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	<title>Energia e Ambiente - Villaggio Bitcoin</title>
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	<description>Riprendi il controllo del tuo futuro</description>
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	<title>Energia e Ambiente - Villaggio Bitcoin</title>
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	<item>
		<title>SOFTWAR #4 &#8211; Gli albori di un nuovo Protocollo</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/17/softwar-4-gli-albori-di-un-nuovo-protocollo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mateusz Riva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Feb 2024 14:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h5></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quarto e ultimo articolo della miniserie <em>SOFTWAR: UN NUOVO PROTOCOLLO</em>, a cura di <a href="https://twitter.com/mateuszriva">Mateusz Riva</a>.</strong></p>
<p><strong>Un’analisi di alcuni temi (ancora) poco dibattuti all’interno della comunità di bitcoiner: la sicurezza fisica, il ruolo fondamentale che ricopre la “proiezione di potenza” (intesa come imposizione di forza da un soggetto ad un altro), il ruolo delle guerre nella nostra società e di come tecnologie basate sulla POW (Proof of Work) come Bitcoin si inseriscano in questo contesto.</strong></p>
<p><strong>Leggi qui il primo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-un-nuovo-protocollo-1/">SOFTWAR #1 &#8211; Un nuovo Protocollo</a><br /></strong></p>
<p><strong>Leggi qui il secondo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale-2/">SOFTWAR #2 &#8211; Il dominio nel mondo digitale</a><br /></strong></p>
<p><strong>Leggi qui il terzo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/03/softwar-3-guerre-digitali/" target="_blank" rel="noopener">SOFTWAR #3 &#8211; Guerre digitali</a><br /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>UN CAMBIO DI PARADIGMA<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo visto nell’articolo precedente che, con l’introduzione della tecnologia Bitcoin, abbiamo ora una sorta di “Bits di informazioni finanziarie” che esistono solo nel mondo digitale e che derivano dalla trasformazione di energia elettrica prodotta nel mondo fisico dando vita, nei fatti, a un nuovo tipo di Protocollo.</p>
<p>Quello finanziario è in effetti un plausibile utilizzo di questi Bits sicuri e affidabili, ma non limitiamoci a solo questo aspetto. Ricordiamo <strong>per analogia il protocollo TCP/IP</strong> che veniva inizialmente utilizzato per l’invio di messaggi di testo e che venne denominato ARPA-Net. Con il passare del tempo, l’adozione e i sempre nuovi casi d’uso inizialmente non prevedibili ci si è resi conto che era meglio rinominarlo in modo più generico: Internet.</p>
<p>Immaginate di tornare indietro nel tempo e spiegare cosa è Internet oggi a chi nei centri di ricerca effettuava i primi scambi di messaggi di testo tra quei pochi punti connessi che si contavano su una mano.</p>
<p>E se allo stesso modo Bit-Coin (ovvero l’utilizzo finanziario) fosse solo il primo applicativo che siamo stati in grado di concepire per questo protocollo? Forse meglio evitare la <strong>presunzione di attribuire un unico scopo</strong> a questa tecnologia, lasciando che con il passare del tempo si estenda a tutti gli usi che applicazioni future ci consentiranno di sfruttare e valorizzare.</p>
<p>Forse davvero il termine più corretto e generico per indicare questo protocollo potrebbe essere <em>Bit-Power</em> visto che non fa altro che convertire energia elettrica in Bits, <strong>trasformando Watt del mondo fisico in informazione del mondo digitale</strong> e trasmettendoli istantaneamente attraverso internet.</p>
<p>In ogni caso, indipendente dal nome, se questa tesi è corretta riferendoci solo alla funzione Bit-Coin, quindi alla sola valorizzazione dal punto di vista finanziario di questi bits estremamente sicuri e affidabili, l’intero protocollo potrebbe essere <strong>ordini di grandezza sottostimato nell’impatto che può avere sulla società</strong>, in particolare se si guarda allo sviluppo futuro dove la presenza digitale è sempre maggiore e la protezione e il controllo dei dati è di fondamentale importanza.</p>
<p>Questo protocollo potrebbe quindi essere molto più importante che solo Bit-Coin, che “solo” (passatemi il termine) un “<em>electronic cash system</em>” in quanto potrebbe <strong>trasformare il modo in cui l’umanità si organizza</strong>, fa affari e combatte guerre per il controllo delle risorse.</p>
<p>Ad un certo punto della storia, gli esseri umani hanno iniziato a collaborare in numeri sempre più grandi, che trascendevano quelli degli abitanti di un singolo villaggio dove quindi non era più possibile conoscere di persona tutti i membri di questa comunità estesa: maggiore era il numero delle persone, maggiore era la differenziazione dei lavori che era possibile avere in quel gruppo, maggiore era il numero di idee ed innovazioni che potevano avvenire e che facevano avanzare l’intera civiltà.</p>
<p>Per accelerare ulteriormente il progresso tecnologico, potrebbe quindi essere interessante aumentare il grado di cooperazione a livello planetario rafforzando le motivazioni che spinsero i primi esseri umani a cooperare su scala sempre più ampia. Sebbene vi sia bisogno di molteplici fattori per cui ciò avvenga, uno in particolare balza subito all’occhio come condizione indispensabile: la presenza di un sistema di credenze condiviso che consenta di superare l’ostacolo del non conoscere personalmente tutti i membri della comunità.</p>
<p>Bitcoin potrebbe essere l’inizio di un sistema planetario che trascende i confini fisici delle nazioni e gli interessi locali e che consente lo <strong>scambio di valore di beni e servizi in modo egalitario</strong>, dove chi produce valore è premiato in modo meritocratico, senza che nessuno possa derubarlo del frutto del proprio lavoro.</p>
<p>Durante lo scambio di messaggi di testo mediante questo protocollo o, detta diversamente, durante una transazione a cui viene attribuito un determinato valore economico, una fee viene ceduta a chi converte energia elettrica in bits <strong>proteggendo l’intero sistema</strong> garantendone l’indipendenza, imparzialità, trasparenza, e la sicurezza.</p>
<p><u>Potremmo anche immaginare questi convertitori di energia elettrica in bits l’equivalente dell’esercito che protegge i confini nazionali. Essi pur non conoscendosi tra di loro operano mediante un sistema di credenze condiviso (protocollo), possono risiedere in qualsiasi parte della terra ove vi sia energia non sfruttata. Siccome l’energia è presente ovunque in varie forme (sole, vento, fonti fossili, nucleare, ecc.), tale sistema è egalitario e consente a chiunque voglia proteggere il protocollo di “combattere” essendo remunerato per il proprio servizio.</u></p>
<p>Se quindi abbiamo scoperto un nuovo fondamento su cui Internet può appoggiarsi trovando un punto di contatto con il mondo fisico, che consente la costruzione di barriere digitali di energia fisica che non possono essere abbattute da una combinazione hacker ma che, come nel mondo fisico, richiedono l’impiego di immani quantità di energia per far breccia in quel muro, ovviamente… il primo utilizzo che possiamo farne è quello di proteggere le nostre informazioni finanziarie, utilizzandolo (provvisoriamente) solo come “Coin”.</p>
<p>Per questo motivo bandire il mining di Bitcoin potrebbe quindi essere un <strong>errore strategico a livello di sicurezza nazionale</strong>, come fece l’impero Cinese circa 500 anni fa quando bruciò letteralmente la propria flotta di navi militari al fine di “non turbare” lo status quo dell’equilibrio di poteri che si era stabilito, di fatto auto lesionandosi.</p>
<p>L’equivalente potrebbe essere quello della <strong>classe dirigente finanziaria attuale</strong>, che per paura di cambiamenti dello status quo, “teme” Bitcoin e pensa che, sbarazzandosene, i problemi svaniranno, senza pensare ai danni sul lungo periodo.</p>
<p>Inoltre, va ricordato che possedere bitcoin equivale a ricordare 12 parole che custodiscono la chiave privata in grado di firmare in modo univoco un messaggio di testo a cui poi come applicativo abbiamo decido di attribuire un determinato valore in virtù del fatto che questi bits sono unici e non possono essere creati con un copia incolla.</p>
<p>In particolare il secondo emendamento degli Stati Uniti garantisce ai propri cittadini il diritto di difendere anche con la forza (armi) la loro proprietà. A maggior ragione, qualsiasi ipotetico tentativo da parte del legislatore di limitarne l’uso da parte dei suoi cittadini è da considerarsi anticostituzionale dato che bitcoin consente di difendere la proprietà mediante il solo utilizzo di energia elettrica, eliminando quindi anche la necessità di un confronto fisico diretto per la protezione delle proprie risorse o valori.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">«Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero, una ben organizzata Milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare Armi, non potrà essere violato»</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Emendamento 2</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se tutto quanto descritto fin qui è vero, vedremo inevitabilmente questo protocollo utilizzato per molti altri impieghi oltre al settore finanziario. Consideriamo per un attimo quello militare legato alle guerre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>CHI HA IL CONTROLLO?</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ bene evidenziare che questi soldati/convertitori di energia elettrica, pur svolgendo un ruolo fondamentale, non hanno il controllo del protocollo. Essi infatti essendo remunerati per il loro servizio esclusivamente tramite una piccola fetta di questi bits sono costretti ad operare secondo le regole, pena l’aver sprecato inutilmente energia elettrica.</p>
