonda, in quanto è scarso per la nostra natura.

Se quindi deciderai di adottare un’unità di misura fissa ed immutabile con cui prezzare tutte le cose che ci circondano, e se questa unità di misura è scarsa come il tempo che hai a disposizione e nessuno è in grado di inflazionarla, se tutto quanto sopra è vero, allora beh…

 

 

“Laura, il valore di Bitcoin crescerà per sempre!”

MATEUSZ RIVA – Bitcoiner

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