<p>Appare quindi evidente che il controllo è controbilanciato dai diretti utilizzatori di questi bits (nodi), che senza alcuno sforzo verificano istantaneamente e validano il lavoro svolto dai convertitori: se questi non è conforme alle regole semplicemente lo rigettano, premiando solo il lavoro di chi opera in modo onesto. Quindi il semplice utilizzare questi bits, e quindi “assegnare valore” al lavoro svolto dai convertitori, consente di far si che <strong>il controllo sia prevalentemente nelle mani degli utilizzatori</strong>.</p>
<p>Il fatto che questa sottile quanto vincolante azione di controllo sia raramente esercitata è uno dei motivi per cui pur essendo fondamentale si tende a non darle importanza.</p>
<p>Un’analogia potrebbe essere quello di un branco di lupi che ha catturato una preda: è l’intero branco che assegna valore a quella preda, validando il lavoro dei cacciatori. Tuttavia, è probabile che smettano di assegnargli valore visto che nutrirsi non è un’opzione?</p>
<p>Probabilmente no, ma questa analogia è utile ad analizzare il medesimo meccanismo di controllo all’interno della specie umana che a volte assegna valore anche a cose di non vitale importanza e dal <strong>valore soggettivo</strong>.</p>
<p>Pensiamo ad esempio al valore delle varie valute dove per definizione non vi è garanzia di nessun bene sottostante a vincolarne il potere di acquisto, ma esclusivamente il riconoscimento degli utilizzatori che ad ogni unità di valuta associano (per obbligo legislativo ad accettarle come pagamento) un preciso corrispondere di beni reali (mercato).</p>
<p>Tale valore è quindi strettamente legato a quello assegnato nella media dai singoli utilizzatori, che hanno quindi il <strong>potere indiretto di rifiutarla portandola al suo valore intrinseco</strong> (ovvero zero) mentre acquisiscono altri beni o asset che reputino avere maggiore valore (in quanto magari più stabili nel tempo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>BITCOIN È UN IMPERATIVO<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi c’è ancora chi pensa di avere la facoltà di scegliere se Bitcoin sia o non sia una scoperta utile e pensa di poter valutare se opportuno adottarlo o rifiutarlo. Così come la battuta del comandante Foch relativa agli aeroplani, la storia è piena di episodi che dovrebbero insegnarci che l’adozione di nuove tecnologie in campo militare non è un’opzione negoziabile, ma è un imperativo: <strong>o la adotti, o vieni sopraffatto</strong>.</p>
<p>Troviamo un altro caso di studio interessante tornando alla <strong>caduta di Costantinopoli</strong> del 1453 per mano degli ottomani.</p>
<p>L’ingegnere Ungherese Urban, ideatore dei cannoni ad uso militare, offri la sua invenzione all’imperatore bizantino Costantino XI, che viste le difficoltà economiche causate anche dagli assedi ottomani, la sensazione di sicurezza che gli offrivano le mura Teodosiane che avevano da sempre protetto la città rifiutò di adottare la tecnologia dei cannoni. Tale tecnologia, mai vista prima probabilmente non fu compresa: a cosa servono i cannoni se ci sono già solide mura che hanno sempre svolto egregiamente il loro compito?</p>
<p>Visto che l’invenzione era stata rifiutata dai bizantini, Urban portò il suo progetto al sultano che fu più perspicace nel coglierne le potenzialità e non badando a spese fece costruire un parco di artiglieria all’avanguardia. Nel giro di poco tempo fu evidente a tutti il vantaggio tattico nel possedere armi di quel calibro, che erano in grado di sbriciolare da lontano mura che fino al giorno prima erano considerate indistruttibili, inviolabili.</p>
<p>Questo esempio relativo a nuove tecnologie sviluppate dall’umanità non è che uno degli <strong>infiniti esempi che possiamo trovare anche nella natura e nella storia dell’evoluzione</strong>. Pensiamo alla competizione tra i primi organismi pluricellulari: se uno di questi si dota di bulbi oculari che gli consentono di predare meglio e l’altro non lo fa, non avrà speranze nel confronto di quello meglio equipaggiato.</p>
<p>La “corsa all’oro” è iniziata e <strong>chi adotterà per primo questa nuova tecnologia avrà i benefici maggiori</strong>. Dal punto di vista della <strong>teoria dei giochi</strong>, per via degli incentivi e delle probabilità, non è irrazionale immaginare che uno stato sovrano (anche chi possiede la riserva di valuta mondiale) decida di stampare dal nulla della valuta per acquisire Bitcoin e garantirsi una posizione dominante nel nuovo sistema di riferimento, possibilmente senza farlo sapere a nessuno per non perdere il vantaggio competitivo.</p>
<p>O ancora, sempre dal punto di vista degli incentivi, non è irrazionale immaginare che uno stato sovrano con abbondanti risorse energetiche naturali, che magari viene pure tagliato fuori dal proprietario della riserva di valore mondiale (escluso dal circuito SWIFT) e quindi bandito dall’uso del dollaro, acquisti dei convertitori di energia elettrica in bits e proteggendo bitcoin venga ricompensato con preziosi bits.</p>
<p>L’incremento del costo di attacco da parte di un organismo o di un gruppo, consente di ridurre BRCa, <strong>aumentandone le probabilità di sopravvivenza</strong> con un vantaggio competitivo verso chi non fa altrettanto.</p>
<p>Se quindi Bitcoin o Bitpower è SoftWar, allora non vi è scelta.</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/17/softwar-4-gli-albori-di-un-nuovo-protocollo/">SOFTWAR #4 – Gli albori di un nuovo Protocollo</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SOFTWAR #3 &#8211; Guerre digitali</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/03/softwar-3-guerre-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mateusz Riva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 14:33:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h5></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Terzo articolo della miniserie <em>SOFTWAR: UN NUOVO PROTOCOLLO</em>, a cura di <a href="https://twitter.com/mateuszriva">Mateusz Riva</a>.</strong></p>
<p><strong>Un’analisi di alcuni temi (ancora) poco dibattuti all’interno della comunità di bitcoiner: la sicurezza fisica, il ruolo fondamentale che ricopre la “proiezione di potenza” (intesa come imposizione di forza da un soggetto ad un altro), il ruolo delle guerre nella nostra società e di come tecnologie basate sulla POW (Proof of Work) come Bitcoin si inseriscano in questo contesto.</strong></p>
<p><strong>Trovi qui il primo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-un-nuovo-protocollo-1/" target="_blank" rel="noopener">SOFTWAR #1: un nuovo Protocollo</a><br /></strong></p>
<p><strong>Trovi qui il secondo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale-2/" target="_blank" rel="noopener">SOFTWAR #2: il dominio nel mondo digitale</a><br /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>DECENTRALIZZAZIONE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora trattiamo dell’importanza della <em>decentralizzazione</em>: come si raggiunge la decentralizzazione e che cosa è importante decentralizzare.</p>
<p>Questo protocollo ponte tra mondo digitale e fisico poggia le proprie fondamenta su:</p>
<ul>
<li>consumo di energia elettrica, <strong>prevedendo un incentivo ad operare in modo onesto</strong> (pena la perdita di tutta l’energia utilizzata se i nodi con verifica istantanea e senza costi rigettano le informazioni elaborate);</li>
<li>presenza distribuita sull’intero globo di questi <strong>convertitori di energia elettrica in bits</strong>, in modo che non vi sia un unico punto “fisicamente attaccabile” che rischierebbe di compromettere sia l’esistenza del sistema stesso sia la sua indipendenza.</li>
</ul>
<p><u>Risulta quindi fondamentale decentralizzare i convertitori di energia elettrica in bits o, meglio, il privilegio di poter “scrivere” all’interno di questo ledger (registro).</u></p>
<p>Prendiamo ad esempio la Terra. Come fanno gli esseri umani a determinare i confini di controllo di ciascuna giurisdizione? Avrete notato che la terra non ha precisi confini, ma vista dall’alto la terra emersa è un “tutt’uno”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-52515 aligncenter size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-softwar-3-1.jpg" alt="" width="583" height="282" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il controllo della superficie terrestre è decentralizzato e ciò è dovuto anche al fatto che gli esseri umani hanno perpetuato fin dall’origine della specie l’abitudine a “confrontarsi” in una <strong>competizione su scala</strong>, prima locale e poi globale, su chi sia il “più potente” per determinare a chi spetti il controllo di quale porzione di terra.</p>
<p>Tale competizione, pur poco desiderabile che sia, è <strong>nota come guerra</strong>, e non è per nulla differente da quello che fanno due branchi di lupi che si contendono un territorio di caccia.</p>
<p><u>Ciò che ne scaturisce è quindi la decentralizzazione del controllo delle risorse naturali. </u></p>
<p>Infatti, non a caso ad oggi non è ancora emerso un unico governo per tutta l’umanità. Ogni volta che un impero o un regime ha cercato di acquisire il controllo su tutte le terre emerse, sono sempre spuntati oppositori interni ed esterni che <strong>sfidavano tale potere crescente</strong>.</p>
<p>Vale la medesima argomentazione fatta relativamente per l’accesso e il controllo del mare, del cielo, dello spazio, e quindi ritorna la domanda: <em>perché dovrebbe essere diverso il metodo per garantirsi il diritto di accesso e di controllo del mondo digitale</em>?</p>
<p>Perché non dovremmo ingaggiare una competizione globale nel mondo fisico confrontandoci su chi ha la maggiore potenza per assicurarsi il libero ed egalitario accesso al mondo digitale per il controllo dei propri dati e il diritto di scambiarsi liberamente informazioni? (Ricordo che il protocollo Bitcoin non è altro che un <strong>sistema di scambio di messaggi di testo</strong> registrati su un database).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>GUERRA NON LETALE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se trasferiamo tutti i concetti connessi al controllo delle risorse del mondo fisico al mondo digitale, dove per definizione non vi è massa, per la prima volta abbiamo <strong>inventato una forma di “guerra non letale”</strong>, una forma di confronto basato su regole del mondo fisico (per chiarirci, ove il copia e incolla non funziona…) ma dove non è necessario togliere la vita a nessuno.</p>
<p><u>Quindi se Bitcoin è “Softwar” abbiamo trovato il modo per decentralizzare il controllo su preziose risorse del mondo digitale, usando la stessa funzione della guerra, ma senza causare né vittime né danni.</u></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-52516 aligncenter size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-softwar-3-2.jpg" alt="" width="294" height="432" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partendo quindi da energia elettrica del mondo fisico e trasformandola in bits di informazioni digitali, sta poi a ciascuno di noi <strong>decidere come utilizzare i propri bits</strong>. Questi bits di informazioni possono rappresentare qualsiasi cosa, includendo ma non limitandosi a: “bits di informazioni finanziarie”.</p>
<p>Se vuoi chiamare questi bits “informazione finanziaria” e dare il nome a questo protocollo in onore del primo suo utilizzo concreto, certo puoi farlo, chiamalo <em>Bit-Coin</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco una citazione curiosa:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em>Gli aeroplani sono dei giocattoli interessanti, ma di nessun valore dal punto di vista militare.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ferdinand Foch (comandante WWI)</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con il “<em>senno del poi”</em>, 100 anni dopo, possiamo farci una risata e renderci conto di quanto pessime possano essere valutazioni affrettate e sommarie su nuove tecnologie e sul loro potenziale impiego in campo militare. E se oggi ci fossero già presenti intorno a noi tecnologie a cui noi ci approcciamo con il medesimo erroneo presupposto?</p>
<p>E se anche commettessimo il medesimo errore del Gen. Foch nel valutare la criticità di nuove tecnologie dal punto di vista della sicurezza militare nazionale?</p>
<p>È proprio quello che ci suggerisce il Maggiore Lowery nei confronti di Bitcoin dove, al posto di considerarlo come “solo” una nuova forma di denaro, sarebbe più corretto descriverlo in termini di una <strong>nuova tecnologia per la guerra cibernetica</strong> con un ruolo critico dal punto di vista della Sicurezza Nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52517 aligncenter size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-softwar-3-3.jpg" alt="" width="597" height="335" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembra una pazzia vero?</p>
<p>Bitcoin è una tecnologia interessante, ma senza nessun valore dal punto di vista militare, corretto? Suona familiare?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>IL PROTOCOLLO GUERRA E LE SUE REGOLE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il protocollo prescelto dalla Natura per determinare a chi spetti il controllo delle risorse, le gerarchie organizzative inter e intra specie è il confronto basato sulla potenza fisica, intesa come W (Watt) di potenza che ciascun organismo è in grado di sprigionare. Questo confronto <strong>determina la sopravvivenza degli individui</strong> che hanno maggiori probabilità di dare continuità alla specie, pregiandosi quindi del diritto (auto acquisito) di “prendersi con la forza” ciò che reputano abbia per loro valore.</p>
<p>Ci si rende subito conto di un potenziale rischio nell’esercizio di tale protocollo.</p>
<p>Se infatti ogni confronto/conflitto per determinare a chi spetti il controllo delle risorse &#8211; sia interno a ciascun gruppo di individui che esterno verso altri individui della medesima specie &#8211; si trasformasse in un duello all’ultimo sangue, la medesima specie rischierebbe di auto estinguersi.</p>
<p>Deve esserci in altre parole un certo “equilibrio”, ovvero il confronto non deve essere eccessivamente letale per <strong>non compromettere la sopravvivenza della specie</strong>, pena l’estinzione.</p>
<p>L’esercizio di questo protocollo per determinare a chi spetti il controllo delle risorse è <strong>faticoso ed estenuante</strong>.</p>
<p>Facile pensare ad un branco di lupi, costantemente in tensione interna con sfide al capobranco da parte dei nuovi giovani, e sfide da parte di branchi esterni che magari vogliono un terreno di caccia più ampio per avere maggiore disponibilità di cibo.</p>
<p>Tali confronti possono avvenire a distanza, ovvero mettendo in mostra le caratteristiche fisiche, e la potenza degli ululati come “deterrenti” o avvenire come diretto scontro fisico tra due individui o due gruppi di individui.</p>
<p>Solitamente tali scontri fisici portano ferite, ma gli incidenti mortali tendono ad essere più rari, come se lo “scontro” servisse solo a dimostrare chi è il più forte, e la morte dell’avversario fosse in effetti solamente un danno (pur spiacevole) collaterale.</p>
<p>Le corna di camosci e stambecchi o ai palchi dei cervi potrebbero essere un evidente <strong>manifestazione fisica di tale protocollo</strong> che consente di determinare in modo non letale a chi spetti il controllo delle risorse. Tali strumenti, infatti, oltre che per difesa personale nei confronti di predatori, non sono altro che uno strumento utilizzato per <strong>dirimere i conflitti e le dispute</strong> all’interno della medesima specie, determinando sia il diritto sul controllo del territorio che per l’accoppiamento.</p>
<p>Le corna, costituite di dura cheratina, e i crani rinforzati degli stambecchi sono perfetti per darsi poderose testate “in tutta sicurezza”, determinando <strong>in modo non letale</strong> il più potente dei contendenti. Chiaro, incidenti possono capitare, cadere in un dirupo dopo un colpo non letale è un effetto collaterale.</p>
<p>I palchi dei cervi costituiti da tessuto osseo sono sia ottimi per essere utilizzati come arma contro potenziali predatori di specie differenti, sia perfetti per intricarsi l’un l’altro al fine di determinare l’ordine gerarchico all’interno della stessa specie in modo non letale (o comunque molto meno letale rispetto a quando utilizzati contro altre specie). Agganciarsi tramite i palchi consente ai cervi maschi di risolvere le proprie dispute verificando chi è più potente, spingendo all’indietro l’avversario. Da notare che non sono taglienti ma arrotondati (se la Natura avesse voluto che questi fossero taglienti probabilmente lo sarebbero stati).</p>
<p>Chiaro, qualcosa può sempre andare storto: se i palchi si serrano eccessivamente, i due contendenti non riescono più a divincolarsi l’un l’alto e finiscono per morire entrambe di stenti, un evidente <strong>danno collaterale dell’utilizzo di questo protocollo</strong> non letale.</p>
<p>Senza queste considerazioni a primo impatto i palchi dei cervi potrebbero sembrare un enorme spreco di energia: perché sprecare così tanta energia per crescerli? Perché sprecare così tanta energia nel portarsi dietro una struttura così pesante? Qual è il motivo che ha spinto l’evoluzione a realizzare un “prodotto così energeticamente inefficiente”?</p>
<p>Sarebbe davvero un peccato condannare i cervi per questo spreco energetico.</p>
<p><u>I cervi ci mostrano una possibile strada per continuare ad ingaggiare in confronti basati sulla potenza fisica, ma nel modo più sicuro e meno letale possibile: l’utilizzo di energia per fini nobili come prevenire l’uccisione di individui all’interno della stessa specie e preservare di conseguenza la vita.</u></p>
<p>Non a caso, la copertina del libro Softwar di Jason Lowery riporta l’immagine di un palco di un cervo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52518 aligncenter size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-softwar-3-4.jpg" alt="" width="399" height="497" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche gli esseri umani hanno da sempre utilizzato il protocollo del confronto basato sulla potenza fisica come algoritmo per dirimere contenziosi non appianabili diversamente o, nel peggiore dei casi, utilizzando il <strong>confronto fisico per depredare altri gruppi di individui</strong> delle proprie risorse mediante veri e propri atti di guerra mirati alla conquista.</p>
<p>L’evoluzione tecnologica non ha fatto altro che incrementare la potenza che ciascun individuo era in grado di esercitare sull’altro. Partendo dalle armi bianche, la cui potenza è direttamente connessa a quella dell’uomo che le maneggia, passando poi all’utilizzo della polvere da sparo, l’invenzione di macchine da guerra, fino ad arrivare ai moderni sistemi missilistici e alle armi atomiche.</p>
<p>L’esercito e gli armamenti non sono altro che un’esternalizzazione e potenziamento degli artigli e dei canini di un lupo. Sono in primo luogo <strong>strumenti di deterrenza</strong>, che segnalano ad un potenziale aggressore che nel caso si avvicini per depredarlo vi è un significativo/proibitivo costo che dovrà sostenere prima di potersi appropriare dei propri beni.</p>
<p>Da questo punto di vista anche le <strong>armi atomiche</strong> sono tanto efficienti nell’aumentare la potenza che possiamo proiettare (piccolo volume ma grandissima potenza liberata), quanto sono altrettanto inefficienti per dirimere contenziosi sul controllo delle risorse. Infatti, non sono altro che un potentissimo quanto pericolosissimo (per entrambe le parti) deterrente che costringe i contendenti ad una pace forzosa sotto la <strong>minaccia di un’autodistruzione reciproca</strong>.</p>
<p>Visto che un attacco porterebbe all’annientamento di entrambe i contendenti (proibitivo costo di attacco), dal punto di vista degli incentivi è meglio cooperare, o al limite evitare ogni interazione: esattamente all’inverso rispetto alla cooperazione dove entrambe le parti ne hanno un beneficio, con un olocausto atomico i contendenti hanno tutto da perdere.</p>
<p>La specie umana è diventata quella potenzialmente più distruttiva di tutte le altre specie nello stabilire a chi spetti il controllo delle risorse esattamente allo stesso tempo in cui ambisce ad eliminare la competizione basata sul confronto fisico.</p>
<p>E se bitcoin fosse la versione umana dei palchi dei cervi che ci consente di competere (almeno in parte) per il controllo delle risorse utilizzando potenza fisica ma allo stesso tempo riducendo la necessità di scontri fisici diretti e possibilmente allontanando il rischio di auto annientamento reciproco?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>UN ESEMPIO ATTUALE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lascio una domanda per stimolare la riflessione.</p>
<p>La Russia avrebbe invaso l’Ucraina se questa avesse avuto le armi atomiche?</p>
<p><em>NOTA: a valle dello scioglimento dell’Unione Sovietica, l’Ucraina era uno degli stati con il maggior numero di armi atomiche, subito dopo Russia e Stati Uniti. Tali armi, con l’accordo internazionale “Memorandum di Budapest“ del 1994 sono state cedute alla Russia, in cambio di garanzia di protezione da parte degli USA, Inghilterra e perfino dalla stessa Russia. </em></p>
<p>Probabilmente la minaccia di un olocausto nucleare non avrebbe portato alla guerra in corso. Si tratta solo di una supposizione, ma gli incentivi per entrambe le parti sarebbero stati quelli di mantenere una pace forzata pena l’autoannientamento di entrambe i contendenti.</p>
<p>Da notare anche che nessuna delle due parti (alleati compresi) utilizza le armi atomiche in modo attivo, ma come per convenzione, o forse per implicita convenienza reciproca, si combatte una guerra utilizzando armi che arrivano solo ad una certa soglia di potenza, ed in prevalenza, si combatte praticamente corpo a corpo, scavando trincee nel fango. Se aggiungessimo i droni allo scenario della prima guerra mondiale di 100 anni fa non andremmo lontano da quanto stà avvenendo oggi: ogni metro di terra è pagato con una vita.</p>
<p>Le armi atomiche hanno creato uno stallo tale per cui per risolvere i contenziosi è ancora necessario tornare allo scontro corpo a corpo.</p>
<p>Quanto discusso potrebbe indurre a pensare che ora tutti i conflitti possano essere combattuti virtualmente mediante competizione sulla potenza elettrica per il controllo delle risorse, ma purtroppo non è così. Tale competizione elettrica è riservata al controllo del dominio digitale e dovremo comunque <strong>continuare a preoccuparci anche di sicurezza fisica</strong>.</p>
<p>La Russia non aveva promesso di proteggere l’indipendenza e la sovranità dell’Ucraina?</p>
<p><u>Collaborare e negoziare si fondano sulla fiducia che tutte le parti rispettino gli accordi presi. Tuttavia, se anche uno solo dei tanti partecipanti, anche in futuro decidesse di non operare secondo le regole e di presentarsi armato ai confini del territorio sovrano, cosa succederebbe? La storia insegna.</u></p>
<p>Quindi, pur non potendo rinunciare completamente a mantenere un elevato Ca, in un mondo dove il denaro non è controllato da nessun ente centrale e viene incentivata la cooperazione onesta, <strong>gli atti ostili dovrebbero tendenzialmente ridursi, </strong>anche tenendo conto del fatto che almeno il valore protetto da questo muro inviolabile di energia crittografata non potrà essere depredato (a differenza dei beni materiali). Certamente l’aggressore non potrebbe prendersi con la forza i bitcoin accumulati da una popolazione. Quelli sono inconfiscabili, ma potrebbe sempre prendersi il territorio e tutte le risorse che esso contiene se non venisse protetto e difeso da un alto costo di attacco in campo militare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono le caratteristiche e le novità introdotte da un protocollo di questo tipo?</p>
<p>Ne parliamo meglio nel prossimo e ultimo articolo.</p>
<p>Stay Tuned!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>[To be continued&#8230;]</strong></p></div>
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			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/03/softwar-3-guerre-digitali/">SOFTWAR #3 – Guerre digitali</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>SOFTWAR #2 &#8211; Il dominio nel mondo digitale</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mateusz Riva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2024 14:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=54032</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><h5></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Secondo articolo della miniserie <em>SOFTWAR: UN NUOVO PROTOCOLLO</em>, a cura di <a href="https://twitter.com/mateuszriva">Mateusz Riva</a>.</strong></p>
<p><strong>Un’analisi di alcuni temi (ancora) poco dibattuti all’interno della comunità di bitcoiner: la sicurezza fisica, il ruolo fondamentale che ricopre la “proiezione di potenza” (intesa come imposizione di forza da un soggetto ad un altro), il ruolo delle guerre nella nostra società e di come tecnologie basate sulla POW (Proof of Work) come Bitcoin si inseriscano in questo contesto.</strong></p>
<p><strong>Leggi qui il primo articolo: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-un-nuovo-protocollo-1/">SOFTWAR #1 &#8211; Un nuovo Protocollo</a><br /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA POTENZA NEL CYBERSPAZIO<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa succede ora se la civiltà <strong>espande il proprio dominio nel mondo digitale</strong>? Cosa succede se la civilizzazione crea una nuova risorsa che chiameremo “dati” o “controllo sui dati”, che consente di scambiarci denaro/valore in cambio di beni e servizi in questo mondo digitale? Come ci si assicura l’accesso a questo dominio digitale? Come si mantengono al sicuro i propri dati? Sempre senza dover chiedere permesso a nessuno e senza dover fare riferimento a soggetti terzi, in modo diretto ed egalitario agli altri partecipanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_52359" style="width: 1053px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52359" class="wp-image-52359 size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-software-2.1.jpg" alt="La società si accura le risorse mediante la potenza fisica sulla terra, per mare, nell’aria e nello spazio. E nel cyberspazio?" width="1043" height="356" /><p id="caption-attachment-52359" class="wp-caption-text">La società si accura le risorse mediante la potenza fisica sulla terra, per mare, nell’aria e nello spazio. E nel cyberspazio?</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pensaci per un secondo. Come avviene in tutti gli altri domini? È ragionevole ipotizzare che per qualche strana ragione il dominio digitale sia un’eccezione rispetto a tutti gli altri?</p>
<p><em><u>NOTA</u>: solo perché ti sembra che il mondo digitale ad oggi sia completamente intangibile, senza vincoli fisici e senza unicità (visto che tutto può essere copiato all’infinito), non escludere a priori la possibilità che ci possa essere un ponte in grado di consentirci di proiettare brutale potenza fisica all’interno di questo nuovo dominio.</em></p>
<p>Forse è presuntuoso da parte degli informatici pensare che una sequenza per quanto lunga di “if/then/else” possa garantire la sicurezza nel mondo digitale proteggendo i dati da attacchi finalizzati a rubare l’oggetto protetto da questa sequenza di parole.</p>
<p>Per qualche ragione quindi ci aspettiamo che l’unico modo per difendersi nel mondo digitale sia solo tramite <strong>la codifica e la logica</strong>, magari in quanto fino ad oggi era l’unico modo per poterlo fare.</p>
<p>E se si potesse proiettare la propria potenza fisica anche nel mondo digitale? Questo potrebbe essere usato per aumentare il proprio costo di attacco al fine di proteggersi e scoraggiare potenziali aggressori.</p>
<p>Se tale sistema esistesse già, <strong>saremmo in grado di riconoscerlo</strong>? Visto che ad oggi una cosa di questo tipo non si è mai vista, non rischieremmo di scambiarla per un “semplice” (<em>termine provocatorio</em>) <em>sistema “peer to peer electronic cash system”</em>?</p>
<p><u>Jason Lowery ci suggerisce che forse bitcoin è molto più che solo Bit“Coin” (ovvero un sistema per scambiarci valore senza far riferimento a soggetti terzi), e che forse sarebbe più opportuno denominarlo “BitPower” (potenza fisica digitale) visto che si tratta di una tecnologia che ci consente di esercitare brutale potenza fisica nel mondo digitale.</u></p>
<p>WOW.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong> MURI DI ENERGIA FISICA DIGITALIZZATA</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’idea è quindi quella di proiettare la propria potenza e <strong>imporre “limiti fisici” in questo nuovo mondo digitale</strong>. Analizziamo come metterla in pratica.</p>
<p>Negli altri scenari (terra, mare, aria, spazio) dominano le leggi della fisica: è sufficiente applicare una forza ad una massa per ottenere come risultato uno spostamento dell’oggetto: una lancia, un proiettile, un missile. Come possiamo quindi operare in questo dominio astratto privo di massa dove le informazioni circolano senza che queste siano “tangibili”?</p>
<p><u>Un modo per farlo potrebbe essere quello di individuare una sorgente di energia, ad esempio la rete elettrica e applicarvi un “convertitore” che prelevi energia dalla rete elettrica e come output produca “bits” unici.</u></p>
<p>Nel mondo reale in cui viviamo vi sono leggi della fisica egalitarie ed inviolabili come ad esempio la forza di gravità, mentre nel mondo digitale per definizione vi sono regole differenti: assenza di tempo, assenza di massa, assenza di unicità solo per citarne alcune. Rispetto alla nostra esperienza quotidiana tali regole sono paragonabili a quelle di un sogno, dove tutto ciò che può essere pensato può essere fatto senza nessun costo.</p>
<p><u>Questi bits unici, nativi del mondo digitale consentono quindi di ancorare la dimensione digitale a quella reale grazie all’utilizzo di energia elettrica e sono paragonabili ad un pizzicotto durante un sogno che ci sveglia bruscamente e ci consente di capire cosa è vero e cosa no.</u></p>
<p>Da un punto di vista informatico convertire energia elettrica in bits è un <strong>processo banale</strong>, messo in pratica da tutta l’elettronica oggi in circolazione, già addirittura a partire dai primi transistor che convertono energia elettrica in impulsi, zero e uno.</p>
<p><u>La potenza fisica sotto forma di energia elettrica viene trasformata in “bits” (ovvero dati).</u></p>
<p>Fino ad oggi gli ingegneri hanno ottimizzato questo processo creando <strong>hardware che consumavano sempre meno energia</strong> per produrre questi bits, cercando soluzioni sempre più efficienti dal punto di vista energetico. I microprocessori di oggi sono il risultato di decenni di ricerca al fine di ridurre i consumi a parità di dati prodotti.</p>
<p>Tuttavia, se dobbiamo aumentare Ca (costo di attacco per l’aggressore), dobbiamo ottimizzare la funzione esattamente nel verso opposto. Al posto di produrre hardware sempre più efficienti, dobbiamo <strong>produrre hardware che consumino più energia possibile</strong> a parità di bits prodotti in quanto proprio l’utilizzo di grandi quantità di energia trasmutata nel dominio digitale sarà la struttura portante del muro protettivo che garantirà l’inviolabilità e la proprietà dei dati sottesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_52360" style="width: 1172px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52360" class="wp-image-52360 size-full" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-software-2.2.jpg" alt="" width="1162" height="445" /><p id="caption-attachment-52360" class="wp-caption-text">Come imporre fisicamente dei costi proibitivi nel mondo digitale?</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto questo è indispensabile al fine di <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-un-nuovo-protocollo-1/" target="_blank" rel="noopener">ridurre il BCRa</a>, riducendo così il beneficio che l’aggressore avrebbe dall’attacco nel tentativo di depredare il valore sotteso a quei particolari bits che si vuole custodire.</p>
<p>Grazie a questo speciale hardware ora possiamo proteggere i dati mediante <strong>muri di energia fisica digitalizzata</strong>, garantendo una sicurezza che fa impallidire quella utilizzata fino ad oggi, basata sulla logica umana con una complessa serie di “if/then/else” che abbiamo visto più volte essere hackerata applicando la giusta sequenza logica di queste combinazioni.</p>
<p><em><u>NOTA</u>: un hacker opera tramite le regole del sistema che attacca. Con una logica astuta, sfrutta le falle della logica di chi ha messo in essere le protezioni, aggirandole e ingannando il sistema ad operare a suo vantaggio. Se invece questi deve attaccare questo muro virtuale di energia deve spendere energia fisica che ha un costo, e quindi se l’attacco andasse a vuoto si troverebbe ad aver speso immense risorse senza beneficio.</em></p>
<h3></h3>
<h3><strong>ENERGIA E SICUREZZA<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se a primo impatto l’energia dedicata a questo scopo ti sembra sprecata ti chiedo di fare una <strong>riflessione sull’attuale sistema che utilizza la nostra civiltà</strong> per determinare a chi spetti il controllo delle risorse e come venga preservato il diritto alla proprietà.</p>
<p>Tutta la proprietà di cui possiamo godere oggi (es. il pezzo di terra su cui è costruita la tua casa) è stata <strong>oggetto di guerre</strong> <strong>e qualcuno si è sporcato le mani di sangue</strong> per essa nel corso del tempo. Quella terra o è stata presa originariamente dalla natura se disabitata, o è stata sottratta a qualche altro popolo precedente e sono state combattute guerre nel tempo per ribadire a tutti chi ne fosse il vero proprietario.</p>
<p>Tante persone sono morte nel tempo per permetterci di acquistare oggi in tutta sicurezza quel pezzo di terra.</p>
<p>Il sistema in uso è lungi dall’essere perfetto, ma a quanto pare al momento non possiamo farne a meno nemmeno oggi. Che ci piaccia o meno, come cittadini di uno stato tuttora oggi abbiamo un esercito che ci protegge dal rischio che qualche nostro vicino male intenzionato possa venire a prendersi le nostre proprietà.</p>
<p>Tale funzione viene svolta da personale che impiega energia per mantenere calde le caserme, per rinnovare costantemente gli armamenti, per alimentare le macchine da guerra dalle navi agli aerei che devono essere costantemente pronti ad intervenire in caso di necessità.</p>
<p>Ti sei mai posto la domanda <strong>da dove derivi la “sicurezza” nell’utilizzo del dollaro americano</strong>, di fatto valuta di riserva mondiale?</p>
<p>Anche in questo caso vi è un enorme dispendio di risorse per mantenere un esercito, armi ed energia per alimentare aerei e navi da combattimento con basi militari in tutto il mondo che ricordino a tutti: se non ubbidisci alle regole o se metti in discussione la mia valuta, ti restano ben poche speranze visto che dispongo di un enorme potenza (di fuoco)!</p>
<p><u>Oltre a vite umane quindi, viene costantemente utilizzata energia per mantenere attivo questo apparato militare che non è altro che il Costo di attacco Ca percepito da parte di un potenziale invasore. </u></p>
<p>Se l’utilizzo di energia elettrica consentisse quindi di risparmiare vite umane, la riterresti ancor uno spreco?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel prossimo articolo ripartiremo proprio da qui e dalle dirompenti novità introdotte da Bitcoin.</p>
<p>Stay Tuned!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>[To be continued&#8230;]</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Vai al terzo articolo della miniserie: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/02/03/softwar-3-guerre-digitali/"><strong>SOFTWAR #3 – Guerre digitali</strong></a></p></div>
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			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale/">SOFTWAR #2 – Il dominio nel mondo digitale</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>SOFTWAR #1 &#8211; Un nuovo Protocollo</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-1-un-nuovo-protocollo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mateusz Riva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 14:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=54020</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h5></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pubblichiamo oggi il primo articolo della miniserie di 4 puntate di <em>SOFTWAR: UN NUOVO PROTOCOLLO</em>, a cura di <a href="https://twitter.com/mateuszriva">Mateusz Riva</a>.</strong></p>
<p><strong>Un’analisi di alcuni temi (ancora) poco dibattuti all’interno della comunità di bitcoiner: la sicurezza fisica, il ruolo fondamentale che ricopre la “proiezione di potenza” (intesa come imposizione di forza da un soggetto ad un altro), il ruolo delle guerre nella nostra società e di come tecnologie basate sulla POW (Proof of Work) come Bitcoin si inseriscano in questo contesto.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>PREMESSA</strong></h3>
<p><em>Il Maggiore Americano Jason Lowery ha scritto un libro dal titolo “Softwar” dove espone la sua tesi relativa alla proiezione di potenza e a all’importanza strategica di Bitcoin nei confronti si Sicurezza Nazionale. Questa, prima in vendita su Amazon è stata ritirata, ma fortunatamente <a href="https://dspace.mit.edu/bitstream/handle/1721.1/153030/lowery-jplowery-sm-sdm-2023-thesis.pdf?sequence=1" target="_blank" rel="noopener">può essere ancora visionata qui</a>.</em></p>
<p><em>Mi piace pensare che il ritiro dalla vendita non sia stato casuale, in quanto gli argomenti trattati hanno <strong>notevole impatto sulla sicurezza nazionale</strong> degli USA, dei vari stati e forse anche sul modo con cui verranno affrontate le future guerre, in particolare quelle per il controllo della dimensione digitale.</em></p>
<p><em>Non ho la pretesa di riproporre in modo esaustivo tutti gli argomenti trattati nella sua tesi. Voglio semplicemente <strong>sensibilizzarti su questi temi</strong>, dandoti spunti di riflessione che ti facciano apprezzare ancora di più questa nuova tecnologia che connette in modo indissolubile il mondo fisico al mondo digitale ed evidenziare come questa, a partire dalla sua scoperta, abbia già sconvolto e sempre di più <strong>sconvolgerà il paradigma esistente</strong>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA SICUREZZA FISICA: BENEFIT TO COST RATIO<br /></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se studierete la natura, noterete che tutte le forme di vita (<em>vedere nota sotto</em>) proteggono le proprie risorse con la medesima strategia seppur con modalità differenti: utilizzando <strong>brutale potenza fisica</strong> (ciascuna in base alle specificità dell’habitat in cui vive).</p>
<p>Sia che difendano il proprio territorio, il cibo o la prole, lo fanno imponendo la propria potenza (muscolare, degli artigli o del veleno che producono) al fine di prosperare e <strong>limitare le capacità di azione</strong> di altre forme di vita che potrebbero ostacolarle.</p>
<p><em>NOTA: anche se a primo impatto può sembrare controintuitivo, tutte le forme di vita proiettano la propria potenza verso il mondo circostante e verso altre forme di vita sia della medesima specie che no; alcune lo fanno in modo più attivo tramite i propri denti aguzzi, altre in modo più passivo tramite i propri sistemi di difesa. </em></p>
<p>In particolare, anche le forme di vita più primordiali come gli organismi unicellulari grazie alla membrana cellulare esercitano una pressione verso l’ambiente circostante proiettando la propria potenza e delimitando di conseguenza un volume interno controllato con risorse organizzate da uno spazio esterno con un maggiore grado di entropia (in termini semplici, maggiore “disordine”).</p>
<p>Pensiamo quindi anche al guscio di una testuggine che richiede enorme potenza da parte di un predatore affinché lo rompa, o ai bufali che quando si muovono in branco proiettano su eventuali aggressori una potenza tale che singoli predatori non sono in grado di affrontare. Anche tali sistemi di difesa sono da considerarsi come forme di proiezione di potenza in quanto richiedono un considerevole dispendio di energia (potenza nel tempo) sia per essere messe in atto che viceversa per essere sopraffatti.</p>
<p>Quello che vediamo oggi non è altro che il frutto dell’incessante passare dei millenni che ha selezionato all’apice di ciascun habitat le specie che si sono meglio adattate nella proiezione della propria potenza nei confronti di altri soggetti.</p>
<p>Tutti gli organismi, gli esseri viventi in generale, ogni persona, le organizzazioni o gruppi di questi, possono essere attaccate fisicamente in quanto <strong>c’è sempre un beneficio nell’attaccare qualcuno</strong> al fine di appropriarsi di qualcosa che possiede (chiameremo “Ba”, ossia il <em>Beneficio dell’attacco</em>).</p>
<p>Pensiamo ad un alveare, non contiene forse delizioso miele?</p>
<p>Il “costo” di attaccare un alveare per prendersi il miele (<em>derubando le api del loro lavoro</em>) è quello di centinaia di pungiglioni che colpiscono infliggendo dolore. Per mantenersi al sicuro, molto semplicemente, è necessario <strong>imporre un costo elevato a chi attacca</strong> (chiameremo “Ca”, ossia il <em>Costo dell’attacco</em>).</p>
<p><u>La natura si ottimizza costantemente al fine di ridurre la propria vulnerabilità, ovvero proteggendosi imponendo un elevato/proibitivo costo fisico a chi attacca. Dividendo Ba per Ca, si ricava effettivamente l’IRR (<em>tasso di ritorno</em>) dell’investimento dell’attacco:</u></p>
<blockquote>
<h4 style="text-align: center;"><strong>BCRa = Ba/Ca</strong></h4>
<h4 style="text-align: center;">(Benefit to Cost Ratio of attack)</h4>
</blockquote>
<p>Per essere fisicamente al sicuro è necessario ridurre al minimo tale coefficiente BCRa facendo esattamente come la natura che iterando incessantemente secondo questo principio, impone un elevato/proibitivo costo fisico di attacco ad ogni minaccia.</p>
<p>Hai mai notato che tutte le creature all’apice dei propri habitat hanno grandi artigli, denti affilati e potenti muscoli oltre ad un aspetto generalmente “minaccioso”?</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_52299" style="width: 959px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52299" class="wp-image-52299" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-1-post-sicurezza-personale-MR.jpg" alt="Gli animali assicurano le proprie risorse mediante la potenza fisica." width="949" height="510" /><p id="caption-attachment-52299" class="wp-caption-text"><em>Gli animali si assicurano le risorse mediante la potenza fisica.</em></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se vuoi proteggere una risorsa, un territorio o il frutto del tuo lavoro devi trovare un modo<strong> per imporre un alto costo</strong> a chiunque possa desiderare attaccarti per depredarti.</p>
<p>A partire dai più semplici organismi viventi come i batteri, passando per branchi di lupi, fino ad arrivare ad intere nazioni nelle varie parti del mondo, tutti combattono per affermare e <strong>mantenere il proprio diritto accesso alle varie risorse</strong>.</p>
<p>Non ci sono legislatori in natura che scrivano leggi per determinare confini territoriali ai vari branchi, stabiliscano a chi spetti il diritto del controllo sulle risorse o che dirimano contenziosi mediante un meccanismo differente dallo scontro fisico.</p>
<p><u>Tutto deriva dalla potenza che ciascuno è in grado di proiettare, dal fatto che non ci sia bisogno di chiedere permesso a nessuno per poterlo fare e dal fatto che non ci sia bisogno di riporre la propria fiducia verso terzi per poter essere al sicuro: tutti hanno egalitario diritto di proiettare la propria potenza verso altri. </u></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>IL CONTROLLO DELLE RISORSE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella società civilizzata di oggi spesso questi temi non sono dibattuti in quanto <strong>deleghiamo questi compiti all’esercito</strong>, affinché proietti per noi la potenza, mostrando ad eventuali aggressori che in caso di attacco non avranno vita facile. Questa manifestazione di potenza (ovvero Ca, Costo dell’attacco), se sufficientemente grande<br />(rispetto a Ba, Beneficio dell’attacco), consente quindi di mantenere i nostri beni e risorse al sicuro.</p>
<p>Facendo un esempio semplice. Immagina di trovarti agli albori della civiltà e di aver appena scoperto come coltivare i cereali, vicino ad un fiume, su un territorio molto fertile. Come ti mantieni al sicuro?</p>
<p>Esattamente come fanno le api con i loro pungiglioni, infilzando con delle lance appuntite chiunque cerchi di venire a prendere con la forza <strong>il frutto del tuo lavoro</strong>. Imponendo quindi un elevato/proibitivo costo fisico all’attacco mediante un confronto corpo a corpo.</p>
<p>Immagina ora di scalare questa situazione a quella di vari <strong>stati separati da mari e oceani</strong> che desiderano scambiare i propri prodotti. Come fanno questi ad accertarsi di mantenere la libertà e il diritto incondizionato di accesso al mare al fine di poter scambiare tramite il commercio beni con altri stati?</p>
<p>Suggerimento: non tramite trattati e regole, ma grazie alla costituzione di una marina militare che conferisca egalitario diritto di accesso al mare, senza dover far riferimento a terzi che mantengano in essere accordi commerciali ed imponendo un elevato costo fisico di attacco a chi possa cercare di limitare l’accesso al mare e riducendo così anche il rapporto BCRa nel caso qualcuno ipotizzi di depredare tali beni.</p>
<p><em>NOTA: avrai notato che gli accordi, i trattati e le leggi internazionali sono quasi sempre stati redatti sotto la guida e supervisione (e aggiungerei a vantaggio) del soggetto che ha la forza in campo più potente.</em></p>
<p>Vediamo ora il dominio successivo: l’aria. Una volta che l’umanità ha sviluppato tecnologie che le consentono di volare, come si mantiene il <strong>controllo dello spazio aereo</strong>, sempre senza dover chiedere il permesso a nessuno, senza dover fare riferimento a terzi per mantenere tale diritto ed in modo egalitario agli altri partecipanti?</p>
<p>Tramite la costituzione dell’aeronautica militare che impone un elevato costo fisico di attacco, riducendo così ancora una volta il rapporto BCRa.</p>
<p>Cosa succede quando l’umanità espande i propri domini verso lo spazio? Come si preservano i medesimi principi che consentano accesso incondizionato a questo dominio? Ancora una volta mediante la costituzione di una forza militare aerospaziale che ne garantisca il presidio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_52300" style="width: 1037px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52300" class="wp-image-52300" src="https://www.villaggiobitcoin.it/wp-content/uploads/2024/01/image-2-post-sicurezza-personale-MR.jpg" alt="La società si accura le risorse mediante la potenza fisica sulla terra, per mare, nell'aria e nello spazio." width="1027" height="348" /><p id="caption-attachment-52300" class="wp-caption-text"><em>La società si accura le risorse mediante la potenza fisica sulla terra, per mare, nell&#8217;aria e nello spazio.</em></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto possa essere o sembrare brutale e primitivo, questo è quanto finora ha fatto la vita in tutte le sue forme per <strong>determinare a chi spetti il privilegio del controllo sulle risorse</strong>, sia tra specie diverse che tra soggetti della medesima specie.</p>
<p>Cosa succede quando la civiltà umana espande il proprio dominio <strong>nel mondo digitale</strong>?</p>
<p>Ne parliamo nel prossimo articolo.</p>
<p>Stay Tuned</p>
<p style="text-align: center;"><strong>[To be continued&#8230;]</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Vai al secondo articolo della miniserie: <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/27/softwar-2-il-dominio-nel-mondo-digitale-2/"><strong>SOFTWAR &#8211; Il dominio nel mondo digitale</strong></a></p></div>
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			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2024/01/06/softwar-1-un-nuovo-protocollo/">SOFTWAR #1 – Un nuovo Protocollo</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>OTEC E BITCOIN: UNA SFIDA INNOVATIVA</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2023/11/18/otec-e-bitcoin-una-sfida-innovativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Coltro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Nov 2023 13:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=53994</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_4 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><!-- divi:table --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi, nel settore energetico, esistono molteplici risorse di energia rinnovabile presenti in natura, costantemente a disposizione e inesauribili.</p>
<p>Attualmente le principali fonti di energia rinnovabili sono l’energia solare, l’energia eolica, l’energia idroelettrica, l’energia geotermica, l’energia delle biomasse e l’energia marina.</p>
<p>Tra tutte le fonti di energia rinnovabili, ne esiste una, meno conosciuta, concepita nel 1881, che potrebbe tornare in voga grazie al processo di mining di bitcoin. Stiamo parlando dell’energia generata dall’oceano, più precisamente l’energia <strong>talassotermica,</strong> derivante dal calore del sole.</p>
<p>Gli oceani coprono oltre il 70% della superficie terrestre, rendendoli i più grandi “pannelli solari” del mondo. Il calore del sole riscalda le acque superficiali molto più delle acque in profondità e questa differenza di temperatura può essere sfruttata per creare energia.</p>
<p>La tecnologia <strong>OTEC</strong>, cioè <strong>Ocean Thermal Energy Conversion</strong>, in italiano conversione dell’energia termica oceanica, fornisce una fonte di energia pulita e rinnovabile in maniera costante durante tutto l’anno.</p>
<p>Questo tipo di energia sfrutta la differenza di temperature tra la parte più profonda dell’oceano, cioè le acque più fredde, che non superano i 6-7°C, e le acque più calde, meno profonde, che possono raggiungere i 25-28°C, per alimentare un generatore elettrico che produce energia sotto forma di corrente elettrica. Maggiore è la differenza di temperatura, maggiore è il potenziale per la produzione di energia.</p>
<p>Impianti che sfruttano questo principio esistono già da diverso tempo, ma il loro punto debole è sempre stato il fatto di non essere mai stati profittevoli. Producendo una grande quantità di energia elettrica, il risultato finale è quello di non riuscire a vendere tutta la corrente prodotta, che finisce per essere sprecata.</p>
<p>Inoltre, il costo iniziale per costruire questo tipo di strutture è molto elevato.</p>
<p>Un esempio di impianto che sfrutta l’energia talassotermica si trova alle Hawaii. L’impianto OTEC della <a href="http://www.makai.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Makai Ocean Engineering</a> presso il Natural Energy Laboratory of Hawaii Authority (NELHA) è stato inaugurato il 21 agosto 2015. Ha una potenza di 100 kWp, sufficiente a soddisfare le esigenze di un centinaio di abitazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="otec-il-funzionamento" class="wp-block-heading">OTEC: il funzionamento</h2>
<p>L’OTEC è una tecnologia energetica pulita e sostenibile che sfrutta la differenza di temperatura tra l’acqua calda in superficie dell’oceano e l’acqua fredda in profondità, per generare elettricità. Il processo è simile a quello di una centrale termoelettrica a vapore e coinvolge i seguenti passaggi:</p>
<ol>
<li><strong>Acqua calda in superficie</strong>: l’acqua calda in superficie viene utilizzata per vaporizzare un fluido di lavoro (solitamente ammoniaca);</li>
<li><strong>Vaporizzazione</strong>: il fluido di lavoro si vaporizza quando entra in contatto con l’acqua calda in superficie, creando vapore ad alta pressione;</li>
<li><strong>Conversione dell’energia</strong>: il vapore ad alta pressione viene poi utilizzato per azionare una turbina collegata a un generatore elettrico (alternatore) che produce corrente elettrica;</li>
<li><strong>Acqua fredda in profondità</strong>: dopo esser passato attraverso la turbina, il vapore viene condensato, utilizzando l’acqua fredda dell’oceano, tornando così allo stato liquido;</li>
<li><strong>Ciclo di ritorno</strong>: il fluido di lavoro condensato viene quindi riportato nell’acqua calda in superficie per avviare nuovamente il ciclo.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="i-vantaggi-dellotec" class="wp-block-heading">I vantaggi dell’OTEC</h2>
<p>L’OTEC ha diversi vantaggi come fonte di energia rinnovabile:</p>
<ol>
<li><strong>Sostenibilità</strong>: i sistemi OTEC possono funzionare in modo continuo finché esiste una differenza di temperatura tra l’acqua in superficie e quella in profondità, rendendolo una fonte di energia affidabile e costante;</li>
<li><strong>Emissioni</strong> <strong>minime</strong> <strong>di</strong> <strong>gas</strong> <strong>serra</strong>: l’OTEC produce emissioni molto basse di gas serra, il che lo rende ecologico;</li>
<li><strong>Diversificazione</strong> <strong>energetica</strong>: l’OTEC riduce la dipendenza dai combustibili fossili;</li>
<li><strong>Potenziale</strong> <strong>per</strong> <strong>altri usi</strong>: oltre alla generazione di energia elettrica, la tecnologia OTEC può essere utilizzata anche per la desalinizzazione dell’acqua, l’acquacoltura e il condizionamento dell’aria.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="il-legame-tra-otec-e-bitcoin" class="wp-block-heading">Il legame tra OTEC e Bitcoin</h2>
<p>Negli ultimi anni, alcune aziende, come ad esempio <a href="https://blockchainsolutionshi.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Blockchain Solutions Hawaii</strong></a> e <a href="https://www.oceanbitenergy.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>OceanBit</strong> <strong>Energy</strong></a> hanno iniziato a esplorare la possibile sinergia tra la tecnologia OTEC e il mining di bitcoin.</p>
<p>Il mining di bitcoin è un processo notoriamente energivoro.</p>
<p>Dati questi presupposti, alcuni imprenditori hanno pensato che il mining di bitcoin potesse assumere il ruolo di <strong>acquirente di corrente elettrica di ultima istanza</strong> per questo genere di impianti.</p>
<p>Difatti, gli ASIC, i macchinari per fare mining di bitcoin, si collegano direttamente a qualsiasi fonte di energia, in qualsiasi luogo, anche il più remoto.</p>
<p>Vediamo quali potrebbero essere i vantaggi di questo tipo di soluzione:</p>
<ol>
<li><strong>Energia abbondante</strong>: l’OTEC può fornire una fonte di energia rinnovabile e costante che può essere utilizzata per le operazioni di mining di bitcoin. La sua capacità di generare energia 24/7 può garantire operazioni di mining ininterrotte;</li>
<li><strong>Profittabilità dell’impianto</strong> <strong>OTEC</strong>: grazie al mining di bitcoin che assume il ruolo di acquirente di corrente elettrica di ultima istanza, l’azienda che si occupa dell’impianto avrebbe sempre qualcuno a cui poter vendere l’energia elettrica prodotta;</li>
<li><strong>Mining sostenibile di bitcoin</strong>: integrando la tecnologia OTEC, i miner di bitcoin possono ridurre significativamente il loro impatto ambientale e la dipendenza dai combustibili fossili;</li>
<li><strong>Luoghi di mining remoti</strong>: la tecnologia OTEC è particolarmente interessante per creare postazioni di mining remote vicino all’oceano, dove l’accesso alle fonti di energia tradizionali potrebbe essere limitato.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5454 entered litespeed-loaded aligncenter" src="http://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-1024x576.webp" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-1024x576.webp 1024w, https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-300x169.webp 300w, https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-768x432.webp 768w, https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-600x338.webp 600w, https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2.webp 1200w" alt="otec e bitcoin mining" width="1024" height="576" data-lazyloaded="1" data-src="http://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-1024x576.webp" data-srcset="https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-1024x576.webp 1024w, https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-300x169.webp 300w, https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-768x432.webp 768w, https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2-600x338.webp 600w, https://bitcoinforfreedom.it/wp-content/uploads/2023/11/JmM1MK2.webp 1200w" data-sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-ll-status="loaded" /></figure>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="sfide-e-considerazioni" class="wp-block-heading">Sfide e considerazioni</h2>
<p>Nonostante l’integrazione del mining di bitcoin con la tecnologia OTEC offra dei risultati interessanti, comporta anche alcune sfide da risolvere:</p>
<ol>
<li><strong>Elevati</strong> <strong>investimenti</strong> <strong>iniziali</strong>: la tecnologia OTEC richiede un significativo investimento iniziale, il che potrebbe scoraggiare potenziali investitori;</li>
<li><strong>Complessità</strong> <strong>tecnica</strong>: implementare la tecnologia OTEC per il mining di bitcoin richiede competenze sia nel settore energetico che in ambito Bitcoin;</li>
<li><strong>Limitazioni</strong> <strong>geografiche</strong>: la tecnologia OTEC è realizzabile nelle località con una differenza di temperatura adatta tra l’acqua in superficie e quella in profondità (almeno 20°C di differenza).</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="conclusione" class="wp-block-heading">Conclusione</h2>
<p>L’integrazione del mining di bitcoin in impianti OTEC renderebbe profittevole per la prima volta nella storia una tecnologia che esiste da quasi 150 anni e che non si è mai diffusa su larga scala.</p>
<p>Un impiego esteso di questa tecnologia potrebbe portare a una significativa riduzione dei costi, tanto da rendere queste centrali convenienti, specie nelle piccole isole del Pacifico e della fascia tropicale.</p>
<p>Inoltre, l’esplorazione della tecnologia OTEC come fonte di energia per il mining di bitcoin rappresenta uno sviluppo affascinante nel mondo delle energie rinnovabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hai letto che Bitcoin consuma come la Svezia? Niente paura. Scopri <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2023/09/09/energia-e-bitcoin-spreco-o-innovazione/" target="_blank" rel="noopener">perché Bitcoin deve consumare corrente elettrica</a>.</p>
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		<title>ENERGIA E BITCOIN: SPRECO O INNOVAZIONE?</title>
		<link>https://www.villaggiobitcoin.it/2023/09/09/energia-e-bitcoin-spreco-o-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Coltro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2023 12:20:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica e Crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.villaggiobitcoin.it/?p=53947</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
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<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il consumo di energia di Bitcoin è da tempo al centro di un acceso dibattito. Alcuni lo considerano un eccessivo spreco di risorse, quasi inutile, mentre altri vedono un potenziale enorme dietro questa tecnologia.</p>
<p>Quando parliamo di consumo energetico, la prima cosa importante da capire è che il problema non è quanta energia venga consumata, ma come essa venga prodotta.</p>
<p>Se l’obiettivo futuro è consumare meno energia, allora la società di oggi non sopravvivrebbe a lungo. Lo sviluppo e il progresso umano vanno di pari passo con un aumento del consumo di energia.</p>
<p>In questo articolo cerchiamo di comprendere quale impatto potrebbe avere il mining di bitcoin nel settore energetico di oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="bitcoin-e-il-suo-consumo-energetico" class="wp-block-heading">Perché Bitcoin consuma energia</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per comprendere a pieno l’utilizzo di energia in Bitcoin occorre capire che cos’è il <strong>mining</strong>.</p>
<p>Bitcoin si basa su un protocollo di consenso distribuito chiamato <strong>Proof of Work</strong> (PoW). Questo protocollo richiede che i miner risolvano problemi matematici per confermare le transazioni e aggiornare il registro contabile decentralizzato, noto come <a href="https://bitcoinforfreedom.it/riflessioni/perche-bitcoin-e-unico/" target="_blank" rel="noopener"><strong>blockchain</strong></a>. I miner svolgono questo lavoro per ottenere nuovi bitcoin come ricompensa. Questo processo richiede un notevole consumo di corrente elettrica, in quanto le macchine dei miner (note come <a href="https://en.bitcoin.it/wiki/ASIC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ASIC</a>), competono per risolvere questi puzzle crittografici, reiterando il procedimento più e più volte finché non trovano la soluzione corretta.</p>
<p>In sostanza, il consumo di corrente elettrica di Bitcoin viene criticato per due motivi principali:</p>
<ol>
<li><strong>Impatto ambientale:</strong> secondo gli “esperti”, gran parte dell’energia utilizzata per il mining di Bitcoin proviene da fonti fossili, come il carbone, che contribuiscono all’incremento delle emissioni di gas serra.</li>
<li><strong>Spreco di risorse:</strong> alcuni ritengono che l’energia utilizzata per l’estrazione di nuovi bitcoin potrebbe essere meglio impiegata per scopi più utili, come l’alimentazione delle case o delle industrie.</li>
</ol>
<p>Proviamo a smontare queste due affermazioni.</p>
<p>Per confutare la prima tesi servono dati statistici. Secondo i <a href="https://bitcoinminingcouncil.com/bitcoin-mining-council-survey-confirms-year-on-year-improvements-in-sustainable-power-and-technological-efficiency-in-h1-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati del Bitcoin Mining Council, associazione statunitense che raccoglie e rende pubblici dati di diverse mining farm, l’energia elettrica utilizzata per il mining di bitcoin <strong>deriva per il 59.9% da fonti rinnovabili</strong></a>. Questo rende l’industra Bitcoin la più pulita al mondo in termini di impatto ambientale.</p>
<p>Per quanto riguarda il secondo punto invece, bisognerebbe domandarsi: “Che cosa dà il diritto a qualcuno di giudicare se l’utilizzo di corrente elettrica in un determinato campo sia giusto o sbagliato?”</p>
<p>Utilizzare energia elettrica per far funzionare condizionatori, lavatrici, luci di natale è una cosa giusta o sbagliata? Non credo che spetti a qualcuno giudicarlo.</p>
<p>Inoltre, ricordiamo che il consumo di corrente elettrica per il mining di bitcoin permette:</p>
<ul>
<li>alle persone cosiddette “unbanked” di partecipare al commercio online globale;</li>
<li>agli individui che vivono sotto governi opprimenti e dittatoriali di proteggere il loro diritto alla proprietà privata;</li>
<li>alle persone che vivono in un paese in guerra di scappare con parte del loro patrimonio;</li>
<li>alle persone che inviano denaro ai propri familiari all’estero di risparmiare commissioni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="limpatto-del-mining-nel-settore-energetico" class="wp-block-heading">L’impatto del mining nel settore energetico</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni casi d’uso dimostrano come il mining di bitcoin potrebbe effettivamente risolvere alcuni problemi all’interno del settore energetico, più precisamente nella produzione di energia elettrica:</p>
<ol>
<li><strong>Stabilizzazione della produzione di energia:</strong> oggi le grandi centrali di produzione di corrente elettrica devono essere posizionate vicino a territori in cui c’è una grande domanda di energia elettrica, quindi zone residenziali o industrializzate.<br />Il minining di bitcoin, che ha l’obiettivo di trovare energia elettrica a basso costo per far funzionare le proprie macchine ed estrarre nuovi bitcoin, permette di compensare gli sbalzi di produzione di corrente, posizionandosi vicino alle centrali. Di fatto, oltre a produrre una moneta limitata, non corruttibile e spendibile, Bitcoin è riuscito anche a monetizzare la corrente elettrica.<br />Emblematico è quanto sta accadendo in Texas con l’azienda ERCOT, gestore della rete elettrica dello stato americano e Riot Platforms, azienda di mining di bitcoin.<br />Quando l’energia elettrica prodotta da ERCOT è in esubero, Riot la compra a un prezzo basso e la utilizza per minare bitcoin; al contrario, quando la domanda di corrente elettrica da parte della rete aumenta notevolmente, Riot vende l’energia elettrica a ERCOT, che riacquista la corrente a un prezzo più alto, riuscendo così a soddisfare l’intera domanda della rete, evitando blackout e sanzioni.<br />In questo modo il mining di bitcoin assume il ruolo di <strong>acquirente di energia elettrica di ultima istanza</strong>.</li>
<li><strong>Uso di energie rinnovabili:</strong> per sua natura il mining di bitcoin cerca fonti di energia a basso costo. Oggi, le fonti di energia più economiche sono l&#8217;energia in eccesso e le energie rinnovabili. Negli ultimi anni, molte aziende di mining di bitcoin si stanno spostando verso fonti di energia più sostenibili, come l’energia solare, eolica, geotermica o idroelettrica.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="conclusione" class="wp-block-heading">Conclusione</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il consumo di energia di Bitcoin è un argomento complesso che richiede continui studi e dati statistici per trarne una valutazione corretta e onesta.</p>
<p>Secondo le <a href="https://ccaf.io/cbnsi/cbeci" target="_blank" rel="noopener">stime dell&#8217;università di Cambridge</a>, oggi, il consumo di energia di Bitcoin è pari a 127.37 TWh all&#8217;anno. Nota che il consumo di energia elettrica non è equivalente all&#8217;emissione di CO2.</p>
<p>Inoltre, come abbiamo visto, il mining di bitcoin potrebbe risolvere alcuni problemi all’interno del settore energetico, come la stabilizzazione della produzione di energia elettrica.</p>
<p>Per di più, stiamo completamente trascurando un aspetto fondamentale di questa discussione: “<strong>Quanta energia è necessaria per mantenere l’attuale sistema finanziario e l’intero sistema del petrodollaro che Bitcoin può sostituire, disintermediando il sistema fiat?</strong>”</p>
<p>La risposta a questa domanda aprirebbe un lungo dibattito.</p>
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			</div><p>The post <a href="https://www.villaggiobitcoin.it/2023/09/09/energia-e-bitcoin-spreco-o-innovazione/">ENERGIA E BITCOIN: SPRECO O INNOVAZIONE?</a> first appeared on <a href="https://www.villaggiobitcoin.it">Villaggio Bitcoin</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